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“Elezioni comunali, sì al dialogo con Forza Italia, no ai sovranisti…”

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Viterbo – “Sì al dialogo con Forza Italia, no invece ai sovranisti. A Viterbo serve una maggioranza Ursula per gestire al meglio anche i fondi del Pnrr che cambieranno il volto della città”. Giacomo Barelli è il segretario provinciale di Azione, il partito di Carlo Calenda che i sondaggi danno al 6,3% a livello nazionale. Ieri il primo congresso nella Tuscia, al Bistrot del teatro in via Cavour a Viterbo. In sala, tra gli invitati al congresso, anche il senatore Umberto Fusco della Lega, il presidente della provincia Alessandro Romoli (Forza Italia) e il vice Pietro Nocchi (Pd).


Viterbo - Giacomo Barelli segretario di Azione

Viterbo – Giacomo Barelli segretario di Azione


Barelli, perché la scelta di Azione?
“La mia scelta è la conferma di un percorso politico che mi vede legato a Carlo Calenda. Un percorso il nostro, con le dovute differenze, che parte tanti anni fa da Italia Futura, passando poi per Scelta civica e il supporto di Calenda con Siamo europei e infine la decisione di entrare nel partito che Carlo ha fondato. Una scelta che affonda quindi le radici in tanti anni di militanza comune”.

Quanto conta Azione a livello nazionale e sul territorio della Tuscia?
“A livello nazionale dobbiamo rifarci ai sondaggi. La Federazione fatta con +Europa la danno al 6,3%. Risultato che può tranquillamente essere considerato un buon punto di partenza anche per la Tuscia. Anzi, credo che su questo territorio Azione possa ottenere lo stesso risultato che i sondaggi gli danno in tutta Italia”.

Pnrr, quali sono obiettivi e aspettative per Viterbo e la Tuscia?
“Il Pnrr per Viterbo cuberà circa 100 milioni di euro. Il Piano nazionale cambierà il volto della città e su questo non c’è dubbio. Finalmente, grazie a quei fondi, verranno portate a termine le grandi incompiute, a partire dall’interramento del passaggio a livello di Porta Fiorentina. Ne abbiamo discusso durante l’incontro tra ex capigruppo a palazzo dei Priori e il commissario prefettizio. I progetti stanno andando avanti, con tanto di scadenze imminenti per la presentazione dei progetti: marzo, maggio e luglio. Il prossimo sindaco di Viterbo si troverà a gestire questo fiume di soldi per Viterbo che, ripeto, cambieranno faccia alla città. Una responsabilità doppia per chi sarà il prossimo primo cittadino”.


Viterbo - Giacomo Barelli

Viterbo – Giacomo Barelli


A fine primavera ci saranno le elezioni comunali a Viterbo. Cosa farà Azione?
“Da domani metteremo in piedi l’esecutivo di Azione e inizieremo subito a lavorare per le elezioni comunali a Viterbo e negli altri comuni della provincia che andranno al voto. Azione sarà presente alle elezioni, partendo da due punti fondamentali. Innanzitutto dall’esperienza che io e tanti altri abbiamo fatto all’interno del comune di Viterbo, poi dalla necessità di capire quale possa essere il miglior candidato sindaco possibile per guidare in maniera competente e capace la città, risolvendo problemi annosi come terme, rifiuti e verde, tanto per citarne tre. Discuteremo sui tavoli che si apriranno con tutte le persone che in questi anni hanno dimostrato di voler cambiare la città attraverso le professionalità e il merito. Disponibili fin da subito a confrontarci con le nostre proposte e le nostre idee. Con un indirizzo: competenze e professionalità”.

Con quale confine politico?
“Quello che ha già tracciato Calenda a livello nazionale. No con i sovranisti di qualsiasi tipo”.

Quindi no con FdI e Lega. Indistintamente, oppure tra le due forze politiche Azione fa qualche distinzione?
“Penso che partiti come Fratelli d’Italia non abbiano alcun elemento evolutivo per quanto riguarda l’europeismo. Tanto per fare un esempio. Vale su tutto la vergognosa intervista rilasciata da un esponente di Afd al parlamento europeo che ha offeso la memoria del presidente David Sassoli. In quel gruppo c’è anche la Lega. Se la Lega sta al parlamento europeo con Afd, Azione starà sicuramente da un’altra parte”.

Alle prossime elezioni comunali di Viterbo, Azione presenterà una sua lista e un suo candidato sindaco oppure metterà suoi candidati all’interno di altre liste elettorali?
“Non escludo niente. E’ un ragionamento che faremo nei prossimi giorni. Credo però che competenze, capacità e forze in città siano tali da poter fare qualsiasi scelta. Non temiamo quindi di correre con il nostro simbolo, precisando che in elezioni, come quelle di Roma, Calenda stesso ha presentato una lista civica con il suo nome. Le possibilità sono tante. Faremo la scelta migliore e quella più forte per portare le nostre istanze nel consiglio comunale di Viterbo e in tutti gli altri consigli dei comuni che andranno al voto”. 

Al congresso, oltre a Fusco, c’era soprattutto il centrosinistra. Azione guarda in quella direzione?
“Noi andiamo nella direzione del pragmatismo della politica. Su alcune scelte concrete, maggioranze come quella di Draghi, hanno portato a un governo forte e autorevole. Così come la maggioranza Ursula a livello europeo. E penso che la stessa cosa debba accadere al comune di Viterbo dove la mancanza di capacità e progettualità sono stati i principali simboli dell’ultima amministrazione caratterizzata dal suicidio politico della stessa maggioranza. Anche a Viterbo serve una maggioranza Ursula e noi lavoreremo con chi farà queste proposte, con un solo obiettivo: portare proposte concrete per la città e i comuni che andranno al voto. Il tutto, all’interno del perimetro tracciato prima. Nessun compromesso con le forze sovraniste”.

Come vi rapporterete invece alla provincia di Romoli?
“Nei suoi confronti il nostro supporto è totale. Riteniamo che l’operazione fatta rientra nel progetto di maggioranza allargata di cui abbiamo parlato. Per portare avanti una grande maggioranza, una maggioranza Ursula, a livello locale servono persone che abbiano un’autorevolezza tale sul territorio per portare avanti una coalizione larga e realizzare obiettivi concreti”. 


Viterbo - Il congresso provinciale di Azione

Viterbo – Il congresso provinciale di Azione


Nella maggioranza Ursula c’è anche Forza Italia e lei da consigliere comunale è stato uno dei principali oppositori della giunta del sindaco Giovanni Arena, anche lui di Forza Italia. Questo rappresenta un problema al dialogo con Fi?
“Nessun problema, e con le dovute distinzioni tra capoluogo e altri comuni che andranno al voto. Per quanto riguarda Viterbo, è evidente che l’aggregazione uscente vede nel sindaco Arena e in quella maggioranza lì un’esperienza fallimentare. Tuttavia, dire che il comune non ha funzionato per colpa solo di Forza Italia sarebbe un errore. Arena ha gravi responsabilità, ma ne hanno molte di più Fratelli d’Italia e Lega che avevano ben sette assessorati su 9 in posizioni importanti. Quindi, nessun problema a dialogare anche con Forza Italia purché si riconoscano le cose che non hanno funzionato e ci si riconosca in progetti e valori comuni. Molto più semplice sarà il dialogo con le forze di opposizione con cui in questi anni abbiamo lavorato insieme e con cui abbiamo costruito solide basi e prospettive rispetto alla visione della città”. 

Nella Tuscia in primavera si va al voto anche in altri comuni. Come si muoverà Azione?
“A primavera si andrà al voto anche a Latera, Capranica, Montalto, Castel Sant’Elia e Ronciglione. Ognuno di questi comuni ha le sue caratteristiche, situazioni molto diverse rispetto a Viterbo. A partire dal fatto che in questi comuni non c’è il doppio turno. Azione partirà dalle presenze e delle esperienze degli iscritti in ogni singola città. E insieme a loro, che conoscono la realtà territoriale, decidere l’atteggiamento da prendere”.

Daniele Camilli 


– Giacomo Barelli è il segretario provinciale di Azione


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