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“Emergenza violenza di genere, le donne denunciano di più ma mai abbastanza”

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Viterbo – “Emergenza violenza di genere, le donne denunciano di più ma mai abbastanza”.


Giancarlo Sant'Elia

Giancarlo Sant’Elia


Aumentano i casi e aumentano anche le denunce. Ma si può fare ancora di più. Perché nell’ultimo anno gli interventi per maltrattamenti in famiglia sono stati 103. Numeri che hanno un certo peso.

Di questo fenomeno, del rave party che ha invaso alcuni terreni di Valentano ad agosto, dell’omicidio di Natale e dell’andamento dei reati nel Viterbese, parla il questore Giancarlo Sant’Elia.

E’ stato un anno movimentato. E uno degli eventi più impegnativi è stato sicuramente il rave party di Valentano che si è tenuto ad agosto…
“E’ stato un anno molto impegnativo per polizia e forze dell’ordine in genere. Nel secondo semestre ci sono stati eventi che hanno impegnato tutti in maniera consistente. Il rave party di Valentano è stato uno di questi. Ha impegnato per giorni le forze dell’ordine e la questura di Viterbo in primis. Ci sono stati un morto e una denuncia per violenza sessuale, fatti di per sé gravissimi. L’intervento delle forze dell’ordine sul posto ha evitato l’aggravarsi dello scenario in una situazione già molto critica di suo. Sono stati diverse migliaia i denunciati tra cui quelli che poi sono stati ritenuti gli organizzatori del rave stesso”. 

Ci sono stati altri tentativi di organizzare rave party subito dopo quello di Valentano?
“Dopo questo evento ci sono stati due o tre raduni di 50 o 100 persone ma subito localizzati e mandati via, quindi non ci sono state altre criticità. Non li chiamerei neanche rave, sono stati incontri concordati da qualche giovane, magari per una sola notte, ma sono stati subito intercettati e allontanati”.

Come proseguono i servizi per la prevenzione al Covid?
“L’impegno per il Covid è proseguito anche quest’anno come l’anno scorso, anche se con connotazioni diverse. Abbiamo servizi dedicati al problema Covid. Le pattuglie controllano il rispetto delle norme che si sono susseguite nel corso dell’anno. Nell’ultimo trimestre del 2021 le unità impegnate (della questura e del commissariato di Tarquinia, ndr) sono state 348. Ben 348 agenti impegnati a far rispettare le normative Covid. Sono state controllate 6845 persone solo in questo ultimo trimestre. L’impegno è notevole, costante e doveroso”.

Ci sono tante sanzioni?
“Le sanzioni elevate non sono molte e questo è dovuto in buona parte alla disciplina e al senso di responsabilità dei viterbesi, soprattutto negli ultimi tempi. Questo è stato possibile anche grazie a una nostra opera di persuasione. Non siamo entrati subito a gamba tesa sul cittadino con le sanzioni, abbiamo fatto tanta opera di sensibilizzazione”.

Parliamo della violenza di genere. C’è stato un aumento dei casi?
“Sì, c’è stata una crescita. La violenza di genere è un campo che ci ha impegnato molto quest’anno, purtroppo ci troviamo di fronte a una vera e propria emergenza. La sezione specializzata nel settore, la squadra mobile, lavora incessantemente. I casi di donne che vengono a denunciare, di donne che chiamano il 112 per una richiesta di aiuto o persone che segnalano situazioni di donne molestate o maltrattate a vari livelli, sono stati innumerevoli.
Soltanto le volanti quest’anno hanno effettuato 103 interventi per maltrattamenti in famiglia. Sono numeri significativi, e parlo solo della polizia. Poi c’è ovviamente il bilancio dei carabinieri che si aggiunge a questo. Affrontiamo questa emergenza con molto impegno e professionalità perché sono questioni molto delicate. Lavoriamo in stretta sinergia con la procura della repubblica e anche con il centro antiviolenza Penelope con il quale c’è un rapporto pressoché quotidiano”.

Le vittime denunciano di più?
“Purtroppo le donne non denunciano mai abbastanza ma sicuramente denunciano di più. Tutte le campagne di sensibilizzazione che sono state fatte hanno avuto una loro efficacia perché c’è una presa di coscienza e consapevolezza da parte loro. E l’unica possibilità di uscire da questo tunnel di violenza è denunciare. Quindi sicuramente sono aumentate le denunce perché è aumentato il fenomeno da un lato, ma dall’altro è aumentata anche la consapevolezza. Un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Mezzo vuoto perché, purtroppo, aumentano i casi, mezzo pieno perché aumenta anche la presa di coscienza di quanto sia importante denunciare”.

In materia di reati predatori c’è stato un aumento?
“I reati predatori sono in aumento. La curva dei reati in generale è superiore all’anno scorso, ma l’anno scorso c’era il lockdown. Rispetto al 2019 si è mantenuta costante. Non c’è stata, quindi, un’impennata ulteriore rispetto a quell’anno. E questo è positivo. Però i reati predatori, purtroppo, sono all’ordine del giorno e duri a morire. Quando parliamo di questo tipo di reati, parliamo di furti in appartamento ma anche di truffe, soprattutto agli anziani, un reato che cerchiamo con ogni mezzo di contrastare. Per quanto riguarda i furti in appartamento la squadra mobile ha fatto due belle operazioni sul finire dell’anno. Ha sgominato un’organizzazione di Sinti con 5 custodie cautelari, e una banda di tre albanesi dediti a furti in appartamento nel Viterbese. Non abbassiamo mai la guardia su questo tipo di reato che è incessante e anche difficile da prevenire perché intercettare un ladro che entra in appartamento in tempo reale è un’operazione complicata. Al di là della prevenzione, quando si verificano questi reati cerchiamo sempre di sviluppare un’attività di indagine che ci permetta di risalire ai responsabili come successo con queste due operazioni”.

Un altro brutto capitolo per la città è stato l’omicidio di Natale. C’è un aumento di liti e di violenza?
“L’omicidio di Natale è un brutto episodio che è legato a rapporti litigiosi tra persone che vivevano insieme e c’era un rancore che è montato giorno dopo giorno. Poi con la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso si è sfociati in questo litigio culminato con l’accoltellamento e la morte del cittadino nigeriano. Fortunatamente la squadra volante e la squadra mobile sono intervenute subito e nel giro di pochi ore si è risalito al responsabile che è stato arrestato. La litigiosità in senso molto generale e a tutti i livelli sicuramente è aumentata e su questo la situazione legata alla pandemia purtroppo fa la sua parte. Noi facciamo continuamente interventi per lite in famiglia, in strada, sono quotidiani. Poi ci sono gli eccessi, come in questo caso, che fanno degenerare la lite. Quando la mattina leggo il report degli interventi dell’ultime 24 ore non passa giorno che non sia presente un intervento per lite in famiglia da parte della volante. Questo dimostra che la litigiosità sussiste ed è significativa”.

Com’è stata la situazione incidenti sulle strade della Tuscia?
“Ci sono stati degli incidenti mortali quest’anno e il problema sussiste. Facciamo campagne di sensibilizzazione e di educazione stradale anche con gli incontri che la stradale fa nelle scuole per educare i giovani alla legalità e al rispetto del codice della strada. Però purtroppo l’indisciplina è presente in maniera significativa e si traduce, poi, in incidenti che in alcuni casi sono risultati mortali”.

Elisa Cappelli


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