Viterbo – “Forza Italia da sola o in compagnia alle comunali, tutto da definire”. Giulio Marini, capogruppo azzurro uscente, sulle possibili intese a palazzo dei Priori ci va cauto. Tra chi immagina una corsa solitaria magari supportata da una lista civica, chi col Pd o un ritorno di fiamma col centrodestra (ipotesi ben più complicata), l’ex sindaco e deputato temporeggia. Intanto è soddisfatto. Anche per il Quirinale è stato adottato il suo slogan: “Per cambiare non cambiare”. Non ci vinse le elezioni, ma quella frase dal 2013 si è rivelata profetica.
Marini, come procede la marcia d’avvicinamento alle elezioni comunali anticipate?
“Non ci sono indiscrezioni – spiega Marini – il livello politico è rimasto in attesa di quanto stava avvenendo per il Quirinale, esito che poi si può leggere per eventuali sviluppi”.
Dopo la sfiducia al sindaco Arena da parte di FdI, Lega e Fondazione, c’è attesa per capire cosa farà Forza Italia. Da soli o in compagnia, magari del Pd?
“Non c’è un’idea, è tutto ancora da definire. Come non c’era nulla sul versante strategico nell’accordo tra FI e Pd alle provinciali. Non c’era niente allora, non c’è niente adesso”.
La caduta anticipata dell’amministrazione Arena mette il centrodestra in generale in una posizione più complicata in vista del voto. Non pensa che i partiti faranno più fatica d’altri a rivolgersi agli elettori?
“Il problema secondo me è un altro. Con chi fai alleanze, con quali capacità professionali, con quali persone. Stiamo parlando di fiducia, che va conquistata attraverso un’offerta politica interessante e affidabile”.
Intanto un imprenditore ha già fatto sapere di volersi candidare a sindaco. Che ne pensa?
“Se lo ritiene, è giusto che provi. A nessuno deve essere preclusa questa possibilità. Occorre un po’ d’esperienza, perché l’ente comunale, con un bilancio da 140 milioni fra entrate e uscite è qualcosa di diverso da un’attività privata. Ma è giusto che anche un imprenditore provi a cimentarsi in quest’esperienza”.
Ha dichiarato d’avere ricevuto minacce, affinché non si candidasse e ha sporto denuncia.
“Chi lo ha fatto è uno scemo. Non capisco proprio chi possa avere immaginato d’intimorirlo. Ripeto, è giusto che provi se lo ritiene opportuno”.
Nel frattempo a Viterbo, l’assenza della politica è coperta dal commissario Scolamiero in comune. Come le pare che stia andando?
“Mi sembra che sia sul pezzo. Nell’incontro che abbiamo avuto, noi capigruppo, ho visto che sono tuti molto motivati. Lei è parecchio attenta. Non conosco gli altri, tranne Tarricone, il vice. Ma se li ha scelti vuol dire che lo ha fatto con cognizione di causa e possono dare il loro contributo a livello qualitativo”.
Giuseppe Ferlicca
