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“La gente non c’ha più i soldi, in giro non c’è più nessuno e si lavora solo nel week end”

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Viterbo – “Sono aumentate le bollette, la gente non c’ha più soldi e, infatti, in giro non c’è più nessuno. Si lavora solo il fine settimana”. La fotografia impietosa scattata con poche parole da Alberto Biagetti del ristorante il Gargolo, in centro storico a Viterbo. A due passi dal quartiere medievale di San Pellegrino e da piazza San Lorenzo con la cattedrale e il palazzo dei Papi. Due vecchie glorie turistiche messe alle corde dal virus.


Viterbo - Il centro storico

Viterbo – Il centro storico


Non solo Covid, dunque, oppure green pass. Ma anche le conseguenze di due anni di pandemia che sembrano aver desertificato un po’ tutto. Le relazioni sociali innanzitutto. Perfino quel poco di via vai urbano che dalle parti del centro si continuava a intravedere anche in questo periodo che di solito è di magra. “Novembre e gennaio – sottolinea Biagetti – sono i mesi più difficili. Tant’è vero che molti di noi chiudono per qualche giorno”.

L’onda lunga degli eventi natalizi comunque sia attiravano turisti almeno fino al ’19, l’anno prima dell’emergenza. In giro, adesso, non c’è più nessuno. Basta che i contagi risalgono e la gente sparisce dalle strade. Di conseguenza le vendite vanno a fondo e i ristoranti si svuotano. “Lavoriamo solo nel fine settimana – commenta Alberto Biagetti -, poco durante. L’impatto del green pass è specialmente sui posti disponibili all’interno. La capienza massima del mio ristorante è di 42-43 persone. Per la normativa anti Covid, più di 25, massimo 28 non ne posso apparecchiare”.


 

Valter Labate

Valter Labate di Stay in Tuscia


“In questi giorni c’è calma piatta”. Lo ribadisce anche Valter Labate del direttivo di Stay in Tuscia, un’associazione che raggruppa una trentina di strutture ricettive extra alberghiere, soprattutto a Viterbo. Attività non imprenditoriali che si possono esercitare con il codice fiscale. B&b, locazioni turistiche e case vacanza. Camere, parti di abitazioni e appartamenti.

“Con il green pass – aggiunge poi Labate -, personalmente non ho avuto alcun problema. L’ho chiesto a tutti e tutti me lo hanno mostrato”. Nella città dei Papi ci sono almeno 300 strutture extra alberghiere, di cui 100-120 sono B&b. “Una cifra importante – fa notare Labate – un mercato fluido. Ci sono B&b che offrono camera e prima colazione, poi ci sono le locazioni turistiche dove offri parte di un appartamento e poi ci sono le case vacanza dove invece metti a disposizione tutto l’appartamento. Adesso il flusso di gente va da una all’altra di tipologia ricettiva a seconda delle convenienze”.


Viterbo - Centro storico

Viterbo – Centro storico


“In questi due anni di pandemia – prosegue poi Labate – abbiamo avuto degli exploit importanti duranti i mesi estivi. Di fatto la presenza delle persone nelle strutture ricettive è stata inversamente proporzionale al contagio del virus. Quando non c’è, lavoriamo bene. E’ stato così anche a Natale. Appena il Covid è tornato a farsi sentire, le persone sono diminuite. Tutte quante insieme. Di stranieri se ne sono visti pochi. Qualcuno che ha camminato lungo la via Francigena, ma molti meno rispetto agli anni precedenti”.

Daniele Camilli


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