Viterbo – “Se la Lega scegliesse la strada ‘giorgettiana’ di governo potrebbe anche far parte di una coalizione per governare Viterbo. Se invece scegliesse la strada del sovranismo schiacciandosi sull’estrema destra, se ne prenderà la responsabilità”. Filippo Rossi della Buona destra l’altro giorno era al congresso di Azione che ha eletto Giacomo Barelli segretario provinciale del partito di Carlo Calenda. Di fatto “un appello”, come lo definirebbe Rossi, alla Lega a staccarsi da Fratelli d’Italia, provando a entrare a far parte di “una coalizione per governare Viterbo”. L’altro giorno al congresso di Azione c’erano anche il senatore Umberto Fusco (Lega), le segreterie territoriali del Pd e il presidente della provincia Alessandro Romoli di Forza Italia, “un partito – ha detto Rossi – cui mi sento molto vicino”.
Viterbo – Filippo Rossi
Soddisfatto che Giacomo Barelli sia diventato il segretario provinciale di Azione?
“La mia vicinanza e amicizia con Carlo Calenda e con Azione non è di certo un segreto. Il fatto che Giacomo Barelli sia diventato segretario provinciale non può che farmi piacere e ben sperare per la politica di Viterbo”.
Anche lei in futuro entrerà in Azione o ne sarà uno dei sostenitori?
“No. Io sto costruendo il mio movimento politico che si chiama Buona destra. Con Carlo Calenda ho un’interlocuzione continua e con lui sono in buoni rapporti. Ciò che serve sono persone che si pongano come obiettivo quello di costruire la nuova casa della destra liberale. Per cui si possono avere anche dei percorsi in comune. Percorsi che restano tuttavia distinti”.
Alleanza e candidato sindaco ideali in vista delle prossime elezioni comunali a Viterbo?
“Credo che per prima cosa bisogna sotterrare tutte le asce di guerra e voler bene alla città. La buona politica è questo, voler bene alla città. Dopodiché va scelta una figura alta, responsabile e che possa rappresentare una nuova alleanza per Viterbo”.
Si sente più vicino al centrodestra o al centrosinistra?
“A Viterbo il centrodestra non esiste. Io sto lavorando per costruire in Italia una destra gollista alternativa ai sovranisti. Per cui tutto ciò che nasce e succede in questo processo non posso che appoggiarlo. Non esistono nemici, ma esistono avversari. Io sono nel campo destro, perché mi considero un uomo, un intellettuale e un operatore culturale di destra. Per mille ragioni. E c’ho anche scritto un libro che lo spiega. Tuttavia credo che escono due destre tra loro alternative. Io sono per il modello francese e i gollisti non vanno affatto a braccetto con la destra sovranista alla Le Pen. E spero che succeda anche qui, sia in Italia che a Viterbo”.
Viterbo
Quindi, gli avversari di cui parla sono Lega e Fratelli d’Italia…
“La Lega con un punto interrogativo. La Lega in questo momento, in Italia, governa con il Pd. Al di là della propaganda e al di là di Salvini, la Lega del nord, che conosco molto bene, è una Lega che è forza di governo. Non solo, ma vedo anche una Lega caratterizzata da una forte dicotomia tra Salvini e Giorgetti. Alcuni dicono che facciano finta”.
Lei invece che dice?
“Io credo che non facciano finta. Credo anzi che bisogna capire che strada prenderanno sia Salvini che Giorgetti. La politica nazionale in questi 15 giorni è tutta ‘drogata’ dall’elezione del presidente della Repubblica. Occorrerà osservare quello che succede il giorno dopo, non il giorno prima. Se la Lega scegliesse la strada ‘giorgettiana’ di governo potrebbe anche far parte di una coalizione per governare Viterbo nei prossimi anni. Se invece scegliesse la strada del sovranismo schiacciandosi sull’estrema destra, se ne prenderà la responsabilità. La Lega adesso ha l’occasione di svincolarsi dal giogo degli estremisti di destra. L’appello per una Buona destra, che è un partito e al tempo stesso una sfida culturale, lo faccio a tutti”.
E qual è?
“Quando vado in giro per l’Italia lo dico sempre. Escono tanti uomini di buona destra dentro Fratelli d’Italia, tanti dentro la Lega e tantissimi dentro Forza Italia. Il problema è farla vedere e dargli un’identità politica. In un Paese dove il centrodestra non sta più al governo da dieci anni. Il centrodestra unito è un polpettone che non funziona, anzi scoppia. E lo vediamo proprio qui a Viterbo, una città a cui serve una rinascita della politica, il che significa strategia e visione della città. Anche con visioni diverse ma che sappiano dialogare senza propaganda e capaci di arrivare a un compromesso alto”.
Un compromesso caratterizzato da cosa?
“Un compromesso alto. Immagino 4-5 progetti per la città nei prossimi dieci anni in modo tale da uscire dalla palude viterbese”.
Filippo Rossi
Chi voterebbe come presidente della repubblica?
“In questo momento auspicherei che Draghi resti a palazzo Chigi, perché una cesura nel governo possa essere difficoltosa, anche se non tragica. Poi, tra i papabili, secondo me Casini potrebbe essere la soluzione migliore, perché è un uomo non di sinistra e leader del centrodestra quando non era a trazione sovranista. Non tifo di certo Berlusconi, nonostante mi senta molto vicino agli amici di Forza Italia e nonostante Berlusconi stesso in questi anni abbia saputo riposizionarsi in un campo europeo e responsabile. La sua resta comunque, oggettivamente, una candidatura divisiva”.
Il Pnrr salverà la Tuscia?
“Il Pnrr è la zappa per salvare la Tuscia e il Paese, ma dobbiamo zappare. Il problema dell’Italia non è la troppa spesa ma la pessima qualità della spesa. E la stessa cosa vale per Viterbo. La politica deve ricominciare a decidere e a investire sul futuro. E investire significa fare grandi progetti per costruire la città. Se il Pnrr viene considerato un’immissione di spesa corrente nel mercato italiano, non servirà a nulla. Ed è anche quello che non vuole l’Europa, da qui le regole che devono essere rispettate. Se il Pnrr verrà invece utilizzato come un grande piano di investimenti per far rinascere l’Italia e quindi anche Viterbo, allora servirà sicuramente a rilanciare i territori. Resta comunque uno strumento che non può bastare a se stesso”.
È prevedibile un suo ritorno politico a Viterbo?
“No, non è previsto. Sono viterbese, ma non sto facendo nulla per fare politica a Viterbo , tantomeno in primo piano”.
Darà comunque il suo appoggio a qualche schieramento e candidato sindaco alle prossime elezioni comunali oppure se ne terrà completamente fuori?
“Ovviamente appoggerò e farò campagna elettorale, dirò anche la mia e chi voterò. Ma non è previsto alcun tipo di impegno diretto nelle amministrative a Viterbo”.
Daniele Camilli


