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Roma – Riceviamo e pubblichiamo – “Con l’archiviazione notificatami dal Gip di Roma, finisce l’epoca della strumentalizzazione della giustizia penale a fini personali da parte di Gianni Tonelli, ex segretario generale del Sap e oggi deputato della Lega, il quale, resosi conto del malcontento che una buona parte degli allora iscritti aveva maturato in ordine alla sua gestione, aveva scatenato una macchina del fango nei miei confronti, reo di aver dato nel frattempo vita alla famiglia Mosap, costringendomi a subire ben due procedimenti penali presso la procura della repubblica di Roma”.
Lo dichiara Fabio Conestà, segretario generale del Movimento sindacale autonomo di polizia (Mosap), alla fine di anni di processi giudiziari che lo hanno visto ingiustamente accusato prima di diffamazione, poi di appropriazione indebita. Ipotesi accusatorie completamente demolite dalla procura di Roma che ha messo fine una volta per tutte all’intera vicenda.
“Ho dovuto sopportare in silenzio, soffrendo per la reiterata lesione della mia immagine come uomo, poliziotto e sindacalista, affrontando con pazienza i lunghi tempi della giustizia che, nel nostro Paese, è lenta, ma arriva, e fa sentire il suo peso – dice Conestà -. Qualche ora fa il mio difensore, l’avvocato Antonello Madeo, il cui intervento è stato determinante per la soluzione positiva della vicenda, mi ha trasmesso l’ordinanza con cui è stata respinta l’ennesima opposizione alla richiesta di archiviazione proposta da Gianni Tonelli, mettendo la parola fine a questa brutta pagina del sindacalismo anzi, di una concezione distorta della contesa sindacale della polizia di Stato”.
“Sono stato accusato di diffamazione, dopo aver subito la cacciata dai locali del sindacato provinciale che allora dirigevo, attraverso attività di colleghi che adesso (guarda caso) ricoprono il mio ruolo dell’epoca – continua il segretario Mosap -. Poi, come se non bastasse, di appropriazione indebita aggravata, per aver utilizzato per fini personali le risorse che gestivo per le incombenze sindacali. Ringrazio tutti coloro che hanno sempre creduto nella mia lealtà e nella falsità delle infamanti accuse mossemi all’indomani della diaspora dal Sap per mano dell’allora segretario Tonelli, che a questo punto dovrà dare più di una spiegazione ai colleghi iscritti a quella sigla per la spregiudicatezza con cui ha promosso (e ne ha sostenuto le spese) cause infondate in sede civile e penale nei miei confronti, identiche ad analoghe azioni che l’allora dominus del Sap ha intrapreso contro tutti i Conestà d’Italia, ossia tutti quelli che avevano osato ribellarsi all’utilizzo personalistico del bene comune”.
“Il Mosap, nato grazie a una intuizione mia e di un gruppo di amici e colleghi, in pochi anni è diventato il più numeroso a Roma e tra i primi a livello nazionale tra i sindacati non rappresentativi. Confido – conclude Conestà – che da oggi Tonelli e il Sap abbiano un motivo in più per farsene una ragione”.
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