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La variabile Scuderi, Pd diviso e l’incognita M5s

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Giovanni Scuderi

Giovanni Scuderi

Viterbo – Tra i due (e più) schieramenti litiganti, il civico-imprenditore gode. A Viterbo Giovanni Scuderi ruba la scena alla politica, in un momento in cui la politica sembra ancora in cerca di una via che porti alle elezioni anticipate in comune. Una via possibilmente vincente.

Il commerciante viterbese l’altro ieri con un colpo di teatro ha fatto sapere di voler scendere in campo, facendo girare manifesti in cui è ritratto col suo nome e uno slogan.

Nulla di più, nessun riferimento a gruppi o altre realtà. Giusto per far incuriosire e cominciare a far parlare di se, non per il ruolo finor ricoperto, ma con un nuovo abito.

Parte subito, rispetto a chi è del mestiere ha bisogno di più tempo. Per ora ha vinto, è il primo a uscire allo scoperto. Poi si vedrà.

Sul fronte degli schieramenti classici, la situazione è piuttosto quieta. Chiacchiere tante, di concreto ben poco. Dovrà passare almeno gennaio, per vedere qualcosa di più sostanzioso.

Versante centrosinistra, resta l’assessora regionale Alessandra Troncarelli la più accreditata alla carica di primo cittadino. Si schiererà con il Pd la neonata Azione di Giacomo Barelli, ma è fortemente improbabile che il Pd possa avere l’appoggio della parte Fioroniana dello stesso partito.

Voci insistenti vogliono Luisa Ciambella, ex assessora ed ex capogruppo Pd, candidata la volta scorsa contro Arena, pronta a ripresentarsi. C’è chi la accredita già in azione (con la a minuscola, non quella di Calenda) a saggiare l’eventuale disponibilità di possibili nomi da inserire in lista.

Insomma, si potrebbe ripetere quanto avvenuto tre anni e mezzo fa, ma a parti inverse. Ciambella da una parte e l’altra parte Dem con Francesco Serra. Non finì benissimo.

C’è da capire poi, come si muoverà a Viterbo il Movimento 5 stelle. Una lista nel capoluogo è scontata. Ci sarà. Se con un proprio candidato sindaco o in appoggio a un altro, presto per dirlo. Nella seconda ipotesi, comunque, la bilancia pentastellata pende verso il centrosinistra, vista l’alleanza in regione, ma anche il lavoro all’opposizione di questi anni in comune.

Più complicata la situazione nel centrodestra. Quello che resta della coalizione, FdI, Lega e Fondazione, sembra accusare ancora i postumi della sfiducia, data ad Arena ma anche subita.

Incontri per presentare idee su Viterbo annunciati e poi annullati, formazione di un coordinamento elettorale presentata in modo roboante e poco altro.

La girandola di nomi è varia, variegata e nota. Avendo quasi concluso il giro dei papabili, c’è chi ipotizza che potrebbe farne parte anche Mauro Rotelli. Deputato FdI, partito che più di altri può aspirare a esprimere un nome da portare come sindaco.

Ipotesi tanto politicamente affascinante quanto poco realisticamente probabile. Anche se in politica, mai dire mai.

Forza Italia, dal canto suo, è un altro punto interrogativo. Da sola, con Giovanni Arena che scalpita per riprendersi la rivincita su chi gli ha voltato le spalle o col Pd? Pezzi da novanta, in quanto a preferenze, da Antonella Sberna e Elpidio Micci, resteranno azzurri?

Infine, Chiara Frontini. La capogruppo Viterbo 2020 ha inaugurato il 2022 parlando di Viterbo in conferenza stampa a via La Fontaine. Nessun accenno a vicende politiche o candidature.

Che si presenti è dato per scontato, meno lo sono modi e forme. Scelte per il secondo turno ed eventuali alleati.

Gli incastri viterbesi, comunque, sono solo una parte del puzzle elettorale da costruire. C’è da capire le alleanze che si formeranno con l’elezione del presidente della repubblica. Tutti oggi sembrano attendere questo passaggio e poi c’è la regione. Se dovesse andare al voto anticipato o se in caso di rimpasto governativo, Zingaretti dovesse essere chiamato per un incarico da ministro, cosa accadrebbe?

Molti gli incastri possibili meglio fermarsi alle candidature a Viterbo, tra nomi noti e altri possibili. Non è escluso che nelle prossime settimane non possa uscire fuori un altro Scuderi.

Nel 2013 i candidati alla carica di sindaco furono ben 14. Per il voto a primavera, a oggi i possibili sono “appena” cinque o sei. Avanti, c’è posto.

Giuseppe Ferlicca


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