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“L’obbligo vaccinale è un passo necessario che deve essere fatto”

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Viterbo – “L’obbligo vaccinale è un passo necessario che deve essere fatto. Sono mesi che lo chiediamo. Vaccinare tutti è fondamentale, altrimenti rischiamo di non farcela e di bloccare lo sviluppo di un paese”. Il segretario generale della Fai Cisl Lazio apre così il settimo congresso della federazione dei lavoratori agroalimentari e ambientali che in regione conta oltre 9.200 iscritti.

Quest’anno il congresso, ancora in corso, si è tenuto a Viterbo, palazzo dei Papi, sala Alessandro IV. “Un modo per rendere omaggio alla città e a questo splendido palazzo – ha detto Tomarelli – dove si è svolto il primo conclave della storia nel XIII secolo. Un patrimonio che ci racconta quanto importanti siano le risorse del territorio in cui viviamo per far ripartire il Paese”.


Claudio Tomarelli

Claudio Tomarelli


Al congresso della Fai Cisl Lazio ci sono anche il segretario nazionale del sindacato Onofrio Rota, il segretario generale della Cisl Lazio Enrico Coppotelli, la segretaria generale della Fai Cisl Viterbo Sara De Luca e il segretario della Fai Cisl di Latina Kotb Islam, eletto, quest’ultimo, alla presidenza del congresso di questa mattina. Con loro anche il segretario generale della Cisl Viterbo Fortunato Mannino, il consigliere regionale Enrico Panunzi e la vice presidente dell’ordine degli agronomi Francesca Durastanti.


Viterbo - Congresso Fai Cisl Lazio

Viterbo – Congresso Fai Cisl Lazio


“L’agricoltura – ha sottolineato Tomarelli nel suo intervento – è l’industria che nessuno vede ma che ci sfama ogni giorno. Un pezzo fondamentale dell’economia del territorio che va difeso e sviluppato nell’interesse di tutti e dei lavoratori”.


Fortunato Mannino

Fortunato Mannino


Tra le priorità indicate da Tomarelli nella sua relazione, le diseguaglianze amplificate dalla crisi pandemica, da affrontare “utilizzando i 18 miliardi destinati dal Pnrr al territorio laziale con una governance partecipata e condivisa con le parti sociali”.


Viterbo - Congresso Fai Cisl Lazio


L’agroalimentare regionale rappresenta l’8% di quello nazionale ed è costituito da 1281 aziende agrituristiche, 15 mila imprese alimentari, per la maggior parte di piccole e medie dimensioni, e 44 mila imprese agricole che impiegano 43 mila operai. Ancora tante le potenzialità di crescita non valorizzate, secondo Tomarelli.

“Una straordinaria opportunità – ha proseguito Tomarelli – arriva dalla commissione europea che ha riconosciuto 1 miliardo e 105 milioni di euro al settore agricolo tramite il Psr 2023/2027, inoltre vanno intraprese una serie di azioni che chiediamo da tempo, come procedure più semplici per l’accesso ai fondi, più accesso al credito per le startup, costruire un marchio Made in Lazio, attivare biodistretti, consegnare terre pubbliche ai giovani”.


Enrico Coppotelli

Enrico Coppotelli


Da valorizzare inoltre la forestazione e i consorzi di bonifica, che stanno uscendo dal commissariamento. “Abbiamo chiesto un incontro all’assessore regionale – ha aggiunto Tomarelli – perché i consorzi vanno riordinati e messi al servizio dell’agricoltura in modo innovativo e qualificato”. Inoltre, ha spiegato il sindacalista, “non è più giustificabile sottrarre terra fertile per impianti fotovoltaici non integrati, come sta avvenendo ad esempio nella Tuscia, con 6 mila ettari di pannelli in terreni fertili, con un impatto disastroso sia dal punto di vista ambientale che turistico ed economico”.


Enrico Coppotelli, Claudio- Tomarelli, Onofrio Rota

Enrico Coppotelli, Claudio Tomarelli, Onofrio Rota


Fra gli obiettivi della Fai Cisl Lazio, la realizzazione in tutta la regione del progetto “Terra degli uomini: lavoro e dignità”, sul modello di quanto fatto con la Caritas diocesana di Viterbo per l’inserimento lavorativo. “Un modo per fare politiche attive, da preferire sempre al puro assistenzialismo, che invece non consente alle persone di emanciparsi e riscattarsi”, ha concluso Tomarelli. Da bloccare, infine, secondo la Federazione regionale, i progetti sui depositi di scorie nucleari nella Tuscia.

Daniele Camilli
 


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