Viterbo – (sil.co.) – Mafia viterbese, torna in piena libertà Ionel Pavel. Rinviato il “processo dei martelli” al boss Trovato e un sodale, scaturito dalla sventata spedizione punitiva contro il ristoratore cliente insoddisfatto di Pecci.
Tre anni dopo l’arresto nel blitz del 25 gennaio 2019 riconquista la piena libertà Ionel Pavel, il tuttofare romeno del boss albanese Ismail Rebeshi tuttora a processo per metodo mafioso con gli imprenditori viterbesi Manuel Pecci e Emanuele Erasmi.
Su richiesta avanzata dal difensore Michele Ranucci il 21 gennaio, giorno in cui è iniziata la discussione, nonostante il parere contrario del pm Fabrizio Tucci, il collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, Francesco Rigato e Roberto Colonnello a latere, ha accolto ieri la richiesta del legale.
La discussione riprenderà il 4 febbraio, dopo di che si tornerà in aula il 18 marzo e l’8 aprile.
Ionel Pavel
Pavel, dopo un anno e tre mesi di carcere, ha prima ottenuto gli arresti domiciliari, il 16 aprile 2020, sostituiti con l’obbligo di presentazione e il divieto di espatrio il 15 gennaio 2021, quindi con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria ridotto a tre giorni a settimana il 25 giugno 2021.
“Quanto al pericolo di reiterazione dei reati – sottolinea il tribunale – non può non considerarsi sia il notevole lasso temporale intercorso dalla commissione dei reati sub iudice, sia l’avvenuta sottoposizione a regime carcerario dei correi, sicchè il legame con i medesimi – elemento determinante nella commissione dei reati – deve ritenersi reciso in assenza di elementi di segno contrario”.
Giuseppe Trovato
Rinviato il “processo dei martelli”
E’ stato nel frattempo rinviato, ieri, il “processo dei martelli” a carico del boss Giuseppe Trovato e del sodale albanese Spartak Patozi, scaturito dall’attentato, sventato dai carabinieri, che la coppia di criminali avrebbe voluto mettere a segno ai danni del ristoratore viterbese, cliente insoddisfatto del salone di Manuel Pecci.
Trovato era intenzionato a farlo oggetto di un pestaggio per avergli mancato di rispetto il 13 dicembre 2017, giorno del blitz con Pecci nel suo locale. Era la sera del 20 dicembre 2017 quando Patozi e Trovato si sarebbero appostati fuori del ristorante, per realizzare la spedizione punitiva, fermati dai carabinieri che trovarono in macchina due martelli.
Otre ai due martelli, motivo per cui sono finiti a processo per porto abusivo di oggetti atti ad offendere, gli investigatori nel corso dell’operazione sequestrarono anche tre paia di guanti e tre passamontagna nascosti nel vano della ruota di scorta.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

