Viterbo – Omicidio di Natale:”Nelson sta sempre col Vangelo in mano e ha il corpo pieno di cicatrici”. Secondo la difesa, dietro il delitto ci sarebbe un movente legato alle diverse etnie. L’assassino sarebbe stato aggredito dalla vittima.
“Non volevo ucciderlo, è stato lui ad aggredirmi, puntando contro di me il coltello che aveva in mano”, avrebbe detto al gip durante l’interrogatorio di convalida, lo scorso 27 dicembre, Nelson Christofer O..
Nelson Christofer O. è il 31enne richiedente asilo d’origine nigeriana che verso le 22.30 della sera della vigilia di Natale ha accoltellato a morte, in strada, tra via Polidori e via Marini, il connazionale 28enne Enogieru Orobosa, deceduto sotto i ferri a Belcolle durante un disperato tentativo di salvargli la vita.
Nelson, si è scoperto, è il nome di battesimo di Christofer, il cui cognome è seguito da una O puntata. Religiosissimo, starebbe sempre col Vangelo tra le mani. La vittima, nigeriano nato in Ghana, sarebbe stata di un’altra etnia. E l’omicida, proprio per questo, avrebbe il corpo pieno di cicatrici. Lui sarebbe uscito da casa per andarsene da un amico dopo il litigio. Ma la vittima lo avrebbe raggiunto cercando di bloccarlo col coltello, per impedirgli di andare via.
Omicidio di Natale – Il sopralluogo della polizia per cercare il coltello
“Nelson è cristiano, ha sempre il Vangelo tra le mani”
“Religiosissimo”, secondo il suo legale, l’omicida starebbe sempre col Vangelo in mano. “Dietro la tragedia ci sono questioni di tipo razziale”, dice l’avvocato Paolo Labbate, difensore di Christofer, arrestato sei ore dopo l’accoltellamento e detenuto in carcere con l’accusa di omicidio volontario.
“Di sicuro il mio assistito è cristiano, legge sempre il Vangelo, l’ho sempre visto col Vangelo tra le mani. In Nigeria quasi la metà della popolazione è cristiana, seconda religione dopo l’Islam. Ma non saprei dire se Nelson sia protestante oppure cattolico. Va detto che si tratta di un paese dove non è facile la convivenza tra popolazioni che appartengono a diverse culture e confessioni religiose”.
“L’omicida è pieno di cicatrici, simboli di un’altra etnia”
“Nelson ha il corpo pieno di cicatrici, sono dei simboli che gli sono stati ‘disegnati’ sulla pelle da persone della stessa etnia cui apparteneva la vittima, che non è la sua etnia. Tra le persone dell’etnia di Orobosa c’è anche l’uomo che stava sotto la doccia, venuto a Viterbo da Roma il 24 dicembre, la cui presenza la sera della vigilia di Natale è stata causa del litigio”, dice il legale. Le cicatrici di cui parla il legale sarebbero piuttosto usuali in Africa e inflitte solitamente tramite tagli e bruciature.
La lite, ripresa dalle telecamere della videosorveglianza di un negozio all’angolo, sarebbe iniziata a casa e proseguita al cancello del vicino autolavaggio. “Il coltello non lo avevo io, lo aveva Orobosa. Me lo ha puntato contro perché non voleva che uscissi e io mi sono difeso”, avrebbe detto agli inquirenti il 31enne, indagato per omicidio volontario, cui almeno per ora non è stata contestata alcuna aggravante.
Arrestato all’alba di Natale dopo sei ore di “latitanza”
La sua “latitanza”, mentre la vittima spirava in ospedale, è durata circa sei ore. Le manette ai polsi di Christofer sono scattate all’alba del 25 dicembre, verso le 5 del mattino, quando è tornato nell’appartamento che condivideva con la vittima. Avrebbe trascorso la notte a casa di un amico, dove sarebbe giunto con tre bottiglie di birra in mano. Ma sul suo stato d’animo – ad esempio se avesse l’aria serena o preoccupata – ci sarebbero versioni contrastanti.
Decisivi autopsia e filmati della videosorveglianza
Nel frattempo, mentre proseguono le indagini per fare luce sul movente, per la chiusura dell’inchiesta si attendono anche i risultati dell’autopsia disposta dalla procura e affidata al medico legale Benedetta Baldari, che si è presa sessanta giorni di tempo per il deposito della relazione. Gli accertamenti sui filmati delle telecamere, passate al setaccio dagli investigatori, potranno invece chiarire la dinamica di quanto accaduto tra la vittima e l’omicida lungo la strada, dopo la lite esplosa in casa la sera della vigilia di Natale. E se la versione fornita dall’arrestato abbia riscontro nelle immagini.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
