|
|
Viterbo – “Sono onorato che circoli il mio nome come candidato sindaco, ma vedremo. È presto”. Quello di Claudio Ubertini (Lega), ex assessore all’Urbanistica sta girando da giorni. Il diretto interessato è contento per l’attenzione ricevuta, ma esprime parecchia cautela. I giochi politici non sono ancora cominciati.
Ubertini, il suo nome circola come possibile candidato del centrodestra (FdI, Lega e Fondazione) a sindaco. Ci sta pensando?
“Sono onorato del fatto che circoli il mio nome. Valuterò se ci saranno le condizioni, ma è un discorso che va fatto con gli alleati. Direi che è un po’ presto, sono indiscrezioni. Non si sa nemmeno ancora quando si vota, figurarsi il resto. Mancano ancora troppi elementi. Posso solo dire che mi fa piacere sapere che si sia pensato anche a me”.
È un segnale d’attenzione.
“Certo, ma prima del candidato viene la condivisione di un programma, che a mio parere non può essere il solito libro dei sogni”.
Come dev’essere?
“Devo dire che nei fatti è in larga parte già scritto, c’è molto da portare avanti tra le cose avviate, alcune del mio assessorato. Vanno a incidere in modo significativo in diversi aspetti della città, si va dalle periferie al centro storico, la viabilità. Ce n’è per mettere in piedi un percorso importante”.
Per il centrodestra, con l’amministrazione Arena caduta anticipatamente sarà una campagna elettorale complicata?
“Le campagne elettorali sono sempre difficoltose, per mille motivi. La gente è sfiduciata. Noi veniamo dalla precedente amministrazione, alcune cose sono rimaste non fatte, ma molte altre sì, almeno le abbiamo messe in piedi. Il nostro obiettivo deve essere quello di proseguire il percorso iniziato. E poi, riparare a errori che sono stati fatti”.
Si sente di escludere a priori Forza Italia dalla coalizione di centrodestra?
“In politica non si può escludere mai nulla, basti guardare cosa accade a livello nazionale. Tutto è possibile, ma chiaramente va riavvolto il nastro. L’alleanza con Forza Italia in comune credo che possa passare solo se viene meno quella degli azzurri col Partito democratico in provincia, ragione per cui è finita prima l’esperienza a palazzo dei Priori. Tornare insieme come se nulla fosse, per me non avrebbe senso e sarebbe poco credibile anche agli occhi della gente”.
Giuseppe Ferlicca
