Roma – “Il peggior presidente della storia repubblicana sarà quello che verrà eletto tra poco. Il livello di mediocrità dei rappresentanti politici è desolante, persino una figura spregiudicata come Berlusconi è ancora ritenuta interessante”. Il vignettista Vauro Senesi vede nella disgregazione sociale l’origine della “pochezza partitica” che sta caratterizzando il dibattito sul prossimo inquilino del Quirinale. Vauro Senesi è tra i vignettisti satirici più conosciuti in Italia, collabora con Il Fatto quotidiano e Left.
Vauro Senesi
Ieri Berlusconi ha annunciato di rinunciare alla corsa per il Quirinale. In una recente vignetta lei aveva parlato dell’ipotesi del leader di Forza Italia alla presidenza come di un’ipotesi “spaventosa”. Cosa avrebbe rappresentato per l’Italia?
“Ciò che innanzitutto rivela questa vicenda è che siamo giunti a un livello surreale e desolante della realtà politica, e purtroppo anche sociale, di questo paese. Soltanto il fatto che Berlusconi sia stato nominato come possibile candidato alla presidenza della repubblica avrebbe dovuto suscitare da una parte solo ilarità, e dall’altra scandalo e indignazione. Cosa che non è accaduta. La scelta del garante dei valori costitutivi della nostra democrazia oggi è affidata a dei leader di partitini che obbediscono solo a sondaggi elettorali, giochi di palazzo, ricatti incrociati e richieste della finanza”.
La vignetta di Vauro del 19/01/2022
Avremmo avuto un pregiudicato alla guida del Csm…
“Il fatto che Berlusconi, condannato per frode fiscale, con 2 procedimenti in corso (uno per il processo escort, l’altro addirittura legato alle stragi mafiose), possa occupare il centro della discussione politica, la dice lunga sul livello misero al quale è arrivata la politica partitica. Guiderebbe il Csm e potrebbe dare la grazia. Ma la cosa più vergognosa e preoccupante è che questo è semplicemente il segnale del degrado che ci circonda”.
Perché, nonostante tutto ciò, si continua a parlare di lui?
“Se ne parla perché ha un potere mediatico e di corruzione molto grosso. E si continua a parlarne perché il livello di mediocrità dei rappresentanti politici, rappresentanti di se stessi tra l’altro, è tale che una figura spregiudicata come Berlusconi è ancora ritenuta interessante. La politica vera è valore, è progettazione, è visione del futuro. È anche compromesso, ma non compromesso a ribasso. Questi partiti non hanno nessuna visione, nessun progetto se non dei miseri giochi di potere”.
Se Berlusconi fosse eletto al Quirinale, lei che farebbe?
“Continuo a prenderlo per il culo, come ho sempre fatto”.
La vignetta di Vauro del 23/01/2022
Nei giorni scorsi abbiamo visto come Denis Verdini, condannato per bancarotta e per truffa allo stato per il crac del Credito cooperativo fiorentino, svolga ancora un ruolo di primo piano nell’organizzare le trame parlamentari. Cosa emerge dalle lettere tra Verdini, Dell’Utri e Confalonieri? Lei in una vignetta lo ha mostrato ai domiciliari come Gramsci…
“Verdini è agli arresti domiciliari e prende parte a questi giochetti di palazzo. Un pregiudicato che può liberamente incidere sulle scelte per la scelta del capo dello stato… Delle lettere dal carcere appunto, paradossalmente, come Gramsci. Se non avessi 65 anni e se non vivessi in Italia, non riuscirei a credere a questa realtà”.
La vignetta di Vauro del 18/01/2022
La lotta partitica a cui stiamo assistendo cosa rivela dal punto di vista sociale?
“Rivela la pochezza dei media e della politica, mette in luce le condizioni in cui versa l’Italia. La cosa che mi colpisce è che i media, tutti o buona parte, stanno a questo gioco. Fior fior di giornalisti che analizzano il sopracciglio alzato di Salvini cercando retroscena politici, appostati ore e ore per tentare di carpire mezze dichiarazioni dal primo bischero che passa… Eppure purtroppo tutto ciò rappresenta la società reale di questo paese, la parte peggiore, quella dei cinici e dei carrieristi. Il presidente della repubblica dovrebbe rappresentare tutti. E, ricordiamocelo, il 50% degli aventi diritto non va più a votare. Stiamo andando allegramente a suon di talk show verso uno smantellamento totale della nostra democrazia”.
Il favorito numero 1 sembrerebbe per ora essere Draghi. Sarebbe la prima volta nella storia della repubblica italiana che un presidente del consiglio in carica va direttamente al Quirinale. I ruoli certamente sono diversi: uno è un “giocatore”, l’altro un “arbitro”. Cosa significherebbe?
“Con tutto il rispetto che posso nutrire per Draghi, non mi pare una bestemmia dire che la sua è una formazione da banchiere. Abbiamo un uomo della finanza al governo, e il fatto che Lega, Pd, 5stelle e gli altri siano tutti allegramente alla maggioranza rivela che non c’è stato alcuno scontro di vedute, come invece la politica dovrebbe fare. Averlo al Quirinale significherebbe non avere alcuna mediazione sui temi della finanza e sui temi europei”.
La vignetta di Vauro del 17/01/2022
Come giudica l’operato del centrosinistra in queste settimane di scelte e proposte in vista dell’elezione?
“Partiamo dal fatto che di sinistra nel centrosinistra c’è ben poco. Sì sta comportando in maniera imbelle. Senza fare alcuna macabra ironia, l’unico nome che sono stati in grado di fare è stato quello di David Sassoli, dopo che era morto, dicendo che avrebbe avuto tutte le carte in regola per diventare capo dello stato. Io non credo possa essere un omaggio a Sassoli. E l’unica critica che il centrosinistra è riuscito a sollevare alla candidatura di Berlusconi è stata che è un nome ‘divisivo’. Invece è un criminale. Mi riferisco ancora del sistema dei partiti, perché poi esiste anche una sinistra che si prodiga attivamente, ed è lì che bisogna guardare. Al mondo del sociale e a quello del volontariato”.
La vignetta di Vauro del 22/01/2022
Quali dovranno essere le caratteristiche essenziali del nuovo presidente della repubblica, indipendentemente dal colore politico?
“Deve essere il presidente di tutti ed essere il garante dei valori costituzionali del nostro paese”.
Se dovesse fare lei un nome per il Quirinale, chi proporrebbe?
“Un nome lo voglio fare, riallacciandomi al discorso del volontariato e del sociale. È lì che potremmo trovare un enorme bacino di personalità. Paradossalmente, faccio il nome di Mimmo Lucano, l’ex sindaco di Riace condannato a 13 anni. In questa realtà di vuoto politico, è stato una testimonianza di solidarietà, di giustizia e di valori. Ha messo in campo la solidarietà e ha agito con empatia, nei confronti dei migranti ma anche di tutta l’umanità”.
Chi è stato il miglior presidente della repubblica?
“Il migliore è stato Pertini, lo sanno tutti gli italiani”.
E il peggiore?
“Il peggiore probabilmente sarà quello che verrà eletto tra poco, perché figlio di una disgregazione politica come mai prima d’ora”.
Alessio Bernabucci





