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Si torna a scuola, la Asl rassicura ma alcuni sindaci chiudono

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Viterbo – Nessuna chiusura generalizzata delle scuole nella Tuscia. Nonostante l’aumento continuo dei contagi, la Asl rassicura sulla situazione epidemiologica in provincia e lunedì 10 gennaio gli studenti torneranno tra i banchi di scuola. Solo per alcuni di loro scatterà la didattica a distanza. 

Si tratta per il momento dei bambini e dei ragazzi dei comuni di Bolsena, Bagnoregio, Civita Castellana e Tarquinia per i quali ieri sono arrivate le ordinanze dei sindaci. 


Coronavirus - La sanificazione di una scuola

Coronavirus – La sanificazione di una scuola 


A Bolsena, a causa dell’elevato rischio derivante da un ritorno in classe in presenza, le scuole resteranno chiuso fino al 18 gennaio. A Bagnoregio, fino al 17 gennaio. E a Civita Castellana almeno fino al 21 gennaio per gli studenti ci sarà la didattica a distanza. A Tarquinia, come si legge nell’ordinanza del sindaco Alessandro Giulivi, a far data dal 10 gennaio fino al 23 si attiverà la didattica a distanza per le scuole di ogni ordine e grado del paese. Sarà invece chiuso l’asilo nido. 

Nelle prossimo ore, a questi centri, dovrebbe unirsi anche il comune di Ronciglione, per il quale il sindaco prevede lo stop alle lezioni in presenza per la scuola primaria e secondaria di primo livello fino al 17 gennaio. 

Per discutere della situazione contagi nella Tuscia, nel tardo pomeriggio di ieri è stato convocato un tavolo tecnico in Provincia. Ad organizzarlo il presidente di Palazzo Gentili, Alessandro Romoli. Presenti tutti i sindaci, il responsabile Asl per la scuola e il responsabile del provveditorato.


Alessandro Romoli

Alessandro Romoli


“I sindaci, quali autorità sanitaria locale, hanno partecipato nella quasi totalità dei comuni, motivati da senso di responsabilità e animati dalla convinzione che l’istituzione scolastica rappresenta un pilastro fondamentale delle comunità locali e della società civile” ha spiegato il presidente Romoli, sottolineando come dalla Asl e dal provveditorato, durante l’incontro, siano arrivate rassicurazioni sulla situazione epidemiologica in provincia.

“L’andamento della pandemia è sicuramente preoccupante per il diffondersi del contagio – ha proseguito il presidente Romoli -, che però, rispetto alle ondate precedenti si manifesta per il 90 % dei casi, in modo asintomatico o in forme lievi. Il combinato di questi due elementi ha trovato nell’assemblea dei sindaci, oltre alla volontà di adottare per quanto possibile un atteggiamento unitario sul territorio provinciale, l’assoluta consapevolezza che chiudere le scuole in questa fase non provocherebbe nessun giovamento per il contenimento del Covid-19”. 

Per questo la grande maggioranza degli studenti da lunedì prossimo torneranno sui banchi di scuola. Nel rispetto di tutte le norme anti-contagio e, come richiesto da diversi sindaci, tenendo sotto controllo la situazione. Monitorando giorno dopo giorno l’andamento della curva epidemiologica. 

“La scuola è e rimane lo spazio più sicuro – ha spiegato a conclusione della riunione il presidente della provincia Romoli -. Naturalmente occorre da parte delle amministrazioni comunali, delle istituzioni scolastiche e sanitarie  coinvolte  un monitoraggio quotidiano il quale consentirà ai sindaci di poter adottare, ove le condizioni sanitarie lo richiedessero, i necessari ed adeguati provvedimenti”.


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Barbara Bianchi


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