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“Scuola, gli studenti temono le valutazioni a causa dello stress psicologico…”

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Viterbo – “Gli studenti temono le valutazioni, lo stress psicologico è tanto e il problema vero è questo”. Ieri il ritorno a scuola per il grosso degli studenti della Tuscia, salvo alcune eccezioni qua e là in provincia. Con loro, anche Bianca Piergentili, la segretaria generale della Rete degli studenti medi di Viterbo. Alla fine dello scorso anno, anche l’occupazione del liceo Ruffini di piazza Dante. Il secondo della pandemia Covid, quella adesso con la variante Omicron in corso che fa anche molto discutere sull’opportunità o meno di tornare a una scuola in presenza col rischio dei contagi. Presenza invece sostenuta dai più e sollecitata dal governo.


Viterbo - Il ritorno a scuola degli studenti dopo le vacanze di Natale

Viterbo – Il ritorno a scuola degli studenti dopo le vacanze di Natale


“Come Rete degli studenti siamo sempre stati favorevoli a una scuola in presenza – commenta Bianca Piergentili – l’unica forma di scuola possibile. Ma è anche una scuola che in queste condizioni, così come è dopo due anni di Covid, è un vero e proprio terreno minato per tutte le incongruenze che ci sono”. Mascherine, sicurezza, stress psicologico e doppi ingressi. Innanzitutto.

“Mancano le mascherine Ffp2 – sottolinea infatti Piergentili -. Il ministero le deve fornire a tutti gli studenti. Molte classi, poi, hanno il problema di far rispettare il distanziamento tra i banchi. Una cosa, la sicurezza, su cui bisogna ancora lavorare molto”.


Viterbo - Bianca Piergentili della Rete degli studenti medi

Viterbo – Bianca Piergentili della Rete degli studenti medi


C’è poi il fattore valutazioni, cioè voti e giudizi, che pare stia facendo da detonatore allo stress psicologico degli studenti, così come ha precisato più volte Piergentili della Rete degli studenti. “Con la fine del quadrimestre gli studenti vivono un forte stress psicologico dovuto alle valutazioni in corso. Anche noi che dobbiamo fare l’esame di maturità non sappiamo nulla su quelle che saranno le decisioni. Un stress dovuto a tutta quanta la situazione, alla preoccupazione di un ritorno in Dad e alla paura dovuta alle lacune che nel frattempo di sono venute a creare sul piano dell’apprendimento scolastico”.

Intanto il Tar della regione Campania ha accolto il ricorso del governo e di alcuni cittadini contro l’ordinanza firmata dal governatore Vincenzo De Luca che stabiliva lo stop alle lezioni in presenza fino al 29 gennaio, per materne, elementari e medie. Il presidente della quinta sezione del Tar Campania Maria Abbruzzese ha sospeso infatti l’esecutività dell’ordinanza nella parte in cui si rinvia al 29 gennaio, fissando per l’8 febbraio la camera di Consiglio. Già da questa mattina, le scuole in Campania saranno riaperte contrariamente all’ordinanza regionale che prevedeva la didattica a distanza.


Viterbo - Il ritorno a scuola degli studenti dopo le vacanze di Natale

Viterbo – Il ritorno a scuola degli studenti dopo le vacanze di Natale


Un’altra questione aperta è quella del doppio turno di ingresso a scuola che va avanti da più di un anno. Una parte degli studenti entra alle 8 di mattina e un’altra alle 10. Doppi anche i turni di uscita, chi all’una e mezza e chi verso le tre del pomeriggio. Cosa che comporta, soprattutto per i pendolari, il ritorno a casa a sera inoltrata e una vita giudicata da più parti “massacrante” per la totale assenza di tempo libero e, a proposito di valutazioni, del tempo per studiare. A novembre un tavolo convocato in prefettura, con la partecipazione di regione, Cotral e rappresentanti degli studenti e del provveditorato, il prefetto aveva dato la sua disponibilità a tornare al turno unico di ingresso qualora regione e Cotral avessero dato tutte le garanzie necessarie in termini di autobus e corse. Sembrava cosa fatta, ma da quel momento in poi, prima metà di novembre con la promessa di rivedersi tutti a inizio dicembre, non s’è visto più nessuno.

“Sui doppi ingressi a scuola – ha concluso infatti Bianca Piergentili – non ne abbiamo saputo più niente. Non abbiamo più avuto alcuna risposta dopo il tavolo che si è tenuto all’inizio di novembre in prefettura”.

Daniele Camilli


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