Francesco Coletta (Gilda Unams) |
Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – E’ facile prevedere cosa accadrà Lunedì, quando in tutte le scuole riprenderanno le lezioni in aula dopo le festività: con le misure di sicurezza e di prevenzione ridotte ai minimi termini e con il regime delle quarantene rivisitato secondo le nuove disposizioni governative, sarà difficile scongiurare un ulteriore incremento dei contagi, oltre che garantire la continuità didattica e formativa programmata.
Aumento costante dei contagi, classi presenti a singhiozzo, Ddi (Didattica digitale integrata), difficoltà di copertura delle cattedre per via dei numerosi docenti in quarantena: sono problemi che abbiamo già segnalato prima delle festività, aggravati dalla cancellazione, come da ultimo protocollo ministeriale, delle misure minime di prevenzione, tra le quali le cosiddette “bolle” e il distanziamento fisico. Tutto ciò ha indotto i docenti in servizio a supplire i colleghi assenti compromettendo il regolare svolgimento delle lezioni.
C’è anche da considerare che nelle scuole entrano, necessariamente, assistenti delle cooperative sociali senza obbligo di vaccino e alunni diversamente abili non obbligati all’uso della mascherina, con conseguente rischio di contagio per docenti di sostegno in primis e, a ricaduta, per studenti e insegnanti di classe.
Secondo la Gilda Unams dunque le ultime misure varate dal governo, sembrano non tenere conto di quanto succede negli istituti scolastici e che l’obbligo vaccinale non basta da solo a tutelare dal contagio. La situazione rischia di peggiorare anche a causa delle difficoltà per gli hub vaccinali e la Asl di tracciare i contagi e certificare gli esiti dei tamponi necessari per rientrare in aula, a seguito di eventuali quarantene o positività. Senza certificazione il personale scolastico risulta assente non giustificato, con decurtazione dello stipendio; addirittura i precari rischiano di non percepire l’intera retribuzione, avendo a disposizione solo tre mesi di malattia in tre anni.
E’ stato giustamente chiesto lo smart working per i dipendenti della funzione pubblica, ma sappiamo che un ufficio è un luogo di certo meno rischioso di un’aula scolastica. Ancora si insiste con la retorica sulle “scuole luoghi sicuri”, ma senza che sia suffragata da dati oggettivi. Inviterei il premier, i ministri dell’Istruzione e della salute e i leader dei partiti che sostengono il governo, a visitare una classe di un qualsiasi istituto al tempo della pandemia, per capire meglio e avere un quadro più definito e realistico.
Noi della Gilda Unams continueremo a chiedere misure serie per il contenimento e la prevenzione del contagio, a partire dall’adeguamento delle strutture e dei trasporti, passando per il taglio delle classi pollaio, fino alla predisposizione dei presidi sanitari nelle scuole e dei necessari dispositivi di protezione per tutto il personale scolastico.
Francesco Coletta
Coordinatore provinciale Federazione Gilda Unams di Viterbo
