- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Spaccio al Sacrario, assolto “pusher” denunciato da una mamma

Condividi la notizia:

Viterbo –  (sil.co.) – “Se non mi dai i soldi, faccio del male a te e tua madre”. Così  un presunto spacciatore 28enne d’origine tunisina attivo al Sacrario avrebbe minacciato un giovane all’epoca 16enne per un debito di droga di 800 euro. La madre, saputo delle minacce, è corsa a chiedere aiuto per sé e per il figlio minorenne in questura. 

Al centro della vicenda 800 euro di marijuana per comprare la quale, secondo quanto raccontato dalla madre 52enne ai giudici in tribunale, il ragazzino non si sarebbe fatto scrupolo di derubare perfino la nonna

Finito a processo per spaccio aggravato ed estorsione, il 28enne tunisino, un operaio edile difeso dall’avvocato Luigi Mancini, è stato assolto con formula piena l’11 gennaio, nonostante l’accusa abbia chiesto una condanna a 5 anni di carcere.

In pratica non è emersa la prova che il pusher fosse proprio l’imputato. 


Viterbo - Polizia nel centro storico

Viterbo – Polizia al Sacrario


Saltata la trappola orchestrata con la madre

Il presunto spacciatore è finito sotto processo in seguito alla denuncia della madre del minore, la quale, chiedendo aiuto alla polizia, ha teso una trappola all’imputato, accompagnando lei stessa il figlio all’appuntamento per la consegna del denaro.

Era il 24 marzo 2018 quando i due, scortati dagli agenti, si sono recati in macchina al Sacrario. Ma l’operazione è andata a monte quando il figlio, in un lampo, si è volatilizzato salendo di corsa le scalette verso piazza del Comune, rendendo impossibile l’arresto in flagranza dello spacciatore.


“Pablo, un nordafricano con i capelli a cresta”

Quattro giorni dopo l’allora minorenne fu sentito alla presenza della madre in questura, dove ha indicato il profilo Facebook di un certo “Pablo, un nordafricano con i capelli a cresta”, facendo finire a processo il 28enne tunisino, per estorsione e spaccio aggravato davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini.

Peccato che nel corso del procedimento nessuno sia stato in grado di identificarlo come il presunto pusher ricattatore. E così, nonostante il pm Massimiliano Siddi abbia chiesto una pesante condanna a 5 anni di reclusione, martedì l’imputato, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, è stato assolto con formula piena. 


“Bastava andare al Sacrario e chiedere il fumo”

Dai telefonini del 28enne e del ragazzino, oggi ventenne, non sono emersi contatti tra vittima e imputato. Lo scorso 2 febbraio, inoltre, durante un soffertissimo interrogatorio, il ragazzo ha negato di avere dato soldi al tunisino, quel giorno, al Sacrario.

“Io sapevo che i soldi erano per lui, soprannominato Kimo, ma all’appuntamento c’erano altri. Non so chi fossero. Non so neanche da chi prendevo hashish e marijuana. Bastava andare al Sacrario e chiedere il fumo. Io ne prendevo 10-20 euro alla volta. Quando mi sono trovato a 16 anni con un debito di 800 euro e persone che mi minacciavano, ‘o ce li dai o vieni a spacciare con noi’, volevo solo pagare e chiudere col Sacrario”, ha detto.


“Se mia madre non fosse andata alla polizia… “

“Se mia madre non fosse andata alla polizia, per me sarebbe finita lì”, ha detto davanti al collegio il ventenne, rimproverando la donna per averlo denunciato. “Lui dice che una madre non denuncia il figlio. Secondo me, invece, tutti i genitori lo dovrebbero fare”, ha replicato la donna in aula a conclusione dell’interrogatorio. Un’affermazione che, nel silenzio dell’aula, non è passata inosservata. 


Articoli: Ricattato dai pusher del Sacrario, la madre: “Per la droga rubava anche alla nonna” – Un 16enne alla madre: “Se non pago 800 euro di fumo a quelli del Sacrario, devo spacciare”


Condividi la notizia: