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“Sulla scuola si è deciso di non decidere, dalle istituzioni subito un cambio di passo”

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Viterbo – “Sulla scuola si è deciso di non decidere, dalle istituzioni subito un cambio di passo”. Silvia Somigli, segretario organizzativo regionale della Uil scuola, commenta i fatti del 2021 e auspica che si torni a investire su un settore che è custode del futuro del nostro paese.

“Come è andato il 2021?
“E’ stato un anno complicato – dice Somigli – tante problematiche non sono state risolte e quelle che sembravano essere le priorità per l’avvio del nuovo scolastico, si sono riproposte come questioni irrisolte. Mi arrivano continuamente grida di dolore provenienti dal personale delle scuole.


Silvia Somigli, segretario organizzativo regionale Uil scuola

Silvia Somigli, segretario organizzativo regionale Uil scuola


Se le scuole stanno andando avanti è grazie alla volontà del personale che ci sta mettendo tutto se stesso, affrontando il virus a mani nude, ma questo non basta, ci volevano interventi che non sono mai stati fatti”.

E di chi è la responsabilità di tutto questo?
“La partitocrazia in questo paese è diventata di un livello così basso che non riesce più a decidere nulla e i governi sono in balia degli schieramenti politici. Sulla scuola si è deciso di non decidere. Servivano investimenti per i presidi sanitari e, invece, ancora oggi ci mettiamo a discutere su temi futili e le classi continuano ad andare in quarantena, si sente parlare di Did e Dad, con oltretutto il triplicarsi delle responsabilità di chi, ogni giorno, cerca di mandare avanti questa macchina e di farlo al meglio.

La scuola è uno spaccato della società, lì ci voleva un osservatore e invece si è pensato di risparmiare, facendo fare il tracciamento ad un collaboratore scolastico o a un preside. E poi, che fine hanno fatto i soldi del piano digitale nazionale che erano riservati al potenziamento della Dad? I docenti sono stati costretti a farla con i loro strumenti. Noi di soldi non ne abbiamo visti”.

Ultimamente siete anche scesi in piazza?
“Certo, contro una legge di bilancio che umilia la scuola, oltre che per esprimere tutto il nostro dissenso contro l’immobilismo del governo. Le risorse destinate al settore sono davvero insufficienti. La lista delle mancanze è lunga, non ci sono concorsi riservati ai Dsga facenti funzioni, nessuna risorsa per eliminare le reggenze, ma restano i vincoli sui trasferimenti del personale docente e Dsga neo immessi in ruolo. Vanno snellite le procedure e ridotte le burocrazie. Insomma, di strada ce n’è da fare”.

Senza dimenticare l’ormai annosa questione dei precari.
“La cruda realtà del precariato è stata evidenziata dal Covid. Noi ci siamo sgolati! Mentre chiudevano gli ospedali e tagliavano sulla scuola, noi eravamo in piazza a difenderli. Ora la pandemia ha messo in evidenza l’inefficienza di uno Stato che guarda soltanto gli aspetti finanziari immediati e non ha una visione a lungo termine”.

Il vostro impegno per il prossimo anno?
“Noi non ci fermeremo e non arretreremo di un millimetro dalle nostre posizioni. Vogliamo che il mondo della scuola venga rivalutato, perché è nella scuola che nasce il futuro del nostro paese.
Saremo sempre al fianco dei nostri iscritti, pronti a tutelarli e a garantire loro degne condizioni di lavoro. L’apprezzamento che riceviamo, le loro parole e la loro vicinanza, il loro rinnovarci la fiducia sono stimoli a farci combattere in prima linea h 24 per la grande famiglia della Uil scuola. Ringrazio, poi, gli operatori che si spendono ogni giorno con grande dedizione.

L’augurio è che dalle istituzioni ci sia un cambio di passo. La scuola – conclude Somigli – deve tornare a ricoprire un ruolo centrale, perché centrale è la formazione delle nostre nuove generazioni”.


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