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Viterbo – Tentativi, seppur timidi, di riavvicinamento a Forza Italia. Li starebbe tentando quel che resta dell’alleanza di centrodestra, Fratelli d’Italia, Lega e Fondazione, gli stessi che hanno fatto cadere il sindaco Giovanni Arena. Di Forza Italia.
La strada che porterà al voto è ancora lunga. Nell’incontro tra gli ex capigruppo a palazzo dei Priori e il commissario Antonella Scolamiero, si è parlato di maggio come possibile data, al massimo giugno. Fino ad allora, se ne sentiranno molte.
Per ora, l’ultima in ordine di tempo riguarda gli azzurri. Qualcuno sarebbe saggiando il terreno per capire se ripresentarsi uniti sia possibile. Ligi al famoso slogan elettorale di Marini sindaco, per cambiare non cambiare.
Le elezioni Marini le perse, vinse Michelini, ma la frase è rimasta. Buona per tutte le occasioni. Chissà se le strade si incroceranno di nuovo tra FdI, FI, Lega e Fondazione. Attualmente tutto lascia presupporre di no, con Forza Italia più propensa a ripetere lo schema vincente delle provinciali.
Alleanza col Pd e una candidata che ormai pare molto più avanti rispetto ad altri possibili nomi, l’assessora regionale Alessandra Troncarelli.
Resta da capire cosa farà Giovanni Arena. L’ex primo cittadino si sente, anzi lo è nei fatti, in corsa. Pensa di ripresentarsi. Col partito o con una lista civica. Chissà. Magari avrà un posto in lista. Un ex ha comunque un certo numero di preferenze da portare in dote.
Gli equilibri, al momento, sono molto precari. Non sarà indifferente l’elezione del presidente della repubblica e relative intese raggiunte. Roma influenza da sempre la politica a Viterbo e non solo. Stavolta toccherà al Quirinale.
Le alleanze che si formeranno potrebbero dare vita a scenari politici inediti pure a livello locale o confermare quelli già avviati.
Nel frattempo i candidati sindaco sono sempre quelli. Tutti buoni, nessuno buono. Se n’è aggiunta però un’altra. Qualcuno sostiene come nel caso in cui Gianmaria Santucci non dovesse essere indicato per la corsa a palazzo dei Priori, possa scattare l’opzione Alessia Mancini, sua compagna ed ex assessora esterna uscente. Prima di manifestare il proprio favore o contrarietà sull’eventuale scelta, meglio attendere. Ce ne vorrà.
Il centrodestra ha appena messo in piedi un coordinamento unico. Ne fanno parte tutti e tre i gruppi. Ma c’è chi è figlio e chi figliastro. FdI e Lega hanno quattro rappresentanti, Fondazione ne ha solo due. Ci si conta ancora prima del voto.
Di solito a questo tipo di tavoli si va in parti uguali, essendo solo consultivi e propositivi. Ma ognuno la tavola se l’apparecchia come vuole.
Giuseppe Ferlicca
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