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Tre anni e mezzo in perenne crisi politica e di idee

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Viterbo - Consiglio comunale - Arena, Contardo e Ubertini

Viterbo – Consiglio comunale – Arena, Contardo e Ubertini

Viterbo – Una maggioranza in perenne crisi, politica e di idee. Ripercorrendo i tre anni e mezzo d’amministrazione Arena, la parola ricorrente è proprio crisi, Non c’è mese in cui un rissoso centrodestra non s’inceppi. Quasi sempre prove di forza tra un gruppo e l’altro, quasi mai per vicende amministrative o legate alla città. Sarà per questo che di concreto poco è stato concluso. Erano impegnati in altro.

La crisi definitiva, prima di Natale, ma basta tornare indietro di qualche mese.

Ad agosto l’azzeramento della giunta. Finito con qualche ritocco. Ombretta Perlorca era passata a Fratelli d’Italia, portando il gruppo a sei, ma il sindaco si era detto contrario a rimettere mano alla squadra ogni volta che qualcuno cambiava casacca. Prima di Santa Rosa Arena rinomina con qualche ritocco gli assessori, però il 23 settembre, ci risiamo. Salta la seduta di consiglio per approvare debiti fuori bilancio da appena 19mila euro, per sentenze passate in giudicato.

FdI e Fondazione assenti. Lo stesso documento sarà approvato il 30, ma spaccando il centrodestra, perché ancora FdI e Fondazione, pur presenti non votano. Ancora prima, di nuovo crisi.

La Lega sfiducia l’assessore al Bilancio e vicesindaco Enrico Maria Contardo e chiede agli alleati di fare un esame di coscienza, togliendo eventualmente elementi non produttivi dalla squadra. Appello inascoltato, si va avanti. Ma scoppia il caso Forza Italia in provincia. FdI chiede agli alleati d’abbandonare l’alleanza col Pd. Si sa com’è finita.

In quei giorni, l’opposizione si riunisce per chiedere le dimissioni del sindaco Arena, ma il coordinamento provinciale Forza Italia lo difende a spada tratta: “Non ci sarà nessuna crisi e nessun voto prima di giugno del 2023”. Le ultime parole famose.

Dal canto loro, anche gli azzurri a più riprese hanno battuto i pugni sui banchi di maggioranza: “Hanno i loro assessori in ruoli strategici, cosa aspettano a farli lavorare?”, si chiedevano da Forza Italia a inizio 2020. Si minacciava di fissare un limite oltre il quale tolleranza zero. La stessa che altri hanno avuto per FI. Appena il giorno prima, Andrea Micci (Lega) incalzava il sindaco: “Su alcuni temi amministrazione bloccata, è ora di cambiare passo”. Seguivano promesse, in caso contrario, di staccare la spina.

Ma un vertice di maggioranza aveva riportato il sereno e un tranquillizzato Arena il 9 febbraio 2020 dichiarava: “C’è la volontà di andare avanti, non prevedo rimpasti”.

Il 13 ottobre dello stesso anno, invece, si litiga pure sui soldi per il Natale. Fondazione non vota la proposta dell’assessore De Carolis e Fratelli d’Italia non la prende proprio bene.

A settembre lo scontro in consiglio comunale è pure sull’affidamento alla Fin della piscina comunale. Si andrà avanti parecchio.

La maretta nel centrodestra a palazzo dei Priori ha visto pure ad agosto 2020 autosospendersi dal gruppo di Forza Italia, Giulio Marini, Paolo Muroni e Matteo Achilli. Tanto per non farsi mancare nulla.

Del resto, il 5 agosto, FdI aveva fatto saltare l’approvazione del rendiconto, chiedendo un chiarimento in maggioranza. C’era tutta la vicenda legata alla scelta del candidato sindaco a Civita Castellana, seppure nel partito di Giorgia Meloni abbiano sempre negato.

Se in consiglio si discute, non va meglio in giunta. Assessori FdI abbandonano la riunione in contrasto con i colleghi Fondazione che a loro volta in passato avrebbero non votato proposte dei loro colleghi. Il capogruppo Lega Micci si stufa e il 17 luglio 2020 annuncia che i suoi non parteciperanno più agli incontri se non ci sarà prima un chiarimento.

Un chiarimento, seppure momentaneo, deve esserci stato tra il sindaco Arena e il suo vice Enrico Maria Contardo. Il 6 novembre 2019 gli toglie l’incarico, ma poi glielo restituisce. In attesa di mandarlo definitivamente via dalla giunta, come chiesto dalla Lega.

A febbraio dello stesso anno a uscire di scena era stata un’altra leghista in giunta, Claudia Nunzi. Arena aveva tergiversato e i leghisti si erano detti pronti a sfiduciarlo. Lo avrebbero fatto due anni dopo. A scoppio ritardato.

Ad appena sei mesi dalla nomina, invece, il centrodestra già balla. Il primo cittadino assegna le deleghe ai consiglieri, ma pare che FdI non sia stato consultata. Sommata ad altre divergenze, i meloniani augurano buone feste il 20 dicembre 2018 al sindaco, facendogli saltare il consiglio comunale.

C’è spazio pure per le dimissioni degli assessori FdI De Carolis e Allegrini, dopo il passaggio in massa di alcuni esponenti da Fratelli d’Italia alla Lega. Arena rifiuta le dimissioni, ma loro le confermano. Lieto fine assicurato, saranno richiamati.

Anche la rigenerazione urbana è tema poco rigenerante. Il 15 marzo 2019, quando una crisi si era appena ricomposta, FdI lascia i lavori del consiglio, facendolo saltare.

Non bastassero i guai interni, pure il voto per l’elezione del cda Talete fa tremare palazzo dei Priori. Il 22 maggio 2019 il sindaco Arena vota con il Pd, ma la Lega vuole vederci chiaro e garantisce il numero legale per approvare il rendiconto, ma poi chiede una doppia verifica.

Sono solo alcuni degli episodi qualificanti di un’amministrazione comunale dilaniata dagli scontri interni. Finita prima del tempo, ma forse anche troppo tardi.

Giuseppe Ferlicca


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