Viterbo – “Un percorso dedicato alle famiglie viterbesi deportate nei campi di sterminio nazisti”. 27 gennaio, Giorno della memoria, la scuola americana di Viterbo porta i suoi studenti lungo le strade della Shoah nel capoluogo della Tuscia.
Viterbo – Celebrazione per ricordare le vittime della Shoah
Questa mattina gli studenti, assieme ai professori Daniele Gatti ed Erika Nuccio e al ricercatore Luca Bruzziches, in via della Verità 19, c’erano anche l’Anpi, l’Usb, i Giovani democratici, il Tavolo per la pace, l’Unicef, la Digos e la Polizia locale.
Viterbo – Celebrazione per ricordare le vittime della Shoah
Da via della Verità 19 nel dicembre 1943 vennero deportati verso Auschwitz, all’inizio del 1944, Emanuele Anticoli, Letizia Anticoli e Angelo Di Porto, assassinati nei campi di sterminio nazisti.
Daniele Gatti
“Stiamo facendo un percorso – hanno detto Gatti e Nuccio – toccando tutte le tappe significative della deportazikne a Viterbo. Una lezione dal vivo per non dimenticare. Con gli studenti americani, alcuni dei quali sono di origine ebraica. Settimana prossima saremo anche ad Arezzo per parlare con alcuni sopravvissuti allo sterminio. Giorni fa abbiamo invece visitato il Laborinto della memoria gestito da Semi di pace a Tarquinia”.
Ad accompagnare professori e ragazzi, Luca Bruzziches che da anni stidia la Shoah a Viterbo, collaborando con la scuola americana.
Luca Bruzziches
“Il percorso – ha detto Bruzziches – parte da via della Verità, con le pietre d’inciampo dell’artista Gunter Demnig messe nel 2015, proseguendo per via Saffi, piazza del Sacrario, piazza Fontana grande e Santa Maria in Gradi dove adesso ha sede l’universita‘ degli studi della Tuscia. Una volta qui c’era il carcere dove sono stati detenuti molti antifascisti e gli ebrei viterbesi diretti verso i campo di sterminio”.
Viterbo – Celebrazione per ricordare le vittime della Shoah
Bruzziches racconta anche la storia di chi in quei giorni a Viterbo si e’ salvato. Grzie all’aiuto di alcuni viterbesi.
“E’ la storia di lvano Di Porto – spiega Bruzziches – salvato da Rita Orlandi il 2 dicembre 1943 quando gli ebrei vennero rastrellati. Orlandi era una viterbese di 17 anni che conosceva la famiglia Di Porto perche’ aveva una casa vicino al loro negozio in via Saffi. Gli Orlandi tennero Ivano nascosto in casa per 6 mesi, fino alla liberazione di Viterbo da parte degli Alleati.
Viterbo – Celebrazione per ricordare le vittime della Shoah
E’ la storia, infine – conclude Bruzziches – di Reale Di Veroli che, mentre lo stavano caricando sui mezzi per portarlo a Fossoli, cadde e si ruppe una gamba. Venne portato all’ospedale e li fu messo in salvo da Franco Ricci e Luigi Morelli”.
Daniele Camilli





