L’aula 4 del tribunale penale di Viterbo
Viterbo – (sil.co.) – Sarà sottoposto a perizia psichiatrica lo stalker irriducibile andato al primo appuntamento della ex col futuro marito. Dopo dieci anni di convivenza lei lo aveva cacciato di casa alla seconda sberla, lui non si è arreso nemmeno quando lei si è fidanzata con un altro e poi lo ha sposato. C’era anche lui al primo appuntamento.
Per questo è finito a processo per stalking un ex geometra cinquantenne dell’Alta Tuscia, sottoposto a divieto di avvicinamento nel 2019, difeso dall’avvocato Vincenzo Dionisi. La vittima lo ha denunciato più volte. L’ultima a giugno dell’anno scorso. L’avrebbe perseguitata anche nel pieno del lockdown. E dopo il matrimonio, celebrato nell’autunno del 2020.
Lo scorso 18 ottobre si è svolta la prima udienza del processo, davanti al giudice Elisabetta Massini, che per primi ha sentito la parte offesa e il marito, rispettivamente una 49enne e un 55enne.
La difesa ha chiesto che l’imputato, ricoverato qualche mese fa a Tarquinia per un trattamento sanitario obbligatorio, venisse sottoposto a perizia psichiatrica. Il 13 dicembre il giudice ha acquisito la documentazione e rinviato al prossimo 24 febbraio per la nomina di un consulente. Oltre alla certificazione medica comprovante il Tso, l’avvocato Dionisi ha depositato anche la nomina di un amministratore d sostegno.
Dopo dieci anni di convivenza, la ex si è decisa a lasciarlo in seguito al secondo episodio di violenza domestica, chiudendo la relazione nell’agosto del 2018.
“Un sabato di novembre, nel cuore della notte – ha spiegato – l’imputato ha iniziato a perseguitarmi, con una telefonata in cui pretendeva di venire subito a casa mia per parlare. Quando gli ho detto di no, ma che potevamo vederci all’indomani per un caffè, lui si è presentato alla porta, cercando di aprire con le chiavi che non mi aveva restituito”.
Vincenzo Dionisi
“Girava attorno casa con la torcia cercando un varco”
Un film dell’orrore per la vittima, ancora terrorizzata dall’intrusione: “Per fortuna c’era il chiavistello, ma lui non si è arreso, lo vedevo che girava attorno a casa con una torcia, cercando un altro varco, che alla fine ha trovato, forzando una portafinestra della taverna. Io mi sono rifugiata nel giardino di casa dei miei, adiacente alla mia abitazione. Ha girato per casa per ore, di sopra, di sotto, accendendo e spegnendo le luci, mentre io, acquattata al buio, tremavo per il freddo e per lo spavento”, ha raccontato.
La sera successiva, domenica, è stato il padre della 48enne a sporgere denuncia: “Per prudenza, mi sono trasferita a casa di mia sorella e di mio cognato, dove sono rimasta per quattro mesi, fino a marzo. Lui, che non lo sapeva, è tornato, verso mezzanotte, aprendo una portafinestra di vetro che mio padre era sicuro di avere chiuso. A quel punto ha subito chiamato i carabinieri”.
“E’ venuto al primo appuntamento col mio futuro marito”
Una quindicina di messaggi al giorno, telefonate a tutte le ore, pedinamenti e appostamenti hanno costellato i mesi successivi, fino a marzo, quando la vittima ha conosciuto e cominciato a frequentare il suo futuro marito. Al primo appuntamento si sono ritrovati in tre: la futura coppia e l’ex convivente di lei.
“Il nostro primo appuntamento è stato per un caffè in un bar del paese. Ebbene, l’imputato si è presentato al tavolo, si è messo a sedere tra noi e ha cominciato a dare domande, un interrogatorio, tipo ‘chi sei, da dove vieni, cosa fai qui’. Ha fatto pure venire il prete a casa, per dire che voleva parlare con lei”, ha spiegato la coppia.
Scattata la denuncia e l’ammonimento, l’uomo è stato colpito dal divieto di avvicinamento a meno di 300 metri. “Ma il paese è piccolo, era ovunque fossi io”, ha detto la donna, che ha anche prodotto una foto scattata dalla finestra i casa dell’uomo appostato sotto in giardino. “Ho fatto decine di foto e di filmati, anche durante il primo lockdown”, ha sottolineato.
– Stalker irriducibile, va al primo appuntamento della ex col futuro marito

