Paolo Auriemma
Viterbo – La violenza contro donne e bambini è diventata un fenomeno preoccupante anche nella Tuscia. “Nel 2021 sono state 416 le richieste di codice rosso”, riporta il procuratore capo di Viterbo Paolo Auriemma. In media più di una al giorno. Richieste d’aiuto da affrontare immediatamente, perché in queste situazioni non si può perdere neanche un secondo.
Pure nell’anno appena trascorso il lavoro negli uffici di via Falcone e Borsellino è stato incessante. “Ci siamo concentrati – spiega Auriemma – sui reati spia che riguardano l’infiltrazione della criminalità organizzata, lavoro nero, usura ed estorsioni collegate anche al mondo della droga”.
C’è poi la realtà del carcere di Mammagialla, più volte denunciata dai detenuti e dagli agenti di polizia penitenziaria e finita alla ribalta della cronaca. “È il secondo penitenziario del Lazio per dimensioni, è di massima sicurezza per il 41-bis e può creare delle situazioni di particolare complessità”, afferma Auriemma.
Il 2021 è stato anche l’anno in cui la procura di Viterbo è stata premiata con dei finanziamenti dal ministero della Giustizia per il lavoro di miglioramento fatto dal punto di vista dell’informatizzazione e della digitalizzazione.
Procuratore Auriemma, un anno così violento non si era mai visto nella Tuscia: quattro omicidi negli ultimi tre mesi del 2021. Che sta succedendo?
“Si tratta di episodi gravissimi, che però non sono sintomo di una delinquenza radicata sul territorio. Pertanto vanno esaminati uno ad uno e non nel contesto di un fenomeno sociale”.
Tre omicidi hanno avuto il possesso come movente…
“Su questo aspetto c’è la massima e quotidiana attenzione. Lo scorso anno sono arrivate 416 richieste di codice rosso e i provvedimenti tesi a tutelare i rapporti familiari o comunque con i soggetti deboli sono stati numerosissimi. La struttura della procura è stata modificata per essere rapida nella risposta giudiziaria, le persone offese possono rivolgersi a noi e alle forze dell’ordine con facilità: troveranno sempre personale specializzato pronto ad ascoltarle. I magistrati e gli organi di polizia giudiziaria sono stati formati per essere un punto di riferimento”.
Le misure a tutela delle vittime sono sufficienti?
“In alcune situazioni purtroppo non riescono a soccorrere e finiscono alla ribalta della cronaca. Ma le misure previste dal legislatore, che seguono una loro gradualità, hanno interrotto tante azioni criminose. Le forze dell’ordine, sempre attente sul territorio, hanno segnalato in procura diversi episodi per reati procedibili d’ufficio su cui siamo intervenuti ponendo fine agli illeciti. La polizia giudiziaria è specializzata anche nella sensibilizzazione delle persone maltrattate, affinché si rivolgano alle forze dell’ordine, e nel garantirne la serenità”.
Quali sono i fenomeni criminali radicati nella Tuscia?
“Certamente la droga. Nel 2021 numerosi sono stati i sequestri, anche di particolare rilevanza e importanza, e moltissimi gli arresti per cessione di sostanze stupefacenti ma pure per reati collegati. Come le estorsioni per il mancato pagamento di partite o di singole dosi, che possono generare sul territorio un pericoloso contesto di violenza. Insomma, non lavoriamo solo al contrasto dello spaccio ma anche allo sviluppo dei fatti di droga. Particolare è, inoltre, l’attenzione sui luoghi frequentati dai soggetti considerati particolarmente fragili, come le scuole e i Sert.
Tra i fenomeni endemici del Viterbese c’è anche l’usura. Nel 2021 è stata fronteggiata pure l’infiltrazione proveniente da zone fuori provincia, a dimostrazione che operiamo con attenzione per prevenire ogni tipo di infiltrazione e radicamento delinquenziale sul territorio”.
Usura ed estorsioni sono stati acuiti dalla pandemia?
“Sicuramente la crisi economica conseguente al Covid rende nevralgica e vulnerabile la posizione degli imprenditori. L’attenzione della procura su questi fenomeni criminali è particolare. L’obiettivo è anche quello di prevenire, attraverso le misure cautelari, altri episodi che è facilmente ipotizzabile si verifichino”.
Particolare allerta anche per la piaga del lavoro nero…
“Si tratta di un altro fenomeno che definirei ormai endemico. Abbiamo agito sia contro lo sfruttamento nelle attività agricole che in quelle commerciali. Sono state emesse misure cautelari pure nei confronti di grossissimi imprenditori e fatti sequestri di terreni. Purtroppo in questi casi le vittime non solo vengono sfruttate ma vivono anche in condizioni degradanti. Situazioni che però non sempre vengono denunciate e fondamentale è il controllo del territorio delle forze dell’ordine, operato in sintonia con la procura, con una risposta giudiziaria rapida e precisa”.
Spesso la situazione del carcere di Viterbo appare critica. È così?
“Mammagialla è il secondo penitenziario del Lazio per dimensioni dopo Rebibbia, è di massima sicurezza per il 41-bis e può creare delle situazioni di particolare complessità. Ma siamo sempre molto attenti: tutti gli episodi segnalati vengono sottoposti al massimo vaglio e sono stati aperti diversi procedimenti penali. Ininterrotto è pure il lavoro istituzionale relativo ai provvedimenti del magistrato di sorveglianza”.
Nel 2021 c’è stata la visita del sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto…
“È continua l’organizzazione degli uffici della procura secondo la normativa che riguarda l’informatizzazione. Il ministero ha valutato positivamente il lavoro fatto e ci ha gratificato di particolari finanziamenti per il miglioramento dell’assetto informatico – informativo. La collettività può essere pienamente soddisfatta di una procura che è stata scelta per testare nuovi sistemi informativi, è stata pilota di alcune iniziative ministeriali ed ha ricevuto investimenti che potranno fare da apripista per diversi uffici. È il frutto del lavoro fatto negli anni e in particolar modo nello scorso. Ma per arrivare a un assetto della procura che il sottosegretario Sisto ha definito eccellente fondamentale è stata la collaborazione con gli avvocati. Il dialogo con il consiglio dell’ordine, la camera penale e gli avvocati tutti è sempre ininterrotto”.
Raffaele Strocchia
