Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Il 21 febbraio ricorre l’anniversario della tragica morte di Enrico Minio (21 febbraio 1973) operaio ceramista, comunista, antifascista, partigiano, membro della costituente, senatore, deputato, sindaco del comune di Civita Castellana, componente dell’Associazione nazionale comuni italiani e della lega dei comuni.
Ho sempre messo Minio tra i grandi comunisti come Togliatti, Gramsci, Bordiga, Terracini, Amendola… sicuramente perché civitonico, ma credo soprattutto per quello che ha rappresentato dal punto di vista politico e umano, in particolare per la scelta coraggiosa di essere antifascista durante il regime fascista.
Ha speso tutta la sua gioventù per liberare l’Italia dal fascismo pagando duramente la scelta di essere antifascista, ha trascorso 15 anni, dei 20 della dittatura fascista, in carcere. È stato tra i più autorevoli civitonici del secolo scorso.
Si è sempre presentato, anche in parlamento, come operaio ceramista di Civita Castellana. Proprio come operaio di Civita Castellana venne presentato da Terracini a Enrico De Nicola, allora
capo provvisorio dello stato, che gli aveva chiesto, durante una riunione dell’assemblea costituente, chi fosse “quella specie di professore che ha parlato tanto a lungo e con tanti applausi delle autonomie locali”.
L’ostentazione a definirsi operaio era per rafforzare l’idea che chi rappresentava la classe lavoratrice era pronta a guidare il paese. Il suo impegno di comunista antifascista è continuato sino alla fine della sua vita.
Tra le tante esperienze di Minio figura anche la direzione della rivista ‘L’antifascista’, dopo Terracini e Pertini, che ne sono stati i fondatori. Questo prestigioso e importante ruolo gli è stato affidato perché un vero antifascista e amante della buona scrittura e della comunicazione.
Durante il fascismo è stato protagonista e autore di diversi giornali, riviste, fumetti e favole… Infatti le motivazioni degli arresti, denunce e le condanne prevalentemente sono state per propaganda sovversiva contro lo stato fascista.
Il prossimo anno ricorrerà il cinquantesimo anniversario dalla morte di Minio, l’Anpi lavorerà per organizzare un evento istituzionale partecipato, soprattutto per farlo conoscere alle nuove generazioni.
Ettore Muffo
Presidente Sezione ANPI Carla Capponi Civita Castellana
