Azzurra Cerretani
Viterbo – Uccisione di Daniele Barchi, per un problema di notifica all’imputata è stata rinviata al 5 maggio l’udienza preliminare a carico di Azzurra Cerretani.
E’ la 28enne viterbese sul cui capo pende la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio volontario in concorso a distanza di quattro anni dalla presunta partecipazione al delitto e dopo due richieste di archiviazione contro cui si sono opposti i genitori della vittima, Daniele Barchi, il 42enne originario di Gaeta trovato cadavere dalla polizia in un monolocale al pianoterra di via Fontanella del Suffragio la sera del 22 maggio 2018.
Ieri il gup Giacomo Autizi avrebbe dovuto decidere relativamente alla richiesta del difensore Fausto Barili di procedere con il rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica oppure in alternativa col rito abbreviato secco. L’abbreviato è uno dei due riti alternativi, l’altro è il patteggiamento, che consentono all’imputato di poter usufruire, nel caso specifico in caso di condanna, dello sconto di un terzo della pena.
Viterbo – Omicidio in via Fontanella del Suffragio – Il fermato Stefano Pavani e la vittima Daniele Barchi
Barchi fu picchiato a sangue, secondo l’accusa da entrambi i componenti della coppia, nonché seviziato con un coltello, con un forchettone da cucina e con una bottiglia di vetro. I genitori della vittima, il papà Giuseppe Barchi e la mamma Maria Lucia Caruso, sono assistiti dal legale di parte civile Pasqualino Magliuzzi del foro di Latina.
Fu Azzurra Cerretani, con la sua denuncia, dopo essersi rifugiata a casa della sorella, a far arrestare l’assassino, l’allora fidanzato Stefano Pavani, il 34enne originario di Corchiano, difeso dall’avvocato Luca Paoletti, ricorso all’abbreviato e riconosciuto seminfermo di mente, condannato il 10 luglio 2019 in primo grado dalla gip Savina Poli a 15 anni di reclusione con lo sconto di un terzo della pena, da scontare in carcere dove si trova dal 23 maggio 2018, dopo di che è stata disposta, per il seguito, la misura di sicurezza del ricovero in una Rems.
L’avvocato Fausto Barili
L’accusa
Perché l’accusa di omicidio a carico di Azzurra Cerretani. “Per avere in concorso col già condannato Stefano Pavani – si legge nella richiesta del sostituto procuratore Stefano d’Arma – volontariamente cagionato la morte di Barchi Daniele, colpendo lo stesso con ripetute percosse in ogni parte del volto e del corpo, in modo tale da procurare allo stesso fratture costali multiple, bilaterali e plurifocali con infiltazione emorragica dei tessuti molli intercostali e contusioni del parenchima polmonare nonché lesioni emorragiche meningoencefaliche, toraciche, craniche e del collo in modo tale da comprimere la regione cervicale della vittima”.
“Il complesso delle lesioni sopra indicato – scrive il pm – determinava il decesso, avvenuto per arresto cardiocircolario del Barchi, il quale veniva inoltre ferito con un coltello, con un forchettone da cucina e con una bottiglia di vetro. Avendo agito per futili motivi, connessi a banali vicissitudini quotidiane, insorte nel corso di un periodo di coabitazione con la vittima”.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


