Seconda guerra mondiale – Un B-26 in volo
Montefiascone – Bombardiere statunitense precipitato in via Bertina nel 1944, era il B-26 pilotato da Ralph Walker. Identificato dal ricercatore Michele Mari, in collaborazione con l’associazione Air Crash Po, il velivolo americano che il 29 febbraio 1944, colpito dalla contraerea tedesca durante un’incursione sull’aeroporto di Viterbo, cadde a Montefiascone a 500 metri dal centro abitato.
Alla ricerca hanno partecipato anche Mario Fetoni e Massimo Orzi.
A distanza di 78 anni, grazie alle ricerche sul campo che hanno permesso di ritrovare i resti del B-26, e ai documenti e alle testimonianze dell’epoca è stato identificato l’aereo e tutto l’equipaggio.
Montefiascone – Alcuni resti rinvenuti del B-26
Il bombardiere americano B-26 versione B precipitò alle 13,17 del 29 febbraio 1944 colpito dalla contraerea tedesca durante un’incursione contro l’aeroporto di Viterbo.
Era l’aereo con numero seriale “42-95880” appartenente al 319th Bombardment Group del 438th Bombardment Squadron.
Tutto l’equipaggio si paracadutò e toccò terra sano e salvo: Ralph W. Walker (pilota), Leon J. Schroeder (copilota), Charles A. Epstein (navigatore), Leonard A. Cicconi (mitragliere), William N. Mccollum (radiofonista e mitragliere), John S. Hernandez (mitragliere). I primi due riuscirono a nascondersi per poi rientrare nelle fila alleate, mentre gli altri quattro vennero catturati dai tedeschi e fatti prigionieri.
Il pilota Ralph W. Walker (findagrave.com)
“Le indagini su questo aeroplano – spiega il ricercatore montefiasconese Michele Mari – sono iniziate alcuni anni fa partendo dai racconti di alcuni anziani di Montefiascone. Questi ultimi ricordavano infatti che nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, un aereo americano bimotore colpito precipitò al suolo precisamente alla fine di via Bertina, a cinquecento metri dal centro del paese. Proprio lì è stato ritrovato l’esatto luogo del crash dell’aereo e sono stati rinvenuti alcuni resti del velivolo in un terreno privato. Quest’opera è stata possibile grazie alla collaborazione di Mario Fetoni e Massimo Orzi”.
I resti rinvenuti, tra i quali parti di alluminio, della strumentazione, della fusoliera e del cockpit, hanno confermato la nazionalità americana del velivolo e il modello dell’aereo: un B-26 Marauder.
Montefiascone – Alcuni resti rinvenuti del B-26
Il B-26 era un bombardiere bimotore prodotto dalla Glenn L. Martin Company e prestò servizio in tutti i teatri operativi del secondo conflitto mondiale, ne vennero costruiti oltre 5mila esemplari.
Le ricerche sono poi proseguite per poter identificare il bombardiere e ricostruire un tassello di storia della seconda guerra mondiale.
Seconda guerra mondiale -B-26 del 319esimo Bombardment Group
Da un appunto dell’epoca sono state trovate altre informazioni: il velivolo colpito cadde in fiamme in pieno giorno ed era di un solo colore. L’equipaggio venne visto lanciarsi con il paracadute e in parte venne fatto prigioniero dai tedeschi.
“Fondamentale è stata inoltre – aggiunge Michele Mari – la testimonianza di Laura Benedetti Esposito, che in un articolo dell’agosto 1977 sul mensile locale La Voce ha ripercorso la vicenda aggiungendo alcuni particolari che sono stati di aiuto per identificare l’aereo”.
Montefiascone – Alcuni resti rinvenuti del B-26
Ecco il racconto d Laura Benedetti Esposito nel mensile La Voce del 1977: “In cucina si stava apparecchiando quando suonò ripetutamente l’allarme; subito il cupo boato delle bombe che esplodevano ci fece saltare fuori casa. L’aeroporto di Viterbo era coperto da una fitta cortina di fumo e la contraerea sparava senza sosta contro la formazione di aerei che già si stava allontanando, quando però uno di essi fu colpito. L’aereo in fiamme si contorceva su sé stesso come un gigante ferito e ben presto, data la poca distanza in linea d’aria che ci separava dall’aeroporto, si portò sulle nostre teste. (…) Fissammo come ipnotizzate l’aereo che si abbassava sempre più volteggiando paurosamente nel cielo; con il respiro mozzo in gola lo vedemmo capovolgersi ancora una volta su sé stresso, oltrepassare il paese come un immenso carro di fuoco e schiantarsi al suolo a poche centinaia di metri dall’abitato. (…) Il pilota si gettò con il paracadute molto prima che l’apparecchio precipitasse”.
Montefiascone – Alcuni resti rinvenuti del B-26
Quindi, incrociando dati e testimonianze, il bombardiere bimotore americano caduto in via Bertina venne abbattuto all’ora di pranzo, con l’equipaggio tutto paracadutato e in parte fatto prigioniero dai tedeschi e facente parte di una formazione che colpì l’aeroporto di Viterbo.
“Da ulteriori analisi e analizzando gli archivi e i rapporti di perdita americani in collaborazione con l’associazione Air Crash Po nelle persone di Luca Gabriele Merli e Agostino Alberti – continua il ricercatore Michele Mari – è stato individuato il velivolo che precipitò a Montefiascone: era il B-26 versione B con numero seriale ‘42-95880’ caduto il 29 febbraio 1944 alle 13,17 colpito dalla contraerea tedesca durante un bombardamento dell’aeroporto di Viterbo. Apparteneva al 319th Bombardment Group del 438th Bombardment Squadron. Il suo rapporto di perdita (macr – missing air crew report) era il numero 2830. L’equipaggio, che si paracadutò, era composto dal pilota Ralph W. Walker, dal copilota Leon J. Schroeder, dal navigatore Charles A. Epstein, dal mitragliere Leonard A. Cicconi, dal radiofonista e mitragliere William N. Mccollum e dal mitragliere John S. Hernandez. Il pilota e il copilota riuscirono ad evadere alla cattura dei tedeschi e riuscirono a ritornare nelle fila alleate, mentre gli altri quattro membri dell’equipaggio vennero fatti prigionieri”.
Montefiascone – Alcuni resti rinvenuti del B-26
Quel giorno l’aeroporto di Viterbo venne bombardato da ben sessanta B-26 che centrarono alcune strutture e distrussero almeno tre aerei vicino alla pista.
Inoltre dal rapporto di missione del 320th Bombardment Group, formazione che colpì anch’essa il 29 febbraio 1944 l’aeroporto di Viterbo, vennero visti aprirsi, a circa due miglia a sud-est di Montefiascone, cinque paracadute da un aereo: erano quelli dell’equipaggio del B-26 precipitato in via Bertina.
Seconda guerra mondiale – Un B-26 in volo
“Il pilota Ralph W. Walker – conclude Michele Mari – aveva 22 anni nel 1944 ed era originario dell’Oklahoma. In quel lontano 29 febbraio 1944 riuscì a paracadutarsi sano e salvo ed eluse la cattura dei tedeschi. Rientrato nelle fila alleate nel giugno dello stesso anno, tornò negli Stati Uniti dove morì il 6 novembre 1944 in uno schianto aereo nell’aeroporto militare di Barksdale in Lousiana insieme ad altri sei membri d’equipaggio. Riposa nel cimitero di Alva Municipal Cemetery in Oklahoma. Invece il copilota Leon J. Schroeder era originario del Wisconsin, il navigatore Charles A. Epstein del Michigan, il mitragliere Leonard A. Cicconi di New York, il radiofonista e mitragliere William N. Mccollum della Georgia e il mitragliere John S. Hernandez della California”.
Montefiascone – Alcuni resti rinvenuti del B-26
Una storia, quella del bombardiere statunitense precipitato in via Bertina, ricostruita nel dettaglio a distanza di 78 anni, che ha visto protagonisti sei giovani aviatori americani e suo malgrado anche il paese di Montefiascone in un giorno di fine febbraio del 1944 in piena seconda guerra mondiale.
– “1944, un bombardiere statunitense colpito e in fiamme precipita in via Bertina…”









