Viterbo – Per Chiara Frontini è ora di parlare di cultura. Non ancora di ufficializzare la candidatura a sindaco.
Stamani a viale Raniero Capocci, incontro con la stampa. A fare da scenografia, i grossi manifesti con la scritta “È ora” che da giorni campeggiano in città.
Viterbo 2020 – La presentazione del settore cultura
Una novità c’è e sono sono nuove frasi, per cominciare a svelare qualcosa del progetto Viterbo 2020. Partendo dalla cultura, che ha in Alfonso Antoniozzi uno dei principali esponenti del movimento.
Per una delle prime uscite, diversi esponenti attorno a Frontini, si vede qualche “novità”. L’ex presidente del consiglio comunale Marco Ciorba, eletto con Michelini sindaco o l’ex consigliera Pd Linda Natalini.
Linda Natalini e Patrizia Notaristefano
Si dice che la lista o le liste siano ormai cosa fatta, così come la scelta di correre da soli ormai presa. Ma il 14 febbraio Chiara Frontini lo dedica a Viterbo. Un atto d’amore.
“Anche Tusciaweb – spiega Frontini – sollecita a occuparci di cose concrete e noi questo facciamo. Contenuti al posto di gossip politico o di discussioni su chi va con chi a fare cosa. Progetti concreti, partiamo con la cultura e nelle prossime settimane arriverà il resto”.
Chiara Frontini
C’è una linea precisa: “La cultura è di tutti”, esordisce Alfonso Antoniozzi. “Dobbiamo pensare a una gestione partecipata – osserva Antoniozzi – l’assessorato non è un impresario, ma un facilitatore.
Pensiamo a centri culturali da aprire in città e negli ex comuni. Dati non a uno, ma a gruppi d’associazioni culturali”.
Il teatro Unione deve essere la casa delle realtà culturali viterbesi. “L’Unione ce lo riprendiamo – ricorda Antoniozzi – con una gestione diretta. Partendo da 80, fino ad arrivare a 150 alzate di sipario, con una stagione classica che viva non solo di quello che il comune stanzia, ma con finanziamenti del Fus, il fondo unico degli spettacoli e Ferento trasformato nella stagione estiva dell’Unione”.
Marco Ciorba
Sulla città, mille sono i racconti possibili per valorizzare cultura e turismo: “La Viterbo degli etruschi, dei Farnesi, rinascimentale, di Sebastiano del Piombo, ma bisogna saperla raccontare”.
Torna il teatro, passione e professione per Antoniozzi: “Immagino gente che viene a imparare il mestiere del teatro a Viterbo, un altro modo di lanciare l’economia”.
Ciorba, De Alexandris, Notaristefano, Frontini, Antoniozzi, Chiatti
Parla quasi da assessore. “Alfonso – spiega Frontini – è sicuramente in grado di sviluppare contenuti per la città”. Ma oggi non è tempo di lanciare candidature. A sindaco o assessore che siano.
Giuseppe Ferlicca




