Viterbo – Tusciaweb celebra il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini.
Pier Paolo Pasolini
Prenderanno il via ufficialmente nei prossimi giorni, le celebrazioni di Tusciaweb per il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini con il concorso fotografico “La forma della città” e tre passeggiate sui luoghi del poeta (Chia, Orte in collaborazione con il comune e l’ufficio turistico, e Tuscania), realizzate a cura dell’associazione culturale Take Off. Le iniziative sottolineano non solo l’importanza del grande intellettuale italiano ma anche i suoi rapporti privilegiati con la Tuscia.
Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini
L’iniziativa di Tusciaweb è aperta alle proposte di associazioni culturali e dai comuni del Viterbese (mostre fotografiche, proiezioni cinematografiche, incontri e dibattiti, partite di calcio ecc.).
Pierpaolo Pasolini nacque a Bologna il 5 marzo del 1922 e proprio nella Tuscia, nell’ultimo periodo della sua vita, aveva scelto di vivere. Già nei primi mesi del 1964, per girare la scena del Battesimo di Gesù del suo film Il Vangelo secondo Matteo, dopo aver vagliato diverse situazioni, aveva scelto Chia, frazione di Soriano nel Cimino a due passi da Bomarzo. In questo stesso periodo, insieme all’attore Franco Interlenghi e allo scenografo Piero Gherardi veniva spesso a Viterbo, per assistere a qualche film o anche per visionare le scene “girate” nella zona.
Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini
Sulla torre di Viterbo Pier Paolo Pasolini scrisse nel 1966: “(…) Ebbene, ti confiderò, prima di lasciarti, che io vorrei essere scrittore di musica, vivere con degli strumenti, dentro la torre di Viterbo che non riesco a comprare, nel paesaggio più bello del mondo, dove l’Ariosto sarebbe impazzito di gioia nel vedersi ricreato con tanta innocenza di querce, colli, acque e botri, e lì comporre musica l’unica azione espressiva forse, alta, e indefinibile come le azioni della realtà”.
A testimonianza dell’attaccamento del regista nei confronti della Tuscia, tra le locations del film Uccellacci e uccellini, uscito nel 1965, troviamo Viterbo e Tuscania. Nel 1969 Pasolini gira alcuni “interni” del film Medea ancora nei dintorni di Viterbo. Qualche anno più tardi, tra le locations del film Il Decameron, uscito nel 1971, troviamo sempre Viterbo e poi anche Nepi.
Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini
Pierpaolo Pasolini nel 1970 riesce ad acquistare e ristrutturare il castello solitario di Chia, risalente al XIII secolo, che aveva da sempre desiderato. Un terreno di forma triangolare racchiuso dai resti di due cerchie di mura perimetrali con due torri pentagonali, delle quali una, quella rivolta verso il fosso e per la maggior parte demolita, diventerà la sua abitazione chiana. L’altra torre, vuota nell’interno e slanciata verso il cielo, si può ammirare ancor oggi dalla strada.
Pasolini si batté anche per il riconoscimento statale della Lut – Libera università della Tuscia. Lo fece per dare un maggiore sviluppo all’Alto Lazio, “spendendo” pubblicamente la propria immagine, e il proprio talento, manifestando a Roma, sotto e dentro la sede della Regione Lazio, a fianco degli studenti viterbesi. Io lo conobbi in occasione del concorso fotografico internazionale, organizzato dalla stessa Lut, avente per tema “Le risorse storico-archeologiche della civiltà Etrusca e Medioevale”. Pasolini, in virtù dell’amicizia con il “bidello” Desiderio Valli e con il presidente della Lut Pietrella, faceva parte della giuria insieme alla scrittrice Dacia Maraini, al pittore Ennio Calabria, all’operatore cinematografico Tonino Delli Colli, allo scenografo Dante Ferretti, al soprintendente alle Belle Arti per l’Etruria Meridionale Mario Moretti e al docente di Storia dell’Arte Italo Faldi. Era il mese di maggio del 1975, gli ultimi giorni di vita di Pasolini che, circa cinque mesi dopo, nella notte del 2 novembre a Ostia, morirà assassinato in circostanze ancora poco chiare. Proprio nel castello di Chia aveva iniziato a scrivere un libro intitolato Petrolio che lo avrebbe impegnato per anni, forse per il resto della sua vita. Doveva essere una specie di summa di tutte le sue esperienze e di tutte le sue memorie.
Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini
“Cara Tuscia. Dal suo nuovo “rifugio” (un castello medioevale nell’Alto Lazio) Pier Paolo Pasolini spiega come una piccola moderna università potrebbe favorire lo sviluppo dell’Alto Lazio salvandone il dolce e ancor quasi intatto paesaggio dagli effetti devastatori di un vorace industrialismo”. Questo è il titolo, e l’occhiello, di un’intervista rilasciata da Pasolini, sotto la Torre di Chia, al giornalista Gideon Bachmann, e pubblicata a pagina 3 dal Messaggero di domenica 22 settembre 1974.
Nel testo traspare tutto l’amore che Pier Paolo Pasolini aveva per il Viterbese. Il grande intellettuale, poi, indicava delle linee di sviluppo della provincia. Una strada, dettata da un intellettuale che riusciva a vedere le cose prima degli altri, disattesa da molti amministratori pubblici del Viterbese.
Tusciaweb vuole ricordare l’uomo, il geniale intellettuale, il poeta visionario a cento anni dalla nascita. E questo nell’afasia assoluta delle istituzioni locali. Mentre il resto d’Italia ovviamente lo celebra.
Silvio Cappelli
Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini





