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Crisi in Ucraina, telefonata tra Biden e Putin ma il dialogo non fa passi avanti

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Kiev – Aumenta sempre di più la tensione nell’est Europa per la crisi tra Russia e Ucraina. Dopo la telefonata tra Biden e Putin di ieri sera, che si è conclusa con un nulla di fatto, le diplomazie sono tornate immediatamente a lavoro per cercare di evitare un’invasione di Mosca. Ma mentre i diplomatici lavorano, diversi governi nazionali hanno cominciato a chiedere ai propri connazionali di lasciare l’Ucraina.


Kiev

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Nella serata di ieri, ora italiana, c’è stata una nuova telefonata tra il presidente americano Joe Biden e quello russo Vladimir Putin. Durante la chiamata, durata poco più di un’ora, i due hanno sostanzialmente ribadito ognuno le proprie posizioni. La svolta attesa sulla crisi ucraina non è dunque arrivata. L’inquilino della Casa Bianca ha affermato che, nel caso in cui Mosca dovesse invadere l’Ucraina, gli Stati Uniti e i propri alleati occidentali risponderanno in maniera “decisa” e “rapida”.

Nel frattempo il segretario di stato americano Antony Blinken, in conferenza stampa a Honolulu dopo un vertice con gli omologhi di Giappone e Corea del Sud, ha lanciato l’allarme su quelle che potrebbero essere le mosse della Russia. Secondo Blinken, infatti, Mosca potrebbe istigare una provocazione o un incidente per poter poi giustificare un’azione militare già pianificata da tempo. Il segretario di stato ha inoltre affermato di aver parlato con il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov e di aver ribadito la richiesta di una soluzione diplomatica alla crisi nell’est Europa.

Da parte sua, la Russia ha negato l’intenzione di invadere l’Ucraina. Mosca ha poi parlato di “isteria americana”, sostenendo che gli Usa starebbero gonfiando in “modo artificioso” le notizie sull’ipotetica invasione russa.

Il dialogo tra le parti non ha dunque fatto passi in avanti e le diplomazie continuano a lavorare per una de-escalation e una soluzione pacifica della crisi. Ma allo stesso tempo diversi governi nazionali hanno lanciato appelli ai propri connazionali che vivono in Ucraina affinché lascino il paese. Tra questi anche gli Stati Uniti e l’Italia.

Il ministero degli esteri italiano Luigi Di Maio ieri sera ha invitato i cittadini italiani a lasciare il paese e rientrare con mezzi commerciali, così come ha chiesto di posticipare tutti i viaggi verso l’Ucraina. Il numero uno della Farnesina ha inoltre aggiunto che l’ambasciata italiana a Kiev rimarrà operativa, ma che tutto il personale non essenziale della sede verrà fatto rientrare a Roma.


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