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Viterbo – Interviene la direttrice del carcere Mammagialla Anna Maria Dello Preite a seguito dell’articolo: Sciopero della fame in carcere, contro la mancanza di cure, si muove l’Ambasciata di Germania –
Il ricovero del detenuto B. F. è stato richiesto dal responsabile di area sanitaria di questa struttura in seguito agli accertamenti diagnostici eseguiti e successivamente alla visita ortopedica svoltasi il 10 gennaio.
Il 27 dicembre scorso il suo difensore aveva fatto pervenire, presso la segreteria ammnistrativa dell’istituto, una pec contenente una richiesta finalizzata alla concessione di colloqui telefonici straordinari a favore del proprio assistito, per il quale chiedeva, contestualmente, l’esecuzione di “accertamenti radiologici” e di “visita ortopedica specialistica” (eseguita il 10 gennaio successivo) per “l’infortunio al calcagno occorsogli durante l0 svolgimento delle mansioni lavorative”.
Con ulteriore pec del 12 gennaio, il medesimo difensore provvedeva a segnalare lo sciopero della fame intrapreso dal detenuto per non essere stato ancora sottoposto a risonanza magnetica (l’improvviso malfunzionamento della macchina ospedaliera ne aveva impedito l’esecuzione) e quindi ad intervento chirurgico.
Nessuna delle due comunicazioni indirizzate a questa direzione conteneva una richiesta di notizie sulle condizioni di salute del detenuto che, quand’anche formulata, sarebbe stata inoltrata ai sanitari dell’istituto per competenza.
D’altra parte, contrariamente a quanto contenuto nell’articolo in questione, agli atti di questo ufficio non risulta alcun intervento “dell’ambasciata tedesca” finalizzato a sollecitare, a favore del connazionale ristretto, le cure necessarie per la patologia riscontrata, cure che, si ribadisce, sono state assicurate dal personale sanitario di questo istituto, regolarmente e senza sollecitazione da parte di alcuno, sin dal 10 marzo 2021 quando F.B., ricoverato presso il locale ospedale per dolore achilleo destro, decise volontariamente, e contro il parere medico, di dimettersi facendo rientro in carcere.
Da ultimo, in relazione alla protesta consistita nello sciopero della fame, si precisa che essa ha avuto la durata di 10 giorni (dal 5 al 15 gennaio) ed è intervenuta quando erano già state adottate diverse misure a tutela della salute del ristretto (il 22 dicembre 2021 aveva eseguito esame ecografico, il 4 gennaio era stato autorizzato all’uso dell’ascensore, il 10 aveva eseguito visita ortopedica).
Anna Maria Dello Preite
Direttrice casa circondariale “Mammagialla”
Articoli: Sciopero della fame in carcere, contro la mancanza di cure, si muove l’Ambasciata di Germania – “In carcere senza cure, 57enne fa lo sciopero della fame da oltre una settimana…”
