Viterbo – “Il Giorno del ricordo è diventata ormai soltanto una strumentalizzazione dell’estrema destra”. Tommaso Mascioli, parte in quarta. E’ il nuovo presidente dell’Anpi di Viterbo, l’associazione nazionale partigiani d’Italia. Tra poco più di una settimana il Giorno del ricordo, che ricorda appunto le vittime delle foibe istriane su quella parte di territorio della ex Jugoslavia occupato dall’Italia fino alla fine della seconda guerra mondiale.
“Il Giorno del ricordo è diventato patrimonio dell’estrema destra – prosegue Mascioli -. Una strumentalizzazione della destra e di quelle forze politiche che utilizzano il revisionismo storico solo per i loro fini. Certo anche quelli che allora erano i Ds hanno le loro responsabilità e hanno usato il Giorno del ricordo per accreditarsi come forza di governo”.
Viterbo – Il presidente dell’Anpi Tommaso Mascioli
Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana celebrata il 10 febbraio di ogni anno a ricordo e a condanna dei massacri delle foibe. La giornata venne istituita (legge 30 marzo 2004 n. 92) per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”. Il 10 febbraio viene rilasciata anche una medaglia commemorativa destinata ai parenti delle persone infoibate dall’8 settembre 1943, con l’entrata in vigore dell’armistizio tra l’Italia e gli alleati, al 10 febbraio 1947, giorno della firma dei trattati di pace di Parigi che assegnavano alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, territori occupati in precedenza dai fascisti.
Un’assemblea sezione Anpi città di Viterbo
“C’è un documento dell’Anpi del 2016 – prosegue Tommaso Maschili -, firmato da Carlo Smuraglia che dal punto di vista culturale è ottimo. In questo documento, che purtroppo non ha avuto un seguito, si dice innanzitutto che non si è trattato di pulizia etnica e che non si può parlare di foibe se non si tiene presente tutto quello che c’è stato in precedenza. Dalla prima guerra mondiale in poi. L’Italia ha fatto una politica di eradicazione della cultura slava e di italianizzazione forzata. Una politica che il fascismo ha accentuato”.
“Non solo, ma nei territori occupati dagli italiani nella ex Jugoslavia ci sono stati veri e propri eccidi con nazisti e fascisti responsabili degli stessi. E’ chiaro che quando l’esercito di Tito ha vinto, ci sono state le conseguenze. Le foibe sono state la conseguenza di una guerra civile, una guerra fascista. E alla fine, gli stessi martiri delle foibe sono vittime del fascismo. Perché è stato il fascismo ha provocato la guerra che ha poi portato alle foibe che, fra l’altro, non sono un modo per uccidere, ma per seppellire”.
Viterbo – Foibe – Il Giorno del ricordo
Tommaso Mascioli, da molti anni nell’Anpi, è stato sindacalista e docente nelle scuole superiori. Punto di riferimento di generazioni di ragazze e ragazzi, soprattutto per quanto riguarda i licei scientifico a Ronciglione e classico a Viterbo, l’istituto Mariano Buratti, dedicato al partigiano viterbese del partito d’azione fucilato a Roma alla fine di gennaio del 1944.
“A Viterbo – ha aggiunto Mascioli – abbiamo costituito un comitato di sezione molto numeroso. Attualmente contiamo una novantina di iscritti. E già dalle prime riunioni si è visto che sono tutti compagni che vogliono lavorare”.
Le iniziative future. La prima. “A marzo, Covid permettendo – spiega il presidente dell’Anpi Viterbo – vorremmo fare un’iniziativa sul confine italo-sloveno con lo storico Eric Gobetti. Immaginiamo due appuntamenti, uno in una scuola, l’altro in piazza o in un luogo pubblico. Contemporaneamente faremo anche una mostra. Abbiamo poi intenzione di sviluppare dei contatti organici con le associazioni di volontariato e le organizzazioni sindacali per dar vita a iniziative condivise. Lavoreremo infine nelle scuole, con i ragazzi, su temi che caratterizzano il presente e le chiavi di lettura per affrontarli. Una su tutte, la costituzione”.
Daniele Camilli


