Viterbo – “Vogliamo chiudere I pirati della bellezza – Festival della parola e del pensiero con una festa del libro, della parola e del pensiero”. Parola di Carlo Galeotti, direttore di Tusciaweb e ideatore della manifestazione, che ha visto sempre le sale piene. Con ospiti di primo livello che val la pena di ricordare: Serena e Stefano Andreotti, figli dello statista Dc, il giornalista Roberto Napoletano, l’attore Alessandro Haber, la giornalista di Sky Mariangela Pira, l’inviato del Corriere della sera Massimo Nava, lo psichiatra Paolo Crepet, il giornalista e saggista Giampiero Mughini, l’ex presidente della corte costituzionale Giovanni Maria Flick. Un livello altissimo per una prima edizione.
Carlo Galeotti
Una chiusura all’insegna dei libri…
“Non poteva essere diversamente. Il nostro festival, oltre che per contenuti di altissimo livello, si caratterizza per l’idea di donare i libri a chi vi partecipa. Questa volta con un po’ di sforzo i libri non saranno solo quaranta, come le altre volte. Ma ogni partecipante riceverà un libro di cui sono autore o curatore. Vogliamo chiudere I pirati della bellezza – Festival della parola e del pensiero con una festa del libro, della parola e del pensiero”.
Avete annunciato anche due doni a sorpresa, di che si tratta?
“Ovviamente non le posso dire di cosa si tratta. Altrimenti che sorpresa è? Le posso dire che si tratta, come nostra tradizione, di oggetti di carta e legno realizzati nel segno della bellezza e del piacere. Oggetti che vanno molto oltre il loro valore materiale. E in un caso oggetti che con il tempo aumentano di valore. E direi anche di bellezza. L’altro invece è un oggetto apotropaico e serotoninico. Insomma con grandi effetti sulla fortuna e sull’umore”.
Quella dei libri appare una sua fissazione?
“Non direi – sorride -. A parte che li ritengo tra i due o tre oggetti più importanti che valga la pena di avere. E indispensabili alla vita. Poi nella mia famiglia, a iniziare da mio padre che era un grande lettore pur avendo fatto solo la quinta elementare, i libri sono stati sempre collezionati, analizzati, annusati. Mi dia un pezzo di carta e le dico di che periodo è. Ecco questo è il livello di passione che mi lega ai libri e alla carta. Amo in particolare la carta del Cinquecento e del Seicento e anche i libri di quel periodo. Ma pure il Settecento non è male. Ora in vecchiaia lo sto rivalutando. Da giovane non la pensavo così. Tra un po’ mi piaceranno anche quelli dell’Ottocento”.
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E gli altri due oggetti che val la pena di avere nella vita?
“Beh. Non si tratta di oggetti materiali però, anche se in un caso traducibili in bit. Direi, per quanto mi riguarda, l’amore per una donna da coltivare con cura certosina. Ovviamente, per un laico come me, hanno lo stesso valore tutte le altre combinazioni. E poi… Ma questa non so se dirgliela. Potrebbe scandalizzarla – afferma divertito Galeotti -. Va beh, si regga! Fondamentale è la lingua e linguaggio. Meglio la parola. Meglio ancora le parole nella loro asciutta concretezza sillabica. Ma non vorrei continuare”.
Perché?
“Perché dovrei dirle che ognuno di noi, homo sapiens, è solo il linguaggio che sa e che usa. Dico ontologicamente e non metaforicamente. Le parole sono tutta la nostra straordinaria umanità. Nel bene e pure nel male. Non solo la lingua ci fa uguali, come dice don Milani, ma la lingua, le parole ci fanno umani. Le parole sono la nostra essenziale essenza. Il linguaggio poi è il game più grande e divertente del mondo. E, mi lasci dire una battuta: tutto il resto viene dal diavolo”.
E già che ci siamo: tre cose da fare nelle vita per renderla sopportabile?
“Andiamo sul difficile questa volta. Ci provo, basandomi sulla mia vita. Progettare una macchina di Turing, quella della moltiplicazione va già bene, meglio non andare su cose più complicate. Leggere: The Open Society and Its Enemies di Karl Popper e On liberty di John Stuart Mill. L’ultima è la più difficile: avere una figlio di cui essere orgogliosi e una nipote geniale, equilibrata e bellissima, che già a quattro mesi dà grandi lezioni di vita. Ma questa ultima cosa la possono fare solo i grandi intellettuali…”, replica celiando Galeotti.
Nelle sue biblioteche ha libri antichi?
“Non tantissimi. Ma sto mettendo da parte una piccola biblioteca di libri del Settecento. Tra le opere raccolte sono orgoglioso di avere una edizione settecentesca con tanto di tavole illustrate dei Principia philosophiae del fantasmagorico René Descartes. Un autore che ho molto amato e che amo ancora. Per la possanza del pensiero e la versatilità. E ovviamente la lucidità assoluta. Penso che se nella scuole, oltre ad accennare al suo pensiero, si raccontasse la sua vita sarebbe oggi un personaggio pop. Un po’ come Galileo, altro personaggio dalla vita avventurosa e a tratti buffa e drammatica. Va detto poi che ho, nella biblioteca della redazione, anche delle delizie di fine Ottocento. In particolari un trattato di botanica con le prime tavole a colori a stampa. Un libro, editato dal grande Hoepli, di una bellezza imbarazzate. Ma anche del Novecento ho delle cose sfiziose, al di là del giacimento che riguarda l’educazione del periodo fascista (Onb, Gil e scuola elementare). Giacimento, spostato nella nuova sede, su cui stiamo lavorando come casa editrice per realizzare nuovi libri. Un lavoro complesso e, debbo dire, difficile in questo periodo di pandemia. Dicevo del Novecento, amo un piccolo gruppo di libri che ho raccolto. In particolare quelli della Piero Gobetti editore con lo splendido motto in greco nel logo: “Che ho ha che fare io con gli schiavi?”. Motto segno di una vita e per il quale vale la pena di perdere la vita. Tra i titoli, la prima edizione della traduzione italiana dell’opera politica più significativa di Giovanni Stuart Mill (così in esergo della copertina del libro): La libertà (On liberty) con la prefazione di Luigi Einaudi.
E poi la serie di operette divulgative di un editore come Angelo Fortunato Formíggini. Libretti con copertina in carta pergamena di grandi autori. Ricordo al volo Giovanni Prezzolini, Ernesto Bonaiuti, Achille Loria… tanto odiato da Arturo Labriola. Una collana molto amata dal mio amico Marcello Baraghini inventore dei Millelire di Stampa alternativa, col quale condividiamo molti vizi e perversioni librarie. Una in particolare terribile: amiamo entrambi il profumo dei libri, dell’inchiostro, delle tipografie, nelle quali abbiamo passato entrambi pezzi di vita, fianco a fianco col proto di turno. E la chiudo qui, altrimenti divento troppo sdolcinato e lezioso. Quando parlo di libri capita, complice la vecchiaia”.
Questa volta, venerdì 11 febbraio nella sede di Unindustria al Riello, sarà lei a essere intervistato da Antonello Ricci e da Daniele Camilli. Non le sembra strano?
“Ma no. Si tratterà di una chiacchierata tra persone che hanno molte cose in comune e che amano i libri, la parola e il pensiero. A vario titolo, mi verrebbe a da dire, con una terminologia d’altro campo semantico. Con Antonello Ricci da anni si è instaurata una amicizia fraterna, anche se lui non si ricorda che ancora deve scontare una pena per uno scherzo che loro del quarto liceo ci fecero a noi del quinto durante una gita a Venezia. Ma lui fa finta di non ricordarsi – dice sornione il direttore scherzando -. Una amicizia fraterna, perché, come ci ha insegnato l’intellettuale ebreo Gesù di Nazaret, i parenti si scelgono e non si subiscono. E finora mi sembra che la scelta di Antonello, e viceversa, sia stata produttiva per entrambi sul piano della creazione intellettuale. Quanto meno soddisfacente per entrambi. O almeno per me. Per Daniele Camilli non posso invece che avere una amicizia paterna, vista la differenza di età. Anche se va detto si tratta di una persona diciamo esuberante, di ampie e “sbagliate” letture, con un forte istinto giornalistico. A tratti eccessivo, ma ci sta ponendo rimedio con rigore, da me inaspettato. E va detto che in questa edizione dei Pirati della bellezza, Daniele ha dimostrato una grande bravura, quando c’è, nell’intervistare gli ospiti. E una grande capacità di conduzione di eventi, che sinceramente gli invidio, essendone del tutto privo. Insomma: un professionista utile a un evento come il nostro. Anche se continuo a pensare che sia una cosa strana per un hegeliano come lui che non ha nessuno idea di cosa sia il principio di non contraddizione. Ma insomma è in buona compagnia: da Eraclito a Marx, a Gentile sono in molti ad avere questa esuberanza logica o forse inlogica”.
E la prossima edizione?
“Intanto portiamo a casa la prima edizione. Ma lo faremo divertendoci, come è nostra tradizione e come abbiamo intenzione di fare venerdì. Per la prossima edizione abbiamo già fatto una prima riunione dello staff ristretto, ed abbiamo visto cosa va cambiato. Per dirne una, ma è tutto in fieri, doneremo ogni volta almeno 50 libri dell’autore e non 40. Sul resto stiamo lavorando. Ma non defletteremo su qualità e bellezza. Si tratterà di vedere però se la manifestazione regge sul piano economico. Cosa fondamentale soprattutto per un evento che non ha nessun finanziamento pubblico e quindi non pesa sui cittadini. Ma proprio per questo è indipendente. In ogni caso prima della prossima edizione ci potrebbero essere delle sorprese. Degli incontri speciali per l’uscita di alcuni libri. Ma saranno eventi di un giorno”.
Qoelet
Termina il festival della parola e del pensiero per dare di nuovo appuntamento alla nuova edizione. L’ultimo appuntamento di questa, dopo il continuo tutto esaurito degli incontri precedenti, è con il suo ideatore, il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti. L’11 febbraio alle 17,30 alla sala conferenze di Unindustria a valle Faul, Viterbo. Intervistato dal giornalista Daniele Camilli e dal narratore di comunità Antonello Ricci. Tema: la Galeotti Editore a partire dai primi due libri: Annus Horribilis – Dodici mesi vissuti col Covid e Benito Mussolini ama molto i bambini… – I libri della scuola elementare e lo stato totalitario fascista. L’occasione per fare la sintesi di un progetto per la città, e i suoi sviluppi futuri. L’opportunità per ragionare insieme su un percorso giornalistico, editoriale e organizzativo che ha caratterizzando Viterbo continuando ad investire anche in una fase difficile come quella della pandemia.
Viterbo – Il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti
Un appuntamento, quello dell’11 febbraio, accompagnato anche da una novità. Riguarda il Libro sospeso. Ai primi 40 partecipanti all’incontro verrà donato il libro Annus Horribilis – Dodici mesi vissuti col Covid. Agli altri partecipanti alla presentazione verrà poi regalato uno dei due seguenti libri di Carlo Galeotti: Achille Starace e il vademecum dello stile fascista, Rubbettino; Il mestiere di scrivere, Davide Ghaleb Editore. Infine, a tutti i partecipanti due esclusivi e ulteriori doni a sorpresa.
Il prossimo incontro dei Pirati della bellezza
Carlo Galeotti -, La casa editrice della bellezza e dell’incanto, Auditorium Unindustria, via Faul 17, Viterbo.
INGRESSO GRATUITO – Ai primi 40 partecipanti all’incontro verrà donato il libro Annus Horribilis – Dodici mesi vissuti col Covid. Potrai far firmare il libro dall’autore. Agli altri partecipanti alla presentazione verrà donato uno dei due seguenti titoli di Carlo Galeotti: Achille Starace e il vademecum dello stile fascista, Rubbettino; Il mestiere di scrivere, Davide Ghaleb Editore. A tutti i partecipanti due esclusivi e ulteriori doni a sorpresa.
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Chi è Carlo Galeotti
Giornalista professionista, nato a Viterbo nel 1959 e si è laureato in filosofia teoretica con tesi di filosofia della scienza a Roma, relatore Vittorio Somenzi. Per due anni ha insegnato Storia della stampa e dell’editoria all’università della Tuscia. Nell’anno accademico 2007-2008 ha tenuto il corso di storia del giornalismo nello stesso ateneo. Ha un figlio, Lorenzo, che si occupa di logica e problematiche fondazionali della matematica. Tra i libri pubblicati o curati con Stampa Alternativa: Credere obbedire combattere (1996); Don Milani – La ricreazione è finita (1999); Libertà (2004); in collaborazione con Laura Ognibene, Don Milani – Ideario (2008); Mussolini ha sempre ragione (riedizione – 2020 – Stampa Alternativa). Per altri editori: Achille Starace e il vademecum dello stile fascista (2000 – Rubbettino); Mussolini ha sempre ragione (2000 – Garzanti); Matrioske (2001 – Phoenix); Saluto al Duce! (2001 – Gremese); Il mestiere di scrivere (2020 – Ghaleb), Annus Horribilis – Dodici mesi col Covid (2020 – Galeotti editore). Negli ultimi anni si è occupato di giornalismo on line. Ha fondato i giornali on line: Varesenews, Tusciaweb e Nonsololibri. Ha dato vita alla Tusciaweb Academy, che cura corsi di giornalismo multimediale on line. Edita e dirige il quotidiano Tusciaweb, il più grande giornale solo on line del centro Italia.
I Pirati della Bellezza – Il prossimo appuntamento con Carlo Galeotti -, La casa editrice della bellezza e dell’incanto, Auditorium Unindustria, via Faul 17, Viterbo.
I Pirati della Bellezza – Festival della Parola e del Pensiero è promosso da Piattaforma 2.0 e viene realizzato grazie a Fondazione Carivit, Ance, Unindustria, Merlani costruzioni, Cr Project service, Immobiliare Viterbo, KDS, Fratelli Aquilani, Belli srl impianti tecnologici, SegantiniAssicurazioni.it, Terme dei Papi, Vestri Telecom Group, Active Network, Confagricoltura, CNA, Confartigianato, Centroauto, Tusciaweb, Libreria Fernandez, Majakovskij comunicazione, Panta CZ. I Pirati della Bellezza – Festival della Parola e del Pensiero regala libri grazie a Terme dei Papi, Menichelli Gioielli, Todis, Paolo Pelliccia, Dm Ecologia, Sigma, CGE.
DIO È UN LIBRO…
Un Libro sospeso per la libertà e la creatività
I Pirati della Bellezza, festival della Parola e del Pensiero, regala una copia di ogni libro in presentazione a 40 partecipanti a ciascun evento. Grazie a Terme dei Papi, Menichelli 1912, Todis, Paolo Pelliccia, Dm Ecologia, Sigma, CGE
Un libro sospeso è come regalare un canestro di bellezza, intelligenza e incanto… Per la prima volta un festival di libri regala libri. I Pirati della Bellezza regala libri. Un libro è un mondo di idee, di fatti e di racconti che educa alla libertà e alla fantasia. Nella storia c’è stato chi ha bruciato libri, chi li ha messi all’indice, chi li ha disprezzati e calpestati. Noi pensiamo che i libri siano portatori, sani o malati, del virus della libertà e della creatività. Sono capaci di farci scoprire mondi, inferni, paradisi mai visti. Sono capaci di farci vivere milioni di vite che non avremmo mai vissuto. Milioni di avventure. Milioni di piaceri e dolori. Un libro è capace di narrare perfino piaceri e dolori inenarrabili. Un libro, in buona sostanza, è capace di descrivere ciò che non è descrivibile. E subito dopo ci permette di dormire sotto le rassicuranti coperte del nostro piccolo letto. Cento pagine di carta stampata sono in grado di parlarci di Dio e dell’infinito. Di massacri e resurrezioni. Senza infingimenti, senza falsi timori di inadeguatezza. E allo stesso tempo ci spiegano che “ci sono più cose in cielo e in terra di quanto ne possa sognare la nostra filosofia”. Per dirla tutta: Dio, se esiste, non può non essere un libro…
Un meraviglioso libro di luce e di tenebre, ovviamente.
Noi intanto, per non saper né leggere né scrivere, regaliamo libri. E lo facciamo nello spirito di una grande capitale della cultura europea: Napoli. Dove nei bar è tradizione lasciare un “caffè sospeso” per un prossimo avventore. Come dire un piccolo dono a uno sconosciuto che crea un legame nel segno della comune umanità e nel segno della gentilezza. Valore ormai desueto e antico.
I Pirati della Bellezza
Istruzioni per l’uso: Le aziende e le persone che vogliono sponsorizzare l’iniziativa “Un libro sospeso per la libertà e la creatività” possono scrivere un messaggio via Whatsapp a I Pirati della Bellezza al 3387796471. Verranno ricontattati.
Il festival I Pirati della Bellezza è reso possibile da aziende, associazioni e fondazioni illuminate che hanno il coraggio di costruire cultura e di volare. Perché la cultura è il futuro dell’umanità. La cultura è l’uomo! La cultura è quello che ci fa umani. E solo la cultura ci può salvare. La cultura è volare. E noi vogliamo volare…
I Pirati della Bellezza – Festival della Parola e del Pensiero è promosso da Piattaforma 2.0 e viene realizzato grazie a Fondazione Carivit, Ance, Unindustria, Merlani costruzioni, Cr Project service, Immobiliare Viterbo, KDS, Fratelli Aquilani, Belli srl impianti tecnologici, SegantiniAssicurazioni.it, Terme dei Papi, Vestri Telecom Group, Active Network, Confagricoltura, CNA, Confartigianato, Centroauto, Audiotime, Il Gargolo, Tusciaweb, Libreria Fernandez, Majakovskij comunicazione, Panta CZ.





