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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’associazione Culturaidentità ricorda lo sterminio del popolo ucraino ad opera di Stalin. Il dittatore comunista sovietico pianificò una carestia e una collettivizzazione forzata dell’Ucraina nel 1932-1933.
Il sodalizio culturale pubblica sul suo sito delle immagini inedite di questo dramma, grazie all’Ucrainica research institute di Toronto, Canada, che ha permesso di riprodurle.
Si tratta di quello che viene ricordato come Holodomor, il più imponente sterminio della storia europea del ventesimo secolo dopo l’Olocausto, “dimenticato” e tornato ora tragicamente alla ribalta.
Non a caso questa rievocazione avviene in concomitanza con l’invasione della libera Ucraina da parte della Russia di Putin.
Grazie agli studi del giurista polacco Raphael Lemkin, dello storico inglese Robert Conquest e della studiosa Anne Applebaum, già vincitrice del premio Pulitzer nel 2004 per un libro sui gulag dell’era sovietica, questa immane tragedia è finalmente venuta alla luce.
La brutale collettivizzazione delle terre voluta da Stalin scatenò e poi intensificò quella carestia, che non colpì soltanto l’Ucraina, ma interessò anche altre parti dell’Unione sovietica. Nelle lettere private degli archivi di stato russi, i leader sovietici parlano di “spezzare la schiena alla classe contadina” e la stessa politica venne attuata nei confronti della Siberia, del Caucaso del nord e della zona del Volga, causando anche l’annientamento di oltre la metà della popolazione nomade del Kazakhstan.
Almeno cinque milioni di persone morirono di fame in tutta l’Urss non a causa del fallimento delle coltivazioni, ma perché furono deliberatamente private dei mezzi di sostentamento. Di questi, circa quattro milioni erano ucraini. Stalin rifiutò qualsiasi forma di aiuto dall’esterno, accusò i contadini che stavano morendo di fame di essere loro stessi colpevoli di quanto stava accadendo e promulgò leggi draconiane che esacerbarono la crisi. Chiunque veniva trovato in possesso anche solo di una buccia di patata era passato per le armi.
Quest’orrore torna alla ribalta grazie alla nostra associazione. Non dobbiamo dimenticare i milioni di morti provocati dal marxismo. Ieri Stalin, oggi Putin, l’oppressione comunista è sempre quella. La libertà dell’Ucraina è la nostra libertà.
Culturaidentità Tuscia
