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“Lavorerò per ricucire i rapporti nel centrodestra”

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Viterbo – “Lavorerò per sanare i rapporti nel centrodestra”. Giulio Marini è il nuovo commissario Forza Italia a Viterbo e in vista del voto ha chiara la direzione da prendere. Ricostruire un’alleanza con FdI, Lega e Fondazione. Senza imposizioni, mentre smentisce che ci siano contatti col centrosinistra e il Pd in particolare. Scarta, poi, l’ipotesi di correre da soli.


Giovanni Arena e Giulio Marini

Arena e Marini festeggiano la vittoria del controtesta alle comunali 2018


Giulio Marini oggi è il nuovo commissario Forza Italia a Viterbo. In un momento così delicato, viene da chiedersi: ma chi glielo ha fatto fare?
“Me lo chiedo pure io – esordisce Marini – ma una risposta me lo sono data. Non sono tipo che abbandona l’imbarcazione quando è in difficoltà”.

Dopo la rottura con gli alleati FdI, Lega e Fondazione in comune, che momento è per Forza Italia?
“È il momento di fare una grande fare chiarezza ed è il momento di ricostruire. Non a caso, anche a livello nazionale il presidente Berlusconi ha parlato di riassetto. Tutto il centrodestra deve riformarsi. Il modello post Pdl dal 2013 non tiene più, perché molte cose sono cambiate. Va compreso come si vuole muovere il parlamento rispetto all’attuale legge, confusionaria, che invece d’avvicinare gli elettori, li allontana”.

A Viterbo, però, in qualità di commissario va compreso cosa intende fare lei, come si muoverà in vista delle elezioni anticipate?
“Seguendo i miei ideali che risiedono nel centrodestra. Chiederò agli alleati storici una verifica, confidando nella loro disponibilità. Lo vado dicendo da tempo, un dialogo franco in cui io non pretendo nulla dagli altri, ma senza imposizioni altrui. Con la massima disponibilità e umiltà”.

Pensa di riuscire a rimettere insieme la coalizione andata in frantumi con la sfiducia al sindaco Arena?
“Un passo alla volta cosa, vediamo cosa riusciamo a mettere in campo. A scanso d’equivoci, non ho velleità personali, se non, dare a Viterbo la possibilità di recuperare amici, persone, ampliare la base del partito. Portare molti a discutere di politica e soprattutto di Viterbo”.

Ma nel centrodestra, per ricucire lo strappo chiedono che Forza Italia esca dalla maggioranza in provincia col Partito democratico.
“Questo è un diktat, però. E io ho detto che non ne metto e non ne voglio. Ho appreso che il senatore Fusco della Lega, che è persona seria, non ha parlato d’imposizioni. Penso che sia la verità. Lo vedremo se avrà la bontà di dirmelo di persona”.

I programmi di Forza Italia per le comunali non sono altri? Si parla di un accordo col Partito democratico, un po’ come è avvenuto per la provincia.
“A oggi, non c’è nessuna indicazione, non esistono giochi o giochetti. Ho perso la voce a forza di ripeterlo. Il tavolo è sgombero. La delusione è forte per avere interrotto il percorso in comune e fatto cadere la giunta di Giovanni Arena. Non bisogna nasconderlo. Ma la politica è fatta anche di ricostruzione dei rapporti. Io lavorerò per sanare una situazione che comunque rimane difficile. Anche dal punto di vista umano. Se i valori di riferimento sono quelli, vanno verificate tutte le condizioni per recuperare il rapporto col centrodestra. Non andrei certo a discuterne, se nel mio partito avessero fatto un accordo a sinistra. Saluterei e ciao”.

Tra i due litiganti, a destra e a sinistra, non è che alla fine vince Forza Italia, ovvero correre da soli alle comunali?
“È un’ipotesi che a me non piace. Io voglio il confronto. Da soli vuol dire avere perso questa possibilità”.

Dentro Forza Italia c’è una questione Giovanni Arena?
“Giovanni è una risorsa del partito, lo è stato sempre. Ha aderito nel 1994 ha una storia che non si discute. Politica. La delusione per la sfiducia è comprensibile. Entrano in gioco pure componenti umane. Questo sarebbe stato l’anno in cui raccogliere i frutti del lavoro svolto in tre anni e mezzo, vederli concretizzare in città. Gli è stato tolto il terreno sotto i suoi piedi, è giusto che abbia sentimenti di rivalsa e delusione. Per questo va sostenuto sotto l’aspetto umano e anche politico. Non messo da parte. La prima telefonata dopo avere assunto il ruolo di commissario l’ho fatta a lui. Non intendo rinunciare a un’amicizia e a una vita percorsa insieme”.

Prima o poi si dovrà parlare di un candidato sindaco, a prescindere dalla coalizione.
“Certo ma senza imporre regole. Non le voglio io e non le impongo ad altri. In un tavolo in cui c’è vicinanza di valori e ideali se ne discuterà. Poi però, parliamo anche di programmi”.

Giuseppe Ferlicca


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