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Mafia viterbese – La moglie del boss Rebeshi rivuole i soldi degli orologi comprati dal marito…

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Viterbo – (sil.co.) – Mafia viterbese, la moglie del boss Ismail Rebeshi rivuole indietro i soldi degli orologi comprati dal marito. 

Al centro della vicenda l’impugnazione da parte di Laura Zaharia, tramite l’avvocato Roberto Afeltra, dell’ordinanza con cui l’11 marzo 2021 il gip (in qualità di giudice dell’esecuzione) ha rigettato la sua richiesta, quale terza interessata, di restituzione di una somma oggetto di sequestro preventivo.

Un sequestro disposto il 20 maggio 2019, tre mesi dopo i 13 arresti dell’operazione Erostrato, nei confronti del cognato Ingrit Rebeshi.

All’epoca il boss albanese, suo marito, era già in carcere in Sardegna per traffico internazionale di droga da cinque mesi, da fine novembre 2018.


Ismail Rebeshi

Una storica foto del boss Ismail Rebeshi


Nell’ordinanza viene sottolineato come gli orologi dalla cui vendita proveniva il denaro, non sarebbero stati di proprietà della donna. Prima del sequestro della somma, inoltre, Laura Zaharia si sarebbe recata a Roma e avrebbe restituito i soldi al compratore, ritirando gli orologi.

Secondo la difesa, sono state travisate le intercettazioni. Per Afeltra, la moglie di Ismail Rebeshi sarebbe la consegnataria del denaro, ricevuto l’11 aprile 2019 dal soggetto cui aveva dato gli orologi. “Sicché Laura Zaharia – scrive il legale nel ricorso – avrebbe titolo per rivendicarne la titolarità in applicazione dei principi sul possesso di beni mobili”.

La Zaharia avrebbe, quindi, interesse alla restituzione della somma ricavata dalla vendita degli orologi di sua proprietà, a suo tempo comprati da Ismail Rebeshi, compagno della Zaharia, e non riferibili al di lui fratello Ingrit Rebeshi.


Roberto Afeltra

L’avvocato Roberto Afeltra


Il collegio della settima sezione penale della corte di cassazione – la cui sentenza risale al 2 dicembre 2021 mentre le motivazioni sono uscite l’11 febbraio – sottolinea come “in materia di incidente di esecuzione avente ad oggetto la confisca o la restituzione delle cose sequestrate (…)  sulla decisione dello stesso giudice dell’esecuzione, adottata senza formalità con ordinanza, il pubblico ministero, l’interessato e il suo difensore possono proporre opposizione davanti allo stesso giudice”.

“Opposizione che, nel caso in esame, non risulta essere stata proposta”, viene sottolineato. Ne consegue la conversione dell’impugnazione in opposizione: “Con trasmissione degli atti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Viterbo per quanto di competenza”. Insomma, non finisce qui. 


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