- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Morte Attilio Manca, 18 anni fa il cadavere dell’urologo alla Grotticella…

Condividi la notizia:

Viterbo – (sil.co.) – “Non posso fare a meno di pensare al calvario degli ultimi giorni di vita di mio figlio”, scrive la madre di Attilio Manca su Facebook alla vigilia dell’anniversario della morte del figlio, che sarà ricordato con un evento in diretta streaming. Nel frattempo spunta un ulteriore giallo: secondo un nuovo collaboratore, un boss mafioso sarebbe venuto a Viterbo 10 giorni prima. 

Ricorre sabato 12 febbraio il 18esimo anniversario dal ritrovamento nella sua abitazione della Grotticella del cadavere dell’urologo 36enne di Belcolle morto l’11 febbraio 2004. Suicidio tramite overdose, secondo il tribunale di Viterbo. Ucciso dalla mafia per avere operato a Marsiglia il boss Bernardo Provenzano, secondo la famiglia. 

“Man mano che si avvicina l’11 febbraio, giorno della morte di mio figlio – scrive in un post pubblicato sul suo profilo Facebook la mamma Angela Manca – non posso fare a meno di pensare al calvario degli ultimi giorni di vita di Attilio”.

“Da un lato l’angoscia che lo tormentava – prosegue Angela – dall’altro la sua voglia di esorcizzare la paura, programmando un invito a cena al professor Ronzoni proprio l’11 febbraio o chiedendo a noi di aiutarlo nell’acquisto di una futura casa o, addirittura, pregando i colleghi di lasciargli dei giorni liberi per il 20 febbraio in modo di trascorrere il compleanno con noi. Maledetti assassini!”.


Bernardo Provenzano e Attilio Manca

Bernardo Provenzano e Attilio Manca


Siringhe senza impronte vicino al cadavere

Attilio Manca fu trovato morto nella sua casa di Viterbo alle 11 di mattina del 12 febbraio 2004. Sul suo polso sinistro furono trovati due fori, mentre sul pavimento fu individuata una siringa. Secondo l’inchiesta effettuata subito dopo il ritrovamento del cadavere si sarebbe trattato di un suicidio, ma la ricostruzione fu contestata dai genitori: Attilio Manca, infatti, era mancino.

Inoltre le siringhe trovate non riportano alcuna impronta digitale del medico, che di certo non si sarebbe preoccupato di indossare dei guanti o ripulire gli strumenti se intenzionato a suicidarsi. Dunque, secondo i genitori, se fosse stato lui a farlo, non si sarebbe iniettato la droga nel polso sinistro ma in quello destro.


Il collaboratore di giustizia: “Boss mafioso a Viterbo 10 giorni prima”

“Ho trovato le dichiarazioni di un altro collaboratore sconosciuto all’autorità giudiziaria di Roma e tali dichiarazioni riscontrano addirittura un elemento che era stato indicato dalla signora Manca e dal signor Manca, in relazione alla visita preannunciata ad Attilio dal cugino Ugo Manca, dieci giorni prima del suo omicidio, di un potente boss mafioso di Barcellona Pozzo di Gotto a Viterbo”, rivelava a fine dicembre l’avvocato Repici.  

Il legale ha poi specificato che “stiamo raccogliendo quegli elementi che a breve saranno portati con una nuova denuncia all’attenzione della procura della repubblica di Roma” la quale, ha detto, “non potrà non prendere atto di quella sentenza della corte di appello di Roma e di ulteriori elementi che abbiamo. Quindi dirà di far ripartire le indagini sull’omicidio di Attilio Manca”.


Il perito all’antimafia: “Grossi dubbi su overdose volontaria”

“Che Attilio Manca sia morto per overdose di eroina non ci sono dubbi, dubbi grossi ci sono sul fatto che si sia trattato di una auto-somministrazione”. Ad affermarlo è stato lo scorso 24 novembre il medico tossicologo Salvatore Giancane, ascoltato in Commissione parlamentare antimafia sul caso.

Giancane ha ricordato che, in una sorta di perizia, aveva chiesto la “riesumazione” del corpo per vagliare l’ipotesi che possa essere stato un pregresso consumatore ricaduto nella droga: “Si sarebbe potuto accertare con un esame del capello, ma non come quello effettuato”, di cui peraltro “non si trova reperto agli atti”, bensì un esame del “capello segmentato” attraverso cui “si ricostruisce la storia tanto lunga quanto era lungo il capello”.

Altro particolare riferito dall’esperto è che “sulle siringhe ritrovate non sono presenti le impronte digitali di Attilio Manca”. Inoltre Manca avrebbe “incappucciato la siringa” cosa che “assolutamente non può essere ritenuto comportamento tipico della professione” di medico oltre al fatto che se fosse stata la dose fatale “i tremori” rendono il fatto di incappucciare la siringa “non molto facile”.


Diretta streaming per il 18esimo anniversario 

L’11 febbraio, in occasione del XVIII anniversario della morte di Attilio Manca, avrà luogo alle ore 17 un incontro intitolato “Tra le macerie nella credibilità delle istituzioni, sono ancora legittimi il diritto alla speranza e alla giustizia?”, moderato dallo scrittore Luciano Armeli Iapichino.

Interverranno: Angela Manca, mamma di Attilio; Gianluca Manca, fratello di Attilio; Aaron Pettinari, giornalista; Paolo Borrometi, giornalista; Fabio Repici, legale famiglia Manca. 

L’incontro è organizzato dall’Associazione nazionale amici di Attilio Manca dalla rivista Antimafiaduemila e dal movimento Agende Rosse. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sui canali social del movimento Agende Rosse.


Condividi la notizia: