Viterbo – Otto comuni al voto nella Tuscia, due sono commissariati.
Non c’è solo Viterbo chiamata al rinnovo alle elezioni amministrative di tarda primavera. Sul capoluogo si concentra gran parte dell’attenzione, ma anche altri centri si preparano a scegliere nuovi sindaci e consiglieri.
Antonio De Rossi
Fra questi, Capodimonte. Il comune in riva al lago di Bolsena condivide con la città dei Papi il ritorno anticipato alle urne. In tutti e due, consiglieri di maggioranza, con l’aiuto dell’opposizione, hanno firmato per dimettersi facendo cadere anzitempo i sindaci.
Tutti e due di centrodestra. Antonio De Rossi a Capodimonte dopo due anni e Giovanni Arena a Viterbo dopo tre e mezzo.
Molto simile il percorso, dimissioni del primo cittadino, revoca delle deleghe agli assessori. Solo che a Capodimonte Rossi ha fatto in tempo a tornare sui suoi passi prima dei fatidici 14 giorni. Nel capoluogo no. I consiglieri si sono dimessi prima.
Tutti gli altri comuni arrivano a naturale scadenza. A cominciare da Montalto di Castro, dove Sergio Caci è a fine secondo mandato, con un breve interregno da parte del vice Luca Benni.
Mario Mengoni
Chiude i suoi primi cinque anni, invece Mario Mengoni a Ronciglione, dove già partiti e movimenti si stanno organizzando. La scorsa volta fu un’elezione sul filo di lana, con pochi voti di scarto rispetto all’uscente Giovagnoli.
Anche a Capranica, Pietro Nocchi, che nel frattempo è stato anche presidente della provincia e ora vice, chiude il suo primo quinquennio.
Francesco Di Biagi
Al rinnovo vanno anche Barbarano Romano (Rinaldo Marchesi sindaco), Castel Sant’Elia (primo cittadino Vincenzo Girolami e Latera (Francesco Di Biagi).
Solo Viterbo andrà eventualmente al turno di ballottaggio.
Nel Lazio sono oltre 50 le amministrazioni comunali al rinnovo, con tre capoluoghi di provincia su cinque. Oltre Viterbo anche Frosinone e Rieti.
Tra i centri più grandi, Cerveteri, Ciampino, Ladispoli in provincia di Roma, Sabaudia e Gaeta in provincia di Latina.
Complessivamente in Italia saranno chiamati al voto i cittadini di circa 970 centri.
I capoluoghi di provincia sono 25, compresi Genova, Palermo, Monza, Piacenza, Padova, Taranto, Verona.
Al rinnovo anche le vicine Narni, in provincia di Terni e Pitigliano, in provincia di Grosseto.
Giuseppe Ferlicca


