Viterbo – (sil.co.) – Durante un colloquio consegna delle droga al fratello quarantenne detenuto per spaccio a Mammagialla, condannato. Il detenuto è stato beccato letteralmente col “sorcio in bocca”.
Polizia penitenziaria
Ad accorgersi “in diretta” dello scambio sono stati gli agenti della polizia penitenziaria, che hanno immediatamente perquisito il detenuto. Erano circa le 13,30 del primo giugno 2015.
“Nel cavo orale del detenuto abbiamo trovato l’involucro di cellophane contenente sostanza stupefacente che avevamo visto portarsi alla bocca dopo la consegna da parte del fratello. All’interno c’erano dell’hashsh e una pastiglia di subutex”, hanno testimoniato gli agenti che li hanno sorpresi sul fatto.
Il detenuto, dopo il ritrovamento, sarebbe stato sottoposto a una radiografia a Belcolle per accertare se avesse ingoiato altra sostanza.
Il fratello, finito a processo per spaccio aggravato davanti al collegio del tribunale di Viterbo, è stato condannato ieri a sei mesi di reclusione e al pagamento di una multa di duemila euro.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
