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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – I precari di religione cattolica (Irc) chiedono la stabilizzazione lavorativa.
Oltre alla condizione psicologica dell’incertezza perenne, il precariato storico degli Irc porta con sé tutta una serie di effetti collaterali dal punto di vista economico e professionale: l’inibizione al passaggio alle fasce stipendiali, la non disponibilità dei permessi retribuiti per motivi personali e familiari, la mancanza di piena tutela in materia di malattia e di previdenza.
Da non dimenticare l’impossibilità di fare progetti a medio-lungo termine, data l’incertezza che si ripercuote anche sul piano esistenziale. Significa non vedersi concedere un mutuo per l’acquisto della prima casa, legati come si è a un rapporto di lavoro a tempo determinato a vita.
Altra recriminazione è l’ingiusta esclusione di noi docenti di religione cattolica da qualsiasi forma di stabilizzazione. La cosiddetta “Buona scuola” ha previsto per fasi procedure di immissioni in ruolo per tutti, fatta eccezione per i docenti di religione cattolica.
Questa palese discriminazione non ha ragion d’essere e ci ha spinto a presentare ricorsi agli organi della giurisdizione ordinaria e amministrativa, italiana ed europea.
Da ultimo, l’importante sentenza del 13 gennaio 2022 della corte di giustizia europea (Cgue), che ha bacchettato l’Italia per una prassi che penalizza circa 15mila insegnanti precari. Per i giudici di Lussemburgo non devono esserci discriminazioni tra i maestri e i professori di altre discipline e quelli di religione cattolica.
Tale sentenza, figlia di un’iniziativa giudiziaria promossa dalla federazione Gilda Unams, legittima la conversione dei rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato o, quanto meno, spinge il governo finalmente a decretare un bando di concorso straordinario per i precari storici di religione cattolica. Accogliendo così le richieste congiunte di tutte le organizzazioni sindacali, fatte proprie da alcuni emendamenti in attesa di essere discussi nelle sedi legislative appropriate.
La Federazione Gilda Unams di Viterbo, con il suo coordinatore provinciale Francesco Coletta, resterà a disposizione per chiarimenti riguardo al prossimo concorso pubblico e alle iniziative giudiziarie che il sindacato ha già da anni intrapreso e continuerà a promuovere la tutela degli insegnanti di religione cattolica.
Federazione Gilda Unams
Viterbo
