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“Siamo pronti a riaprire le discoteche, ma lavoriamo per una capienza al 100% il prima possibile”

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Viterbo – (ma.ma) – Dall’11 febbraio si torna a ballare. Bisognerà però seguire delle norme anti-Covid ben precise. Nelle discoteche potrà entrare soltanto chi ha il green pass rafforzato. Se il locale è al chiuso sarà obbligatorio indossare la mascherina, tranne quando si balla e la capienza non potrà essere superiore al 50%. Per le sale all’aperto le regole saranno meno rigide: le persone potranno anche non indossare la mascherina, la capienza invece sarà per un massimo del 75%. 


Luca Talucci - Presidente del Silb

Luca Talucci – Presidente del Silb


Tutte regole che i gestori dovranno rispettare, salvo cambiamenti. “Noi siamo pronti a ripartire e riaprire i locali – spiega Luca Talucci, presidente provinciale e dirigente nazionale Silb -.Ripartiamo con il 50% della capienza e le spese al 100%. È quindi difficile, ma speriamo sia un periodo di transizione. E poi potrebbero anche esserci dei cambiamenti dal momento che il 7 febbraio molto probabilmente si riunirà il consiglio dei ministri e potrebbero entrare in vigore nuove norme. Aspettiamo, se ci dovessero essere differenze. Nel frattempo, se dovessimo aprire con queste regole, noi comunque siamo pronti”.

Luca Talucci non nasconde le difficoltà del settore dopo due anni di emergenza. “I danni che abbiamo subito in questa pandemia sono stati tantissimi – prosegue -. Il settore dei locali e delle sale di intrattenimento è stato quello che ha percepito più danni di tutti. Sarà difficile riprendersi completamente in breve tempo. Purtroppo alcuni locali hanno dovute chiudere, altri si sono dovuti reinventare”.

“Il danno nostro in questi due anni di pandemia è stato doppio perché non c’è stata una programmazione – aggiunge Talucci -. Per ben due volte ci hanno dato l’apertura e poi non ci hanno fatto aprire. Per i locali, specialmente quelli che hanno doppia licenza e somministrano anche alimenti e bevande, è stato una perdita enorme con un Capodanno dove i gestori si sono fatti carico di tutto e hanno attivato anche contratti di lavoro per poi rimanere nuovamente chiusi. Ci sono locali che hanno dovuto rimborsare soldi per la mancata apertura del 31 dicembre. Per non parlare poi della merce scaricata che hanno dovuto mandare indietro o buttare perché comunque sarebbe scaduta”. 

Una chiusura di anno da dimenticare. “Capodanno è stata una grande mazzata – chiarisce il presidente provinciale Silb -. Vorrei però ringraziare il prefetto, il questore, le forze dell’ordine dell’ordine perché hanno vigilato affinché non si verificassero episodi di abusivismo e per l’attenzione che hanno sul territorio. Poi certamente questa problematica non può scomparire, è presente in tutta Italia”.

Un fenomeno, quello dell’abusivismo, per cui altri locali autorizzati ad aprire potrebbero intrattenere le persone anche con balli. Per Talucci comunque la chiusura dei locali va al di là della perdita economica subita dai gestori. “Noi facciamo un lavoro che fa divertire le persone – aggiunge -. Il danno economico che abbiamo subito noi gestori di locali è per ora quantificabile, ma il danno morale che hanno subito i giovani non lo è. I ragazzi in questi due anni di pandemia hanno perso tanto. Alcuni di loro son rimasti all’interno del limbo familiare delusi dalla società. Altri anche un po’ delusi dalla politica. Con questa emergenza, gestita bene o male, abbiamo comunque perso due anni. Noi siamo pronti ad accogliere questi giovani a braccia aperta il prima possibile. Anche perché i locali di Viterbo e provincia sono sicuri, sia dal punto di vista del Covid sia per quanto riguarda la gestione del divertimento. I gestori sono abbastanza responsabili e si affidano ad agenzie specializzate nel settore per i controlli. Inostri locali sono ben sicuri e vigilati”.

“Come sindacato stiamo lavorando affinché si possa arrivare al 100% della capienza il prima possibile – conclude Talucci -.  Ma comunque siamo pronti, l’importante è comunque ripartire e far capire che anche noi, come settore, ci siamo. Siamo imprenditori come tutti gli altri”. 

Maurizia Marcoaldi


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