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Sul bus senza green pass ma con la droga, ai domiciliari e 800 euro di multa

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I controlli dei carabinieri

Controlli dei carabinieri


Viterbo – Sull’autobus era salito senza green pass. In compenso aveva in tasca 17 dosi di hashish, 435 euro e perfino un bilancino di precisione. Ma soprattutto era la terza volta in poco più di un mese che si faceva arrestare dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Viterbo per spaccio. La prima il 4 gennaio, poi di nuovo il 17 gennaio, infine l’altro ieri sera, mentre si accingeva a rientrare in pullman ad Acquapendente dal capolinea del Riello. Secondo l’accusa dopo una giornata trascorsa a spacciare nel capoluogo. 

E’ un 23enne originario del Gambia e residente nell’alta Tuscia, cui tre settimane fa era stata imposta la misura cautelare dell’obbligo di dimora a Acquapendente, il passeggero senza green pass ma con la droga arrestato mercoledì sera dai militari su un bus di linea con 20 grammi di hashish addosso.

Ieri, affiancato da un interprete, è comparso di nuovo davanti al giudice Elisabetta Massini che, convalidando l’arresto, per spaccio e anche per violazione dell’obbligo di dimora, ha disposto stavolta i domiciliari, avvisando l’imputato che, in base alla normativa italiana, se ci sarà un’altra volta andrà dritto in carcere.

Nessun dubbio, per l’accusa, che i 435 euro fossero provento dello spaccio: erano di diversi tagli e tutte stropicciate, come quando passano di mano in mano durante la cessione di stupefacente. Nessun dubbio, sempre per l’accusa, che lo stupefacente non fosse per uso personale: il presunto pusher, oltre a non saper giustificare il possesso del denaro, lavorerebbe solo a chiamata presso un mattatoio del posto, senza peraltro poter fornire alcun riscontro delle somme guadagnate.

Oltre ad essere stato arrestato per lo stupefacente e per la violazione dell’obbligo di dimora, per la cronaca, il 23enne è stato anche condannato a pagare una sanzione di 800 euro per avere, con recidiva, violato le norme per il contenimento della pandemia.

Al termine dell’udienza, su richiesta della difesa, il processo per direttissima è stato rinviato al 17 febbraio. 

Silvana Cortignani


– A bordo di un autobus senza green pass e con 20 grammi di droga


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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