Viterbo – (ma.ma) – Tra i settori maggiormente provati da due anni di pandemia c’è sicuramente quello del turismo. Restrizioni e limitazioni hanno comportato un netto calo degli spostamenti, sia all’interno del territorio nazionale che verso i paesi esteri. A soffrirne sono stati in modo particolare gli hotel, le strutture ricettive, i ristoranti. A tracciare un primo bilancio è Pier Luca Balletti, presidente Federalberghi Viterbo e proprietario del Balletti Park Hotel.
Viterbo – Turisti in via San Pellegrino
“A livello delle strutture che aderiscono alla Federalberghi c’è un netto calo di presenze, non tanto in riferimento a quelle che si sono avute l’anno scorso, che è coinciso con un vero e proprio periodo di chiusura, ma in linea generale – spiega -. Pur non essendoci una chiusura e il lockdown, le presenze sono infatti molto scarse e questo è dovuto alla mancanza del turismo organizzato. Chi viaggia in questo periodo sono soprattutto operai o persone che si muovono per lavoro ed è molto difficile tenere aperto solo con le presenze date da questo tipo di turismo”.
Il presidente di Federalberghi Viterbo parla di un 2021 difficile. “Nell’anno appena trascorso non abbiamo avuto chiusure vere e proprie, ma oggi abbiamo di fatto una chiusura più nei numeri che negli obblighi per legge – afferma -. Infatti molti alberghi preferiscono rimanere chiusi piuttosto che essere aperti e andare incontro a tutte quelle che sono le spese del personale, dei costi fissi, in particolare con l’aumento delle bollette energetiche”.
Qualche spiraglio sembra però delinearsi. “Ci stiamo avviando verso una lenta discesa della curva pandemica e questo in prospettiva è un segnale positivo – continua -. Ci aspettiamo che a partire dalla primavera si possa tornare verso una normalità, che però al momento non esiste assolutamente”.
“Ci auguriamo – conclude il presidente di Federalberghi – che presto finisca l’emergenza. Nel frattempo però chiediamo che ci siano degli aiuti concreti da parte delle istituzioni, in un’ottica che indichi una maggiore attenzione verso il settore. L’ultimo decreto, il Sostegni Ter, ha previsto qualcosa in termini di aiuto ed è in corso di conversione in parlamento. Noi, come Federalberghi, abbiamo presentato diversi emendamenti per cercare di andare incontro alle esigenze di chi opera nel settore perché gli aiuti alle aziende alberghiere non si possono limitare, ad esempio, a un contributo sugli affitti in caso di riduzione del fatturato di più del 50%. Bisogna andare oltre. Magari con interventi sull’Imu, sulle tasse locali, e comunque con degli aiuti concreti perché è molto difficile andare avanti con questa situazione”.
A confermare la difficoltà del momento è anche Renato Marzi dell’hotel Palazzo Riario, in via della Torre. “Momentaneamente il lavoro è fermo – spiega -. Qualcuno di passaggio arriva in mezzo alla settimana, quando le persone viaggiano per lavoro. Molto poco flusso nel weekend, con pochissimi turisti. Al momento abbiamo un 40% del lavoro rispetto al periodo pre-pandemia”.
“Durante l’estate – prosegue – la situazione è migliorata per via del calo dei contagi che ha tranquillizzato le persone. Il turismo è rimasto soprattutto in Italia e questo ci ha agevolati. Inoltre Viterbo, a differenza delle città d’arte come Roma e Firenze, vive di turismo locale e questo è stato un altro punto di forza. Nel mese di dicembre invece, con la nuova crescita dei casi, abbiamo avuto molte disdette. A incidere anche la mancanza delle attrazioni natalizie”.
Una diminuzione di turisti che ha inciso anche sui ristoranti e i locali della città. “Io ho anche un ristorante in centro, la Chimera e posso assicurarle che è difficile ripartire. Nei giorni della settimana conviene proprio chiudere. Le cose migliorano un po’ il venerdì sera, sabato e domenica a pranzo. Ci aspettiamo un qualche aiuto in più dallo stato. Un’attività anche se sta chiusa ha sempre delle spese. La bolletta del gas e della luce arriva lo stesso, anche se ridotta. Sono comunque fiducioso e spero che finito febbraio si possa ripartire. Magari senza l’obbligo di mascherina all’aperto le persone saranno meno impaurite e potranno tornare a viaggiare maggiormente”.
Spostandoci dal centro di Viterbo emerge un parere diverso. È quello di Cristiano Chini, proprietario dell’Hotel Santa Caterina, in strada Pian di Tortora. “Per quanto mi riguarda il flusso turistico c’è – spiega -. Passato Capodanno abbiamo avuto una ripresa. In questo periodo di bassa stagione è normale che ci sia meno gente, è il classico calo dei mesi di gennaio e febbraio”.
“Non c’è molta differenza con il periodo prima della pandemia per quanto riguarda questo periodo di bassa stagione – conclude -. Magari ci sarà stato un calo del 5%, ma nulla di più. Sono positivo in vista della primavera e dell’estate. Stanno già arrivando prenotazioni per agosto”.
