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“A Viterbo serve un sindaco, anzi una sindaca che risponda solo ai cittadini…”

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Viterbo – “A Viterbo serve un sindaco, o meglio una sindaca, che risponda solo ai cittadini, che si prenda le sue responsabilità e che svolga il suo mandato senza imposizioni”. Ogni riferimento a Chiara Frontini non è puramente casuale ma voluto, del resto a sostenerlo è Marco Ciorba. Presidente del consiglio con Michelini sindaco, poi candidato in una lista a sostegno di Luisa Ciambella, oggi fa parte di Viterbo 2020 e svela: “Al ballottaggio 2018 mi fu suggerito di votare Arena ma io sostenni Chiara e da allora c’è chi non mi rivolge più la parola”. Su una candidatura alle comunali ancora non si sbilancia, promettendo solo d’impegnarsi in campagna elettorale.


Marco Ciorba, Maria Rita De Alexandris e Chiara Frontini

Marco Ciorba, Maria Rita De Alexandris e Chiara Frontini


Marco Ciorba, come mai ha deciso di tornare a fare politica in modo attivo?
“Viterbo è la città in cui sono nato e dove vivo – dice Ciorba – come cittadino è mortificante vedere lo stato d’abbandono nel quale si trova oggi. Lo vedo ad esempio ogni giorno sotto al mio studio come la vegetazione si sia mangiata il marciapiede, pieno di rifiuti. Stare a guardare e lamentarsi non modifica la situazione, bisogna partecipare attivamente, spendere il proprio tempo a progettare e a realizzare idee che abbiano come obiettivi il bene comune dell’intera comunità e la risoluzione dei problemi dei cittadini”.

Perché con Viterbo 2020?
“Nel ballottaggio del 2018 tra Chiara Frontini e Giovanni Arena mi fu suggerito di votare Arena. Da uomo libero ho fatto una scelta diversa e ho sostenuto apertamente Chiara Frontini, anche al costo di inimicarmi persone che oggi neanche mi salutano. Chiara quella volta ha sfiorato la vittoria, nonostante tutti i partiti fossero schierati contro di lei. In questi anni mi sono impegnato da semplice cittadino per costruire un’alternativa di buongoverno per la città”.

Negli anni lei ha avuto diverse esperienze, liste civiche ma vicine alla politica, vedi il sostegno alla candidata sindaca Ciambella o con Michelini in Oltre le mura. Stavolta civismo. Perché?
“Il civismo è l’unica salvezza per Viterbo. Sia il centrodestra sia il centrosinistra purtroppo hanno fallito. Solo un progetto veramente civico, che unisce l’esperienza di ormai 10 anni d’amministrazione con l’entusiasmo di chi ha voglia di fare e fare bene, risponde ai cittadini e non alle segreterie dei partiti, potrà risollevare le sorti della città”.

È stato presidente del consiglio, elemento di spicco dell’amministrazione Michelini. Dove ha sbagliato, secondo lei il centrosinistra allargato che vinse nel 2013, se poi gli elettori hanno punito quella coalizione decretando la vittoria di Arena?
“La guerra fratricida tra correnti del Pd ha ingessato l’intera amministrazione e ha oscurato qualsiasi cosa di buono si facesse per la città. Quando chiedi il sostegno elettorale ai cittadini è per governare e ben amministrare, non per litigare. Su questo gli elettori non transigono”.

Avrà seguito le vicende politiche cittadine, il Arena sindaco ha ripetuto i passi falsi del suo predecessore o in cosa ha fallito, a suo modo di vedere, per arrivare alla sfiducia?
“Come ogni cittadino ho seguito le ultime vicende e non credevo che si arrivasse così in basso. Fin dall’inizio è stata una continua guerra di tutti contro tutti, senza un minimo interesse condiviso per il futuro della comunità. È stata un’amministrazione che andava avanti a stento, con un selfie al giorno, mentre la città era allo sbando. Nonostante la disastrosa fine, invece di fare mea culpa, gli attori di questo fallimento politico sono tutt’oggi concentrati a rinfacciarsi reciprocamente le accuse. Mi auguro veramente che non si arrivi mai più a tanto, per il bene di Viterbo”.

Questo primo scampolo di campagna elettorale vede le varie coalizioni in difficoltà nel trovare intese, programmi e nomi da candidare. I partiti non sono più in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini?
“Un sondaggio di qualche giorno fa, dopo l’elezione del presidente della Repubblica, registrava la fiducia nei partiti al 5%, il minimo storico. Ormai i partiti non sono più in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini e credo che a Viterbo dopo le ultime vicende la percentuale sia ancora più bassa”

Cosa pensa che serva a Viterbo?
“A Viterbo serve un sindaco, o meglio una sindaca, che risponda solo ai cittadini, che si prenda le sue responsabilità e che svolga il suo mandato senza imposizioni o interferenze esterne”.

È sempre stato vicino al mondo del volontariato, del terzo settore, è una realtà cresciuta a Viterbo in questi anni o si poteva fare di più?
“Della precedente esperienza che ho avuto in comune, sono felice del grande lavoro che era stato fatto per supportare il volontariato e il terzo settore, un lavoro che avevo impostato condividendolo convintamente con l’intero consiglio comunale in modo trasversale, perché il volontariato non ha colore politico. Questo lavoro ci ha permesso come città di rilanciare la consulta comunale del volontariato e far fare rete tra le associazioni cittadine, lanciare il festival del volontariato in ambito nazionale, partecipare all’edizione di Capitale Europea del Volontariato arrivando secondi solo dopo Londra, fino ad arrivare a ideare e realizzare l’emporio solidale, che è stato tanto utile in questo periodo di Covid per sostenere le famiglie viterbesi in difficoltà con generi alimentari. Sono però convinto che si possa e si debba fare di più e Chiara condivide questo sentimento”

Si vedrà il tuo nome candidato in lista con Chiara Frontini (quando formalizzerà la sua candidatura)?
“A oggi non c’è ancora una data delle elezioni ed il movimento è concentrato a costruire il programma condiviso con la cittadinanza. Come ha fatto quest’estate quando abbiamo lanciato il sondaggio civico, mi impegnerò per parlare con i cittadini di Viterbo e presentare le nostre prime proposte”.

Giuseppe Ferlicca


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