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Viterbo – (sil.co.) – Denunciato per stalking da due ex, un 35enne è stato condannato a un anno e 8 mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena e al risarcimento in sede civile del danni a entrambe le vittime nonché all’associazione antiviolenza Erinna, cui si è rivolta una delle due.
Una delle vittime, assistita dall’avvocato Giuliano Migliorati, a causa della presunta persecuzione da parte dell’uomo, nel 2014 si è trasferita a Londra. “Dove si è rifatta una vita e da dove non è più tornata”, ha sottolineato il legale.
L’altra parte offesa, con cui l’imputato si è fidanzato successivamente, ha un nuovo compagno.
Le parti offese si sarebbero confidate l’una con l’altra dopo che il 35enne avrebbe aggredito anche la seconda ex, nel piazzale del distributore gestito dalla famiglia della donna, dove aveva aperto un autolavaggio.
Avrebbe fatto il verso di investirla con la macchina e l’avrebbe minacciata con una pistola, non si sa se vera o falsa, costringendola a chiudersi nel gabbiotto da dove ha chiesto soccorso per telefono all’altra parte offesa.
L’accusa ha chiesto una condanna a un anno e 2 mesi. La difesa ha chiesto l’assoluzione, mettendo in dubbio l’attendibilità delle vittime, o in subordine una riqualificazione nel meno grave reato di molestie.
Il giudice Elisabetta Massini ha condannato l’imputato a un anno e otto mesi confermando l’accusa di stalking e disponendo anche risarcimento dei danni in sede civile.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
