Viterbo – Cinquanta trattori contro il caro gasolio e la crisi che sta mettendo in ginocchio l’agricoltura. Contoterzisti, agricoltori e allevatori, oltre 150 quelli previsti, partiranno in corteo dal parco commerciale san Lazzaro, a nord della città di Viterbo, per raggiungere in marcia il parcheggio fuori le mura di Valle Faul. Davanti al Mc. E da qui puntare dritto sul palazzo del Governo in piazza del comune per chiedere un incontro con il prefetto e il sottosegretario Francesco Battistoni.
Viterbo – Lo striscione che apre la manifestazione degli agricoltori
Il tutto senza sigle sindacali. Una manifestazione spontanea organizzata da Marco Marini, Daniele Romagnoli e Gianpaolo Maurini, come si legge nel “preavviso di pubblica manifestazione” indirizzato al prefetto Giovanni Bruno nei giorni scorsi.
Sullo striscione che aprirà la manifestazione sta scritto: “Tutti i bastoni che ci avete messo tra le ruote diventeranno matite per le prossime elezioni”.
Agricoltura – Un trattore
“La manifestazione – si legge nel documento – prevede la partecipazione di circa 100/150 persone, di cui alcune arriveranno mediante macchine agricole, nello specifico nr 50… e si svolgerà secondo le seguenti modalità: ore 9 concentramento presso il parcheggio retrostante il Parco commerciale San Lazzaro. Successivamente i mezzi si sposteranno in corteo da Cassia nord circonvallazione ovest fino a raggiungere il parcheggio di Valle Faul esterno ove verrà attuata un’iniziativa statica”. Da qui una delegazione dovrebbe poi muovere verso piazza del comune per chiedere un incontro con il prefetto e il sottosegretario all’agricoltura Francesco Battistoni. Prevista inoltre una probabile deviazione del traffico a nord di Viterbo lungo il percorso della manifestazione che vedrà scendere in campo trattori e mezzi agricoli che secondo gli organizzatori dovrebbero arrivare un pò da tutta la Tuscia.
Giampaolo Maurini
Giampaolo Maurini rappresenta i contoterzisti. “Abbiamo fatto investimenti importanti – ha detto – con soluzioni e servizi innovativi e a tutto vantaggio delle aziende. Oggi per fare il pieno di un trattore di grossa cilindrata servono 600-700 euro. Rispetto agli anni precedenti gli aumenti che abbiamo subito superano il 70%. Tutto questo a causa dei rincari delle materie con ripercussioni importanti sulle tariffe delle prestazioni. L’aumento dei costi delle materie prime, a partire dal gasolio, ha portato infine a una crescita pure dei costi dei lubrificanti, degli additivi, delle gomme, dei ricambi e dei materiali di manutenzione. Siamo arrivati a un punto in cui non si può più continuare a lavorare”.
Il contoterzista è un fornitore di servizi agromeccanici e tecnologici ad altri agricoltori, svolgendo con mezzi propri tutta una serie di lavorazioni meccaniche presso le aziende agricole, sostituendosi di fatto all’imprenditore.
Daniele Romagnoli
Daniele Romagnoli è invece agricoltore, produttore di nocciole. “Un settore – spiega – già in crisi a causa delle gelate degli ultimi anni. Un ambito che è stato messo a dura prova dall’aumento costi di produzione che non riguardano soltanto il gasolio, ma pure il costo dei fertilizzanti e dell’energia elettrica. Il nostro è un grido di protesta. Ci sentiamo abbandonati da anni da chi invece ci dovrebbe rappresentare. Questo è il motivo per il quale abbiamo deciso di manifestare senza la presenza dei sindacati. Ad oggi sono stati spesi fiumi di parole, senza però fare nulla”.
Marco Marini
Il caro prezzi ha investito in modo drammatico anche il settore degli allevamenti. Raddoppiati mangimi, energia elettrica, gasolio. E a pesare è anche il prezzo del latte. Produrlo ormai non solo non genera più profitti da anni, ma rappresenta, come sottolineato più volte e da più parti, una pura e semplice remissione.
Marco Marini è titolare di un’azienda che produce latte di alta qualità. “Abbiamo chiesto – commenta – un incontro con il senatore Battistoni e il prefetto. Nessuno ci ha risposto. Vorremmo però sapere da loro se chi ci governa sarebbe disposto a lavorare come lo stiamo facendo noi. Dobbiamo darci da fare per salvare l’agricoltura e farci rappresentare da chi è interessato alla nostra sorte”.
Daniele Camilli




