Viterbo – “Arcionello, le risorse sono irrisorie, servono a malapena per lo sfalcio di mezzo chilometro di strada”. Il presidente della provincia Alessandro Romoli chiama a raccolta associazioni, ne sono presenti 28 nella sala del consiglio, comitati ed enti per valorizzare la riserva naturale di Viterbo, di cui palazzo Gentili detiene la gestione.
A via Saffi anche privati, proprietari di aree all’Arcionello. Parlano dei problemi di sicurezza e pulizia.
Viterbo – Provincia – L’incontro sull’Arcionello
C’è pure Antonello Ricci che ormai quasi quindici anni fa intraprese una battaglia per impedire che si edificasse in quella parte della città, rimasta verde, ma un po’ trascurata.
Obiettivo dell’iniziativa, un tavolo permanente per arrivare a una progettazione condivisa e poi girarsi verso la regione, con una proposta da sottoporre a finanziamento per il rilancio.
“La provincia – spiega Romoli – vuole dare nuovo impulso. Oggi le risorse sono irrisorie, a malapena si riesce a falciare erba su un mezzo chilometro di strada. Dovremo coinvolgere la regione, come stiamo facendo, tuttavia è nostra intenzione proporre un progetto di valorizzazione, avanzando una richiesta strutturata di finanziamento”.
Immaginare che l’amministrazione pubblica da sola, riesca a gestire l’area è complicato. “Garantire fruizione e manutenzione non è pensabile – precisa Romoli – se non attraverso l’attività del segmento del volontariato dell’associazionismo. Solo coinvolgendo le associazioni si potrà arrivare a un’effettiva valorizzazione”.
In zona alcune aree appartengono a privati. “Ci abbiamo parlato e sono disponibili, attraverso accordi bilaterali a consentire il passaggio, su sentieri”.
L’Arcionello già oggi è fruito da viterbesi. “Quando abbiamo effettuato una visita – ricorda Romoli – abbiamo incontrato diversi cittadini. Esiste una segnaletica apposta dal Cai e un’altra da parte della provincia, a inizio 2000, in cui sono riportati flora e fauna presenti”.
Tra l’altro, Romoli intende dare incarico a un professionista, affinché coordini le azioni future. “In assenza dell’ente gestore – spiega Romoli – sono state messe in piedi iniziative da parte delle associazioni, lodevoli ma che a volte hanno avuto un approccio conflittuale. Il tavolo dovrà lavorare anche su questo e nell’ottica della valorizzazione”.
L’incontro di oggi è una prima occasione di conoscenza da parte delle associazioni, in cui non si è trascurato un aspetto molto sentito, quello della presenza di cinghiali.
In sala anche chi vive nella riserva. “Il problema più evidente è quello della sicurezza, legato proprio alla presenza dei cinghiali – osserva Gianni Cesarini – ci troviamo in una situazione molto pericolosa.
Il secondo problema è la sporcizia. In un paio di punti, molti vengono a gettare immondizia e lì arrivano gli animali. Poi finisce nel fosso.
Alcune aree sono diventate anche zone di scambio di stupefacenti o altro. Un tipo di controllo, con le forze dell’ordine ritengo che vada eseguito. Ho sentito di persone a passeggio, infastidite da altri”.
Giuseppe Ferlicca
– Arcionello, Romoli: “Valorizziamo insieme la riserva naturale”



