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Viterbo – Anche i senatori della Lega s’incazzano. E Umberto Fusco non fa eccezione.
Nel clima non proprio sereno che sta vivendo il centrodestra a Viterbo in vista delle elezioni comunali, negli ultimi giorni si è inserita una candidatura a sindaco, una delle tante, ma che rispetto alle altre ha fatto saltare i nervi al numero uno leghista nella Tuscia.
Tanto da scrivere di suo pugno una nota di smentita. Uscita ieri pomeriggio: “Smentisco ipotesi di candidature attribuite da alcuna stampa”.
Riferimento, senza fare riferimenti, a insistenti voci su una possibile convergenza non solo dei leghisti, ma anche di Fratelli d’Italia e perché no, pure di Forza Italia, sul nome di Gianmaria Santucci (Fondazione).
Una delle ipotesi circolate. Più o meno credibili, più o meno attendibili. Quest’ultima aveva basi poco solide, visto il quadro viterbese, ma la politica è l’arte del mai dire mai. Quindi, perché Fusco se l’è presa così tanto?
Nei giorni scorsi, tramite Tusciaweb aveva fatto sapere che il candidato sindaco si sceglie a Viterbo e non a Roma. Ieri la nota. Esternazione e comunicato vanno di pari passo.
Al senatore leghista, a quanto pare sono saltati i nervi, causa ingerenza capitolina nelle questioni viterbesi. Sembra che per caldeggiare la candidatura di Santucci, si siano mossi (su sollecitazione) i tavoli regionali, dalla parte leghista via Durigon, tramite Giulivi.
Pure qui, niente di nuovo. Basti pensare che pure Giovanni Arena sindaco lo decise il livello regionale FdI, FI e Lega. Poi è finita com’è finita, ma questa è un’altra storia.
Non ci sarebbe molto di cui incavolarsi. Ingerenze sono sempre esistite e ci saranno probabilmente anche in futuro.
Stavolta però, la causa Santucci sarebbe stata perorata bypassando la Tuscia. Quindi, Fusco e la Lega ne sapevano ma fino a un certo punto. E quando il senatore ha preso piena contezza della strategia in atto non deve esserci rimasto troppo bene. E ha reagito.
Ma a quanto pare, a essere all’oscuro delle manovre romane, pare che fosse anche Fratelli d’Italia. Il partito di Mauro Rotelli non era pregiudizialmente contrario a discutere su Santucci candidato. Tuttavia, la manovra d’aggiramento ha fatto girare pure qualcos’altro dentro il partito di Giorgia Meloni.
Risultato, pare che adesso i due partiti, FdI e Lega siano finalmente d’accordo. Sul no. Anche se non è del tutto esatto, perché non c’è mai stato nemmeno un sì e neppure un nì. Sull’ex capogruppo Fondazione un vero dibattito non c’è mai stato e dopo la nota di Fusco, difficilmente si aprirà.
Tutto rimane com’era.
Da una parte Laura Allegrini, candidata sindaca per Fratelli d’Italia, dall’altra Ubertini per la Lega e in caso di mancata convergenza, pure Giovanni Arena per Forza Italia.
Anche se al momento non si capisce come, è comunque altamente probabile che FdI e Lega alla fine correranno insieme. Il punto di caduta al momento è ignoto.
I bene informati azzardano una scadenza: a metà settimana il quadro nel centrodestra cittadino potrebbe essere più chiaro. E Roma resta a guardare?
Giuseppe Ferlicca
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