Viterbo – “Tutto il centrodestra si ripresenti con me candidato sindaco”. La nave della fu coalizione sta affondando in un mare in tempesta, tra veti incrociati e reciproche accusa. Mentre all’orizzonte comincia a intravedersi la data del ritorno alle urne, Giovanni Arena lancia una scialuppa di salvataggio ai partiti che l’hanno prima sostenuto e poi sfiduciato.
Giovanni Arena
Un’operazione che passa attraverso la presa di coscienza d’avere agito troppo d’impulso. Senza un piano b. E i risultati si vedono. FdI, FI, Lega e Fondazione in bambola totale. Zero candidati, zero strategie. Tranne quella del no a tutto e a tutti.
Quindi, quale soluzione migliore di un bagno d’umiltà, riconoscendo che andare dal notaio è stato quantomeno affrettato, adesso che su Viterbo cominciano ad arrivare fondi per progetti destinati a cambiare la città.
A rigor di logica non fa una piega. Sul piano politico chissà.
“Quando i consiglieri comunali di maggioranza decisero di recarsi dal notaio per firmare la caduta dell’amministrazione – spiega Arena – cosa mai avvenuta nella storia del nostro comune, non hanno previsto e valutato quelle che sarebbero state le difficoltà che oggi tutti stiamo incontrando per tentare di ricompattare il centrodestra”.
Una sfiducia senza sbocchi. Non pensata. “La cosa grave è che quella decisione non prevedeva una strategia, giustificata dal raggiungimento di un obiettivo – osserva Arena – ma è stata una reazione fine a se stessa. La dimostrazione è in quello che stiamo vivendo adesso, non riuscendo a trovare una sintesi, ogni partito rimane arroccato sul proprio candidato sindaco”.
Buttando alle ortiche un lavoro che avrebbe cominciato a dare i suoi frutti. “La mia amministrazione ha beneficiato di finanziamenti eccezionali, mai ottenuti nella storia del comune di Viterbo.
A breve partiranno importanti lavori, asfaltature, nuovo appalto del verde pubblico, dei rifiuti, nuovo ecocentro, riqualificazione del centro storico. Poi a medio termine i progetti finanziati con il Pnrr”. Guardando indietro invece: “Siamo stati portati a esempio a livello nazionale per come abbiamo gestito il periodo critico della pandemia. Dati oggettivi e indiscutibili”. Tutto buttato all’aria. Ma in qualche modo si potrebbe salvare, per Arena.
“Una via d’uscita da parte di tutti i partiti della ex maggioranza – propone Arena – potrebbe essere di fare autocritica, riconoscendo d’aver agito troppo frettolosamente, riproporsi con il proprio sindaco, inserendo in giunta le migliori donne e i migliori uomini, per raccogliere i frutti di tutto quanto già programmato e finanziato”.
FdI, Lega e Fondazione hanno qualcosa su cui riflettere. Forza Italia magari potrebbe essere più sensibile all’appello lanciato da Arena.
“Mi sembra una strada percorribile con successo, può ridare fiducia e verrebbe incontro alle aspettative del nostro elettorato, che ci vuole uniti per poter affrontare nuove sfide. Daremmo un’immagine di una coalizione forte, pronta a riprendere con decisione ed entusiasmo il cammino interrotto”.
Giuseppe Ferlicca
