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“Attacchi a Salvini sono stucchevoli, è giusto inviare armi in Ucraina”

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Giorgia Meloni

Giorgia Meloni


Roma – “Attacchi a Salvini sono stucchevoli, è giusto inviare armi in Ucraina”. Così Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, in un’intervista del Corriere della sera.

“All’Ucraina è stata fatta un’aggressione inaccettabile. Reazione coraggiosa, patriottica e inaspettata è per noi una motivazione in più per garantire il diritto alla sovranità nazionale. È giusto avere la massima compattezza – ha detto Giorgia Meloni -. Non abbiamo mai avuto dubbi sul fatto che l’Italia faccia parte del blocco atlantico, senza rinunciare a muovere dubbi sui nostri alleati. È giusto che governo italiano mantenga compattezza con gli alleati e si muova con loro. Sulle armi, ricordo che i latini dicevano che se vuoi la pace devi preparare la guerra. Il governo sta facendo bene, noi abbiamo approvato quanto fatto finora. Anche se l’esecutivo non sta dando prova di essere ascoltato a livello internazionale. Draghi continua ad essere escluso”.

“Abbiamo radici comuni con gli Usa e questo viene prima di qualsiasi discorso di alleanza. Ci sono casi in cui però i nostri interessi non coincidono – ha aggiunto -. Per questo l’Europa deve conservare una salda autonomia. Non dobbiamo seguire pedissequamente quel che fa il governo americano. Per esempio, l’Europa deve dotarsi di un esercito proprio. L’alleanza atlantica forse funzionerebbe meglio. Io non ho mai parlato di Putin. Non considero la Russia Putin. Non ho nessuna vicinanza, ma la Russia è una nazione da rispettare e che ha una grande storia . Nessuno può negare che faccia parte del sistema dei valori europei. Certe forme di censura sono assurde”.

“Il centrodestra non è scomparso sulla politica estera, stiamo dando una mano – ha proseguito la leader di Fratelli d’Italia -. Siamo fedeli alla Nato e non cambiamo idea. Ho rapporti non semplici con Salvini ma è stucchevole che a lui non si perdonino i rapporti passati con Putin quando li hanno avuti tutti. E poi ci sono quelli che devono dimostrare di non avere preso soldi da Maduro o dai principi arabi o, nella storia, dal regime sovietico». I rapporti sono tesi, comunque: «Noi abbiamo chiesto di non ammiccare al campo avverso, di combattere la sinistra per dare vita ad un governo di patrioti. Chiedo chiarezza sugli obiettivi, sulla correttezza, sulla lealtà. Le pacche sulle spalle lasciano il tempo che trovano”.

“Io in Polonia? Dipende a fare cosa, non lo so”, ha detto al termine della lectio magistralis del segretario di Stato della Santa Sede Parolin.


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