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Viterbo – “Basta con il menefreghismo della Asl rispetto al personale. Basta con il menefreghismo rispetto agli infermieri”. È questo il senso del sit in e della conferenza stampa di questa mattina convocati dai sindacati Confael e Nursing Up, prima davanti alla Cittadella della salute di Viterbo poi al bar Grandori di fronte alla stazione dei treni di Porta romana.
Una ventina in tutto le persone davanti all’ingresso della cittadella. In conferenza c’erano invece Massimo Ragonesi, dirigente Nursing up, Filippo Mario Perazzoni, segretario Alto Lazio Nursing up, Egidio Gubbiotto, segretario nazionale Confael sanità, e Alessandro Stella, segretario provinciale Confael sanità Viterbo.
”Siamo qui – ha detto Stella – per evidenziare le inadempienze riguardanti il personale. La regione ha trasmesso una nota alla Asl in cui si certifica lo sforamento del budget per il personale. Le nuove assunzioni sono state oggetto di preoccupazione e discussione, col rischio che venissero messe a repentaglio“.
”La questione del personale è prioritaria – ha proseguito Stella -. Ad esempio gli operatori socio sanitari sono (oss) sono insufficienti per svolgere gli incarichi attribuiti a questa figura. L’oss è invece essenziale per una sanità di qualità. A Viterbo queste figure sono presenti solo nelle strutture private. La loro presenza deve essere però garantita per legge, con dei requisiti minimi. La carenza di oss comporta tuttavia un demansionamento e sovraccarico di lavoro sugli infermieri che continuano ad essere i fac totum dell’azienda”.
Riflettori puntati anche “sui facenti funzione che poi vengono assunti tramite concorso – come hanno rimarcato Perazzoni e Ragione – come pure su quelle figure che vengono assunte per svolgere un incarico e poi si trovano a fare altro. Come, appunto diversi infermieri”.
“Abbiamo mandato una prima lettera alla Asl in cui si parlava della stabilizzazione di tutto il personale precario – ha concluso Gubbiotto -. C’è una gestione delle risorse umane che non funziona. La Asl non cerca il dialogo. Non lo cerca con noi, non con gli altri sindacati”.
Daniele Camilli




