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“Bimbo morto in schianto camion-camper, sequestratro cronotachigrafo mezzo pesante”

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Davide Ciuffreda

Davide Ciuffreda


Viterbo – Bimbo morto e mamma viva per miracolo nel tragico schianto tra un camion e un camper in superstrada, il cronotachimetro del mezzo pesante fu sequestrato per delle sospette anomalie che ne avrebbero alterato la velocità.

E’ entrato nel vivo il processo per omicidio stradale e lesioni stradali all’autotrasportatore 67enne di Bagnoregio piombato sul caravan a bordo del quale c’erano il piccolo Davide Ciuffreda e la madre Antonella Incerti. Seduto al posto di guida il marito, rimasto illeso.

Una famiglia distrutta in pochi istanti, che stava facendo rientro ad Albinea, in provincia di Reggio Emilia, dopo avere trascorso a Viterbo le vacanze di Natale. Appena ripartita verso casa dal parcheggio camper dell’area termale delle Masse di San Sisto.

La donna, rimasta per settimane all’ospedale di Belcolle dove fu ricoverata in rianimazione, si è costituita parte civile assieme al marito Michele Antonio Ciuffreda, padre del piccolo, che aveva 10 anni il 3 gennaio 2018 quando, alle 10,45, il mezzo pesante adibito al trasporto di mangimi piombò da dietro sul camper, che si era appena fermato al chilometro 60,100 della superstrada in direzione Orte per un’avaria, sventrandone la parte posteriore. 

“In quel punto non c’è corsia d’emergenza e il conducente, che aveva appena messo le quattro frecce, non era ancora sceso quando il camion gli è piombato addosso da dietro”, hanno spiegato ieri il sostituto commissario Mauro Bianchi e il vice ispettore Alessio Ferri della polizia stradale al giudice Elisabetta Massini. In aula anche il comandante Gian Luca Porroni. All’arrivo della stradale, sul posto c’erano il traffico completamente bloccato, detriti sparsi ovunque, le ambulanze e i vigili del fuoco al lavoro per soccorrere le vittime.

“Stavano estraendo il bimbo ancora vivo, che al momento dello schianto stava seduto al tavolo, davanti alla mamma. Lei dava le spalle al conducente, mentre il bambino aveva il volto rivolto verso il padre che era alla guida. Era ancora vivo al nostro arrivo, ma un’infermiera disse che aveva sicuramente un’emorragia”. 


L'incidente sulla Superstrada

Superstrada – Schianto camion-camper


I funerali del piccolo Davide si tennero il successivo 10 febbraio, nella palestra coperta del parco Lavezza  di Albinea, messa a disposizione della chiesa evangelica, per dare modo di partecipare alle esequie anche alla mamma. La famiglia non chiese fiori, ma donazioni all’Asei, l’Associazione scout evangelici italiani, di cui il figlio faceva parte. Entrambi molto conosciuti i genitori: la mamma infermiera e il papà tecnico radiologo all’ospedale di Reggio Emilia. 

Il camion, che avrebbe frenato solo dopo il punto d’urto, ha finito la sua corsa 60 metri più avanti. Il camper è stato trovato 16 metri dopo il punto d’urto. 

L’imputato, sul momento, avrebbe prima detto di non avere visto il camper e poi che gli era scoppiato uno pneumatico, ma sarebbe stato rilevato solo un taglio sulla gomma anteriore destra.

“Nessuna traccia di scoppio. A ridosso del punto d’urto il mezzo pesante non ha frenato, lo ha fatto per circa 15 metri dopo il punto d’urto. Né ci sono tracce di scarrocciamento sull’asfalto, in buono stato su quel tratto di rettilineo leggermente in discesa, preceduto, circa 250 metri prima, da una curva”, hanno spiegato Ferri e Bianchi.


L'incidente sulla Superstrada

Superstrada – Schianto camion-camper


Sequestrato per delle anomalie sospette il cronotachimetro del mezzo pesante condotto dall’imputato, che segnava 40 chilometri in un punto in cui il limite è di 70 chilometri orari per gli autocarri e 90 per i veicoli.

“Ma – hanno spiegato gli agenti della stradale – il pennino del cronotachimetro partiva da sotto lo zero, per cui c’era un’alterazione della velocità, non si sa se perché difettoso o altro”. Successivamente lo strumento è stato sottoposto a una perizia, che sarò illustrata nel corso del processo. 

L’imputato è difeso dagli avvocati Giacomo Mariano Tafuro e Ilario Taddeo. Ieri per le parti civili era presente l’avvocato Marco Foresta. I genitori della piccola vittima non erano presenti in aula. La prossima udienza è fissata alle ore 10 del prossimo 14 luglio. 

Silvana Cortignani


 Multimedia: video – Schianto camper-camion, morto bimbo – Scontro camper-camion


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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